DUE EX SUORE SI SONO SPOSATE DICONO CHE DIO VUOLE PERSONE FELICI

La storia di Isabel e Federica: ieri suore, oggi spose

Il rito civile sarà celebrato a Pinerolo: “Dio vuole persone felici”
28/09/2016
antonio gaimo, niccolò zancan
pinerolo

La sposa ha 44 anni, una laurea in Filosofia e la vita intera passata nelle missioni del mondo. Anche l’altra sposa si è sempre dedicata ai poveri ed ai tossicodipendenti, da Roma all’Africa. Si sono conosciute durante un viaggio pastorale, essendo entrambe due suore francescane. Ma oggi Isabel e Federica si sono unite in matrimonio a Pinerolo. Perché hanno capito di amarsi.

 

«Dio vuole le persone felici, che vivano l’amore alla luce del sole», dice Isabel. «Chiediamo alla nostra chiesa di accogliere tutte le persone che si amano», dice Federica. Sono molto timide, molto forti. E chiedono di non dire altro.

 

L’unione civile è stata celebrata dal sindaco del Movimento 5 Stelle Luca Salvai in municipio, la seconda da quando è entrata in vigore la legge. Ma ci sarà anche una funzione religiosa, e forse davvero non poteva essere diversamente. Verrà officiata dalla persona che meglio di tutte conosce la storia di Isabel e Federica. Come è nato il loro amore? «Come tutte le storie d’amore del mondo» risponde don Barbero. «Lentamente. Conoscendosi. Capendo, infine, di provare un sentimento profondo. Sarà bello averle qui nella nostra comunità di ascolto e preghiera».

http://www.lastampa.it/2016/09/28/italia/cronache/la-storia-di-isabel-e-federica-ex-suore-domani-spose-cbvZQJq1P5sOaK2lmyZbsK/pagina.html

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LE SUOREAFFERMANO CHE DIO VUOLE PERSONE FELICI

«Dio vuole le persone felici, che vivano l’amore alla luce del sole», dice Isabel. «Chiediamo alla nostra chiesa di accogliere tutte le persone che si amano», dice Federica. Sono molto timide, molto forti. E chiedono di non dire altro.

DI QUALE DIO PARLANO NON CERTO DI QUELLO BIBLICO CHE DISTRUSSE SODOMA E GOMORRA

ANCHE GESU’ E SAN PAOLO E SAN PIETRO E SAN GIUDA CONDANNANO I SODOMITI

 

 

 

GESU’ CONDANNA I SODOMITI
Gesù parlando del giudizio e della condanna eterna cita Sodoma  Gomorra, anche se subiranno un castigo più mite rispetto agli increduli, saranno sempre condannati !

Matteo 10:14-15

14 E se alcuno non vi riceve né ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scotete la polvere da’ vostri piedi. 15 In verità io vi dico che il paese di Sodoma e di Gomorra, nel giorno del giudizio, sarà trattato con meno rigore di quella città.

 

Matteo 11: 23-24

23 E tu, Cafarnao,
sarai forse innalzata fino al cielo?
Fino agli inferi precipiterai!
Perché, se in Sòdoma fossero avvenuti i miracoli compiuti in te, oggi ancora essa esisterebbe!
24 Ebbene io vi dico: Nel giorno del giudizio avrà una sorte meno dura della tua!”.

Luca 10:10-12

10 Ma in qualunque città sarete entrati, se non vi ricevono, uscite sulle piazze e dite: 11 Perfino la polvere che dalla vostra città s’è attaccata a’ nostri piedi, noi la scotiamo contro a voi; sappiate tuttavia questo, che il regno di Dio s’è avvicinato a voi. 12 Io vi dico che in quel giorno la sorte di Sodoma sarà più tollerabile della sorte di quella città.

I SODOMITI NON ENTRERANNO NEL REGNO DEI CIELI

1 Corinzi  6:9-11

6:9 Non sapete voi che gli ingiusti non erederanno il regno di Dio? Non v’illudete; né i fornicatori, né gl’idolatri, né gli adulteri, né gli effeminati, né i sodomiti, 10 né i ladri, né gli avari, né gli ubriachi, né gli oltraggiatori, né i rapaci erederanno il regno di Dio. 11 E tali eravate alcuni; ma siete stati lavati, ma siete stati santificati, ma siete stati giustificati nel nome del Signor Gesù Cristo, e mediante lo Spirito dell’Iddio nostro.

LA LEGGE DI DIO E’ CONTRO I SODOMITI

1Timoteo 1:9-10

9 riconoscendo che la legge è fatta non per il giusto, ma per gl’iniqui e i ribelli, per gli empî e i peccatori, per gli scellerati e gl’irreligiosi, per i percuotitori di padre e madre, 10 per gli omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri d’uomini, per i bugiardi, per gli spergiuri e per ogni altra cosa contraria alla sana dottrina.

CHI SONO I SODOMITI

Romani 1:26-32

1:26 Perciò Iddio li ha abbandonati a passioni infami: poiché le loro femmine hanno mutato l’uso naturale in quello che è contro natura, 27 e similmente anche i maschi, lasciando l’uso naturale della donna, si sono infiammati nella loro libidine gli uni per gli altri, commettendo uomini con uomini cose turpi, e ricevendo in loro stessi la condegna mercede del proprio traviamento. 28 E siccome non si son curati di ritenere la conoscenza di Dio, Iddio li ha abbandonati ad una mente reproba, perché facessero le cose che sono sconvenienti, 29 essendo essi ricolmi d’ogni ingiustizia, malvagità, cupidigia, malizia; pieni d’invidia, d’omicidio, di contesa, di frode, di malignità; 30 delatori, maldicenti, abominevoli a Dio, insolenti, superbi, vanagloriosi, inventori di mali, disubbidienti ai genitori, 31 insensati, senza fede nei patti, senza affezione naturale, spietati; 32 i quali, pur conoscendo che secondo il giudizio di Dio quelli che fanno codeste cose son degni di morte, non soltanto le fanno, ma anche approvano chi le commette.

2 Pietro: 2:4,8
 Dio infatti non risparmiò gli angeli che avevano peccato, ma li precipitò negli abissi tenebrosi dell’inferno, serbandoli per il giudizio;
non risparmiò il mondo antico, ma tuttavia con altri sette salvò Noè, banditore di giustizia, mentre faceva piombare il diluvio su un mondo di empi;

condannò alla distruzione le città di Sòdoma e Gomorra, riducendole in cenere, ponendo un esempio a quanti sarebbero vissuti empiamente.

Liberò invece il giusto Lot, angustiato dal comportamento immorale di quegli scellerati.

Quel giusto infatti, per ciò che vedeva e udiva mentre abitava in mezzo a loro, si tormentava ogni giorno nella sua anima giusta per tali ignominie.

Giuda: 1, 7
 Così Sòdoma e Gomorra e le città vicine, che si sono abbandonate all’impudicizia allo stesso modo e sono andate dietro a vizi contro natura,
stanno come esempio subendo le pene di un fuoco eterno.
LA DISTRUZIONE DI SODOMA E GOMORRA
Genesi: 18, 17-33
Genesi: 19: 1-30
LA LEGGE DI DIO CONDANNA I SODOMITI
Il Levitico18,22 proibisce l’omosessualità e la sua pratica.
Il Levitico18,29 indica la punizione per l’omosessualità: la morte.
1 Re14,24 racconta che Dio aveva scacciato davanti agli Israeliti i prostituti sacri.
Citazioni Bibbia Cei e Luzzi

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/Home/due-ex-suore-si-sono-sposate-dicono-che-diovuole-persone-felici

 

 

ALESSANDRO DE ANGELIS ANNUNCIA CHE GESU’ ERA SACERDOTE DI OSIRIDE

ALESSANDRO DE ANGELIS ANNUNCIA CHE GESU’ ERA SACERDOTE DI OSIRIDE

FB 5 03 2016
 
 
 
Ecco le novita’  di Alessandro De Angelis;
 

Siamo in piena dittatura, bloccato senza un motivo, anzi per aver messo uno scomodissimo post storico su nerone e il signoraggio.
Ti è stato temporaneamente impedito di iscriverti e pubblicare nei gruppi. La restrizione durerà fino a: Martedì alle 10:02.

Restrizioni attiveFine: Martedì alle 10:02

 
 
Alessandro De Angelis Fabio Cattaneo, ho postato in soli tre gruppi questa mattina, fb mi dice post contenuti offensivi,
segnalazioni sull’articolo di Nerone e il signoraggio
 
 
Alessandro De Angelis Non solo gli porterei prove storiche di tutti i personaggi dei vangeli,
ma anche del fatto che Gesu aveva il 50% di sangue imperiale romano e parente di tutti gli imprratori.
 
Cesare Augusto 1 imperatore di Roma suo zio, Marc’Antonio suo bisnonno, Nerone cugino carnale,
 Tiberio, Caligola e Claudio ugualmente suoi parenti grazie ad Antonia Minore.
 
Ormai siamo in correzione di bozza tra poco uscirà Cristo il Romano e la storia verrà riscritta.
 
 
Martedi articolo su Gesù sacerdote di Osiride, prove storico documentali, un botto pazzesco, tutti gli articoli sono tratti dal libro Cristo il romano.
 

Bloccano? Più fanno cosi peggio sarà per loro. Martedi pubblicherò un articolo bomba dove dimostro che Gesù era sacerdote ad Alessandria del culto di Osiride. Provate ad immaginare lo scompiglio che causerà nei credenti, tutte le prove saranno storico documentali. Il libro in prossima uscita Cristo il Romano sarà un’autentica bomba mediatica supportata da documentazioni storiche mai prodotte prima da nessun ricercatore. Si ricostruirà inoltre tutta la vera storia di Gesù, dalla nascita alla morte, punto per punto. Aiutateci anche voi a diffondere gli articoli, purtroppo queste verità storiche scomode al potere sono oggetto di attacco, oltre che dai mass media ttramite la congiura del silenzio, anche dalla rete attraverso i credenti che segnalano articoli storici come offensivi.

https://www.facebook.com/alessandro.deangelis.330?fref=ts

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VEDIAMO CHE QUESTE AFFERMAZIONI NON SONO NUOVE DA DE ANGELIS

 

La trinità è stata traslitterata al cristianesimo dal culto di Osiride, Iside ed Horus, abbiamo scoperto come Maria fosse la figlia di Cleopatra che portò con G. Cesare il culto di Iside/Horus a Roma che fu poi spostato su Maria/Gesù, mentre Yahweh era Osiride, ecco la prova. Ci troviamo di fronte al seguente scenario: gli ebrei furono scacciati dai faraoni dall’Egitto, ed essi scrissero l’Antico Testamento con la metaforica vendetta dell’uccisione di tutti i primogeniti egiziani, compreso quello del faraone, e i costruttori del cristianesimo si vendicarono facendo compiere ad Erode l’inventata strage degli innocenti dove si salverà l’ultimo faraone d’Egitto, Gesù.

A questo punto si riescono a comprendere i versi del vangelo di Giovanni dove Gesù non solo non riconosce il dio degli ebrei, ma lo taccia anche di essere il diavolo, ovvero Seth, l’avversario o Saytan da Osiride:

Giovanni 5,37 “E anche il Padre, che mi ha mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete a colui che egli ha mandato”

Giovanni 1,18 “Dio nessuno l’ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato.”

Giovanni 8,44 (Gesù, riferendosi ai Giudei) “(…) voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro.”

Mosè/Akhenaton fu costretto a fuggire insieme agli altri sacerdoti del culto di Aton per scampare alle persecuzioni dei vecchi sacerdoti fedeli al culto di Amon Ra.

I sacerdoti del culto di Aton quando giunsero in Palestina si riconvertirono al culto di Amon per evitare di essere ancora perseguitati, Amon con il nome Amwn, significava il dio nascosto, l”invisibile’, ma anche il vivente. Amon diventerà dopo la fusione con il dio Rha (Amon-Rha) il capo del pantheon egizio ), venerato con l’espressione NUK PU NUK (NPN), il cui significato era: SONO CHI SONO, da cui il ‘tetragramma’ cioè l’acronimo “Yod He Waw He”, YHWH o Yahweh che tradotto significa: ‘Io Sono Chi Sono’, oppure “Io Sono Colui Che E”.

Nell’Antico Testamento quando Mosè chiede a dio quale fosse il suo nome, Dio gli rispose: “dirai ai tuoi fratelli che sono ancora in Egitto che Yod He Waw He!”, ovvero “Io Sono Chi Sono”. Prima della riforma di Giosia invece del tetragramma vi era un trigramma composto da HWH (He Waw He-Sono Chi Sono). la Yod venne aggiunta in seguito e indicava nell’alfabeto ebraico anche la prima persona singolare. Inoltre il dio AMON era appellato anche come AMEN che diventò il “cosi sia”.

 

http://ilnuovomondodanielereale.blogspot.it/2015/12/gesu-lultimo-faraone-degitto.html

 

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 GESU’ SACERDOTE DI OSIRIDE!
 
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ECCO DE ANGELIS TANTO HA FANTASTICATO CON LE SUE BESTEMMIE E FALSITA’ CONTRO GESU’ FINO A TRASFORMARLO IN SACERDOTE DELL’IDOLO PAGANO EGIZIANO OSIRIDE!
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IL GESU’ DI DE ANGELIS E’ UN ANTICRISTO UN PAGANO UN SERVO DI SATANA, QUANTO SIAMO LONTANI DALLA STORIA,
DOVE VEDIAMO TANTI CRISTANI CHE HANNO  PREFERITO MORIRE  PER NON RINNEGARE LA DIVINITA’ DI GESU’, E PER NON OFFRIRE CULTO AI DEI PAGANI!
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ORA VEDIAMO CHI E’ IL DIO OSIRIDE NELLA RELIGIONE EGIZIANA
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Osiride, il sovrano dell’oltretomba

06/07/2013 Scritto da Tanogabo
Osiride - Libro dei mortiOsiride – Libro dei morti

All’origine Osiride era un modesto dio della fertilità e dello sviluppo vegetale. Il ciclo annuale della vegetazione che muore quindi riappare,

concretizzò l’idea della resurrezione ed egli diventò il dio della morte e del risorgere alla vita eterna. Osiride era il padrone, il protettore ed il giudice del defunto.

Osiride, Iside e NetisOsiride, Iside e Netis

Osiride era il primo figlio di ut e Geb, il fratello di Seth, Nefthi ed Iside, che era anche sua moglie. Con Iside generò Horo e, secondo alcune leggende, Nefthi sotto forma di Iside,

lo avrebbe sedotto e della loro unione sarebbe sorto Anubi.
Osiride aveva numerosi nomi come, ad esempio, Ounennéfer o Ounnéfer che significa “essere perfetto” ed anche sotto questo nome che regnò e portò la pace e la prosperità al suo popolo, affiancato dal dio delle arti e della scienza Thot, inventò i segni della scrittura e si adoperò per civilizzare il resto del mondo, lasciando al governo dell’Egitto la moglie Iside.

Bisogna ricordare, a questo punto, la leggenda del MITO DI OSIRIDE che ci è stata tramandata, sotto forma di un resoconto omogeneo, da Plutarco verso 100 d.C., poiché gli scritti egiziani contengono soltanto allusioni.
Secondo questa versione, Geb e Nut misero al mondo, come riferisce la cosmogonia di Eliopolis, Osiride, Seth, Nefthi ed Iside, come Haroeris, che proveniva già da una relazione prenatale tra Osiride ed Iside.
Osiride sposò sua sorella Iside e ricevette da Geb la valle ricca del Nilo mentre Seth e Nefthi ereditarono i vasti deserti circostanti. Diventato re, Osiride portò la civilizzazione agli egiziani. Insegnò loro a coltivare i campi e diede loro le prime leggi. Suo fratello e nemico, Seth, non poteva spodestarlo dal trono, poiché Iside sorvegliava attentamente il regno del suo coniuge.

osiris_3Seth ordì un inganno: con settantadue cospiratori, preparò una cassa splendida esattamente alle misure di Osiride. Durante un banchetto, promise di offrire la preziosa cassa a chiunque fosse riuscito ad entrarci del tutto. Nessuno dei partecipanti soddisfece a questa condizione, allora Osiride stesso si mise nella cassa. Immediatamente, Seth ed i suoi chiusero il coperchio, inchiodarono la cassa  e lo gettarono nel fiume. Dopo lunghe ed inutili ricerche, Iside finisce per trovare la cassa a Biblos, riportò il corpo in Egitto. Seth lo scoprì in un momento di distrazione di Iside, tagliò il corpo di Osiride in quattordici (o sedici) pezzi che sparse per tutto l’Egitto. Dopo la morte divenne il sovrano dell’oltretomba e simboleggiava la continuazione della vita dopo la morte. Seth prese il potere ed il trono.

In barche di papiro, Iside e Nefthi navigarono nelle paludi alla ricerca dei pezzi del corpo che raccolsero poco a poco. Ogni città rivendicava un pezzo di Osiride: così a Philae, si trovava una gamba, l’isola di Biggeh riparava una tomba di Osiride, Busiris possedeva la colonna vertebrale (pilastro djed), la spalla sinistra si trovava a Letopolis, ed a Abydos si trovava la sua testa. Eccetto il fallo che era stato gettato nel Nilo ed inghiottito dal pesce, Oxyrhynchus.
Iside fabbricò la prima mummia quindi, grazie alla magia, riuscì a renderle la vita agitando le sue ali di falcone sopra di essa. Quindi scese sul corpo del coniuge il tempo necessario per concepire il loro figlio Horus.
Dinanzi alle persecuzioni incessanti di Seth, Iside si nascose con il figlio nelle paludi del delta ed ivi lo allevò. Esortò Horus, una volta adulto, a vendicare suo padre e raccogliere l’eredità reale.

OsirideOsiride

Osiride è rappresentato avvolto di una coltre bianca dalla quale solo le mani e la testa emergono; il colore della sua pelle è sia verde per ricordare la sua azione sulla vegetazione sia nera come il colore delle mummie. Tiene in mano il flagello e lo scettro.

La rappresentazione animale di Osiride è poco frequente.

Il culto di Osiride, originario di Abydos, dove si diceva che stava la sua tomba leggendaria, si sparge in tutto l’Egitto nel corso. La figura del dio si arricchisce secondo la sua estensione geografica. Osiride assimila gli attributi degli dei che man mano sostituisce e le sue concezioni funerarie eclissano gradualmente tutti gli altri.

Da sempre nella storia egiziana, preghiere e suppliche sono state indirizzate ad Osiride nella speranza di garantire la sua benedizione ed entrare così nella vita ove regnava il dio. La sua popolarità aumentò considerevolmente nel corso del tempo. A partire dalla XVIII dinastia era, probabilmente, il dio maggiormente adorato in Egitto. La sua popolarità rimase fino alle ultime ore della storia egiziana; ed anche degli imperatori romani, conquistatori dell’Egitto, affascinati dai costumi tradizionali dei faraoni, gli fecero ancora offerte nei suoi templi.
Le feste religiose in di Osiride erano molto popolari. Si tenevano in Abydos, ogni anno, nel corso del quarto mese della stagione dell’inondazione nel momento in cui ci si prepara a seminare i campi.

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Antonio Crasto ha scritto

Nell’antico Egitto non era consentito parlare di Osiride. Erano i così detti misteri del grande dio.
Io ritengo che il mito di Osiride abbia avuto varie valenze: una cosmogonica, una seconda allegorica e una terza mitologica.
La prima è molto complessa e non viene quasi mai discussa. La seconda è, a mio parere, legata al “diluvio” del 5500 a.C. mentre la terza riguarda un mito costruito per far prevalere il bene sul male e creare una divinità dinastiaca che unisse tutto l’Egitto. Tutti i faraoni, tranne uno, furono infatti incoronati come nuovo Horus.
Il mito di Osiride prevede l’eccezionale morte di un dio, la sua mummificazione e la sua rinascita come dio del Duat e dio dei morti.
Il mito considerava che la mummia del dio fu suddivisa in quattordici pezzi dal fratello Seth e che questi pezzi furono sepolti in altrettante località.
Ognuna di queste località divenne un luogo sacro a Osirde. Fra le località principali bisogna ricordare Abydos, dove si riteneva fossa stata sepolta la testa del dio, e Denderah, sul cui tempio furono realizzate sul terrazzo sei cappelle celebrative dei misteri del dio. In una di queste cappelle fu scolpito il famoso zodiaco circolare.

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GESU’ E’ VENUTO A SALVARCI DALLE FALSE RELIGIONI PAGANE E FONDARE LA VERA RELIGIONE IL CRISTIANESIMO!
 
 
Gesù insegna nel Tempio di Gerusalemme
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Gesù inizia la sua missione, la sua Luce si manifesta;

Matteo 4: 12-17

[12] Avendo intanto saputo che Giovanni era stato arrestato, Gesù si ritirò nella Galilea

[13] e, lasciata Nazaret, venne ad abitare a Cafarnao, presso il mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali,

[14] perché si adempisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaia:

[15] Il paese di Zàbulon e il paese di Nèftali,
sulla via del mare, al di là del Giordano,
Galilea delle genti;

[16] il popolo immerso nelle tenebre
ha visto una grande luce;
su quelli che dimoravano in terra e ombra di morte
una luce si è levata.

[17] Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: “Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino”.
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Gesu’ all’inizio si manifesta solo agli ebrei;
Matteo 10: 5-7;
[5] Questi dodici Gesù li inviò dopo averli così istruiti:
“Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani;

[6] rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele.

[7] E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino.

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Gesu’ incomincia ad manifestarsi anche ai pagani;

Matteo 15: 21-28;
[21] Partito di là, Gesù si diresse verso le parti di Tiro e Sidone.

[22] Ed ecco una donna Cananea, che veniva da quelle regioni, si mise a gridare: “Pietà di me, Signore,
 figlio di Davide. Mia figlia è crudelmente tormentata da un demonio”.

[23] Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i discepoli gli si accostarono implorando: “Esaudiscila, vedi come ci grida dietro”.

[24] Ma egli rispose: “Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa di Israele”.

[25] Ma quella venne e si prostrò dinanzi a lui dicendo: “Signore, aiutami!”.

[26] Ed egli rispose: “Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini”.

[27] “È vero, Signore, disse la donna, ma anche i cagnolini si cibano delle briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni”.

[28] Allora Gesù le replicò: “Donna, davvero grande è la tua fede! Ti sia fatto come desideri”. E da quell’istante sua figlia fu guarita.
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Gesù salverà gente di ogni nazione;
Matteo 8: 5-13;
[5] Entrato in Cafarnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava:

[6] “Signore, il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente”.

[7] Gesù gli rispose: “Io verrò e lo curerò”.

[8] Ma il centurione riprese: “Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito.

[9] Perché anch’io, che sono un subalterno, ho soldati sotto di me e dico a uno: Fà questo, ed egli lo fa”.

[10] All’udire ciò, Gesù ne fu ammirato e disse a quelli che lo seguivano: “In verità vi dico, presso nessuno in Israele ho trovato una fede così grande.

[11] Ora vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli,

[12] mentre i figli del regno saranno cacciati fuori nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti”.

[13] E Gesù disse al centurione: “Và, e sia fatto secondo la tua fede”. In quell’istante il servo guarì.
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Gesù è venuto a salvare i peccatori;
Matteo 9: 9-13;
[9] Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì.

[10] Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.

[11] Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: “Perché il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?”.

[12] Gesù li udì e disse: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati.

[13] Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.
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Gesù risorto invia i suoi Apostoli ad evangelizzare tutte le nazioni del mondo;
Matteo 28: 16-20;
[16] Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato.

[17] Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano.

[18] E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra.

[19] Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo,

[20] insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.
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Il Vangelo sara’ predicato in tutto il mondo;
Matteo 24: 14;
[14] Frattanto questo vangelo del regno sarà annunziato in tutto il mondo, perché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; e allora verrà la fine.
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Chi crederà in Gesù sarà salvo;
Marco 16: 14-20;
[14] Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.

[15] Gesù disse loro: “Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.

[16] Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.

[17] E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,

[18] prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno”.

[19] Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.

[20] Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l’accompagnavano.
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Gesù è venuto per salvare il mondo;

I Timoteo 2:4;
[4] il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità.
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Studio Biblico
 
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A cura del Centro Anti-blasfemia
 

Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
 
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C.
 sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa,
risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C.
esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia,
 anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia,
 poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici,
 nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

ALESSANDRO DE ANGELIS DICHIARA CHE LA VERGINE MARIA ERA NIPOTE DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO

ALESSANDRO DE ANGELIS DICHIARA CHE LA SANTA VERGINE MARIA ERA FIGLIA DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO

LA SACRA FAMIGLIA GIUDEA UMILE E PIA   DISCENDENTE DEL RE DAVID NON
HA NESSUN LEGAME CON MARIAMNE II SPOSA DI ERODE IL GRANDE
NEMICO DELLA SACRA FAMIGLIA E CON  GLEOPATRA VII REGINA D’EGITTO E SACERDOTESSA DI ISIDE
RICCA E PIENA DI LUSSURIA

 Dal Film Cleopatra, Cleopatra VII e il marito Marco Antonio

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Estratto dal suo libro

L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro

         

La discendenza reale del sangue di Cristo

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Ora  secondo De Angelis Giuseppe d’Arimatea sarebbe anche Giuseppe il falegname di Nazareth.

Maria di Nazareth, secondo De Angelis sarebbe Mariamne II sposa prima di Erode il Grande e poi di Giuseppe d’Arimatea.

Gesù di Nazareth,secondo De Angelis sarebbe figlio di Eode il Grande e Mariamne II, che sarebbe Maria di Nazareth,

e figlia di Cleopatra e sorella di Marta, e Lazzaro.

Gesù secondo De Angelis sarebbe Erode Fippo figlio di Erode il Grande e Mariamne II.

Gesù secondo De Angelis sarebbe anche il Sommo Sacerdote Gesù Gamaliel.

Maria di Nazareth secondo De Angelis  sarebbe anche Maria Maddalena e Maria di Betania.

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DE ANGELIS COME PRIMA OPERAZIONE TRASFORMA L’EBREA MARIAMNE II E SUO PADRE SIMONE BOETO IN EGIZIANI

 Mariamne II, la terza moglie di Erode il Grande, figlia del sacerdote Simone Boeto, sarabbe figlia della regina Cleopatra VII,

 la quale allora avrebbe sposato anche il sacerdote Simone di Boeto, cioè un sacerdote ebreo avrebbe sposato una regina pagana,

ma anche Simone Boeto sacerdote ebreo sarebbe un sacerdote di Iside.

Quindi poi trasforma Mariamne II in Maria di Nazareth

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LA REGINA CLEOPATRA VII MATRIMONI E FIGLI SECONDO LA STORIA

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Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra Tea Filopatore, nota alla storiografia moderna come Cleopatra VII o semplicemente Cleopatra,
 è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Wikipedia
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Tolomeo XIV, Berenice IV
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
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Filopatore, ultima regina d’Egitto (m. 31 a. C.).
 Figlia di Tolomeo XII Aulete, alla morte del padre salì al trono assieme al fratello giovinetto Tolomeo XIII.
 Cacciata da una congiura di palazzo, tornò più tardi in Alessandria con l’aiuto di Cesare, che le associò al trono l’altro fratello,
Tolomeo XIV.
Divenuta l’amante di Cesare, visse per un certo tempo a Roma col figlio Cesarione nato da questa unione.
Tornò in Egitto alla morte di Cesare, fece assassinare il fratello e associò al trono il figlio.
Dopo la battaglia di Filippi (42 a. C.) si unì a Marco Antonio, dal quale ebbe altri tre figli,
ottenne il riconoscimento di Cesarione come coreggente condividendone gli ambiziosi programmi politici.
 Fu presente allo scontro navale di Azio (31 a. C.) che segnò la sconfitta sua e di Antonio dinnanzi a Ottaviano.
In seguito, nonostante i suoi tentativi di trattare separatamente con il vincitore, fu da questi costretta al suicidio.
Sapere.it
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Alla morte del padre (51 a. C.) e in conformità del testamento da lui lasciato, salì al trono in età di 17 o 18 anni,
 come la maggiore dei quattro figli tuttora viventi, avendo associato nel potere il meno giovane dei fratelli, Tolomeo XII, fanciullo di circa dieci anni.
 
La regina divenne amante di Giulio Cesare amante. Il 23 giugno del 47, C. diede alla luce un bambino,
cui impose lo stesso nome del dittatore, ma che è più conosciuto sotto il sarcastico diminutivo di Cesarione.
 
Cleopatra VII il 42 a.C, Si unì a Marco Antonio.
 
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Gaio Giulio Cesare
Ex Dittatore romano
Gaio Giulio Cesare è stato un militare, console, dittatore, oratore e scrittore romano,
 considerato uno dei personaggi più importanti e influenti della storia.
 
Data di nascita: luglio 100 a.C., Roma
Assassinato: 15 marzo 44 a.C., Roma
Figli: Augusto, Tolomeo XV, Giulia
Genitori: Aurelia Cotta, Gaio Giulio Cesare
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Cesarione
Tolomeo XV
Sovrano
Tolomeo XV Filopatore Filometore Cesare, in latino: Ptolomaeus XV Philopator Philometor Caesar, chiamato anche “piccolo Cesare”,
Cesarione, figlio di Giulio Cesare e Cleopatra fu l’ultimo sovrano, assieme alla madre, del Regno tolemaico d’Egitto.
Data di nascita: 23 giugno 47 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Genitori: Cleopatra VII, Gaio Giulio Cesare
Fratelli: Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
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Marco Antonio
Politico
Marco Antonio è stato un politico e militare romano durante il periodo della Repubblica.
 Abile condottiero e coraggioso combattente, discendente da una famiglia patrizia, fu luogotenente di Gaio Giulio …
Data di nascita: 14 gennaio 83 a.C., Roma
Data di morte: 1 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Fulvia (s. 46 a.C.–40 a.C.), altri
Figli: Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo, altri
Genitori: Giulia, Marco Antonio Cretico
Fratelli: Lucio Antonio, Gaio Antonio
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Cleopatra VIII
Cleopatra VIII Selene II fu l’unica figlia femmina della regina d’Egitto Cleopatra VII e del triumviro romano Marco Antonio,
 gemella di Alessandro Helios. Sposò Giuba II.
Data di nascita: 25 dicembre 40 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 6 a.C., Cherchell, Algeria
Coniuge: Giuba II
Figli: Tolomeo di Mauretania, Drusilla di Mauretania
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Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita,
 in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C.
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Luogo di morte: Roma
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Tolomeo XV, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
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Tolomeo Filadelfo
Figlio di Marco Antonio
Tolomeo Filadelfo fu un principe egiziano della dinastia dei Lagidi.
 Era terzogenito del triumviro Marco Antonio e della regina d’Egitto Cleopatra VII,
 dopo i gemelli Alessandro Helios e Cleopatra Selene II.
Data di nascita: 36 a.C., Antiochia di Siria
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Alessandro Helios
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Nonni: Tolomeo XII, Cleopatra V, Marco Antonio Cretico, Giulia
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MARIAMNE II NON HA NESSUN LEGAME CON CLEOPATRA VII

Quando Mariamne II nacque il 45 a.C., Cleopatra il 44 a.C, era ancora con Giulio Cesare a Roma.

Il 45 era in Egitto, e dopo aver fatto assassinare il fratello-sposo, si impossessò del trono.

Il 42 si unì con Marco Antonio, il 40 a.C, nacquero i gemelli Cleopatra VIII e Alessandro Helios,

poi il 36 a.C. nacque Tolomeo Filadelfo.

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Il padre di Mariamne II Simone Boeto, era un sacerdote ebreo del Tempio di Gerusalemme, ed era povero,

poi Erode il Grande lo nomina Sommo Sacerdote. Mai Simone Boeto avrebbe potuto avere relazioni con

una donna pagana, era vietato dalla legge ebraica, poi era sacerdote, e poi con Cleopatra Regina d’Egitto sarebbe stato

totalmente impossibile. Simone Boeto nacque verso il 64 a.C.

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Mariamne II, sposò Erode il Grande il 25 a.C., il 27 a.C. nacque il Figlio Erode Filippo.

Il 25 a.C. Mariamne aveva 20 anni nata il 45 a.C., mentre Erode il Grande aveva 48 anni, nato il 73 a.C.

 

 

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DATI STORICI COMPLETI

MARIAMNE

Le donne che ebbero questo nome all’interno della dinastia erodiana furono:
•Mariamne (seconda moglie di Erode il Grande), anche nota come Mariamne I o Mariamne Asmonea, seconda moglie di Erode il Grande;
•Mariamne (terza moglie di Erode il Grande), anche nota come Mariamne II, terza moglie di Erode il Grande;
•Mariamne (figlia di Aristobulo), anche nota come Mariamne III, figlia di Aristobulo IV;
•Mariamne (figlia di Agrippa I), figlia di Erode Agrippa I.
•Mariamne (figlia di Giuseppe), moglie di Erode di Calcide;
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Quella usata da De Angelis sarebbe la figlia del sacerdote Simone Boeto

Mariamme II

Biografia

Mariamne,  nacque il 45 a.C. sposò  Erode il Grande verso il 25,  fu la terza moglie di Erode il Grande, seconda con questo nome.
Cadde in disgrazia presso il marito, che la allontanò da corte il 4 a.C.
 
Mariamne era la figlia di Simone Boeto, un sacerdote ebreo di Gerusalemme ma nativo di Alessandria d’Egitto. Aveva fama di essere una bellissima donna,
 «la più bella donna dell’epoca», riferisce lo scrittore Flavio Giuseppe.[1] La fama di Mariamne raggiunse Erode il Grande, che conobbe la ragazza innamorandosene,
e decise che sarebbe stato opportuno sposarla. Il problema era che Simone era un semplice sacerdote e non sarebbe stato opportuno imparentarsi con lui;
Erode,allora, tolse l’onore del sommo sacerdozio a Gesù figlio di Phiabet e lo conferì a Simone (25 a.C.),
rimuovendo tale ostacolo al matrimonio con Mariamne.[1]
Dal matrimonio tra Mariamne ed Erode nacque Erode Filippo I (anche noto come Erode Boeto), marito di Erodiade e padre di Salomè.
 Filippo era il quarto figlio maschio di Erode, dopo Antipatro (figlio della prima moglie Doride) e Alessandro e Aristobulo (figli di Mariamne);
 nel 7 a.C. Erode fece giustiziare per tradimento Alessandro e Aristobulo, e Filippo divenne secondo nella linea di successione.
Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo:
Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie,
depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.
Note
[1] Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVII.4.2.
 
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Erode il Grande
Governante
Erode Ascalonita detto il Grande, fu re della Giudea sotto il protettorato romano dal 37 a.C. alla morte.
Luogo di nascita: Edomiti
Data di morte: 4 a.C., Gerico
Luogo di sepoltura: Giudea
Erode il Grande nacque intorno al 73 a.C. da padre idumeo, Antipatro, e da madre araba, Cipro, originaria di Petra, capitale dei Nabatei.
 L’Idumea, una regione compresa tra il regno di Giuda e il deserto del Negev,
era stata conquistata dagli ebrei ed i suoi abitanti convertiti a forza all’ebraismo,
 ai tempi del re asmoneo Giovanni Ircano (135-104 a.C.), circa cinquanta anni prima.
Erode ebbe tre fratelli (Giuseppe, Fasael, Ferora) e una sorella, Salomè.
 
Coniuge: Mariamne I (s. 38 a.C.–29 a.C.), Mariamne II (s. 23 a.C.–4 a.C.), Doris (s. ?–4 a.C.), altre.
Figli: Erode Antipa, Erode Archelao, Filippo, Erode, Antipatro, altri
Genitori: Cypros, Erode Antipatro
La strage degli innocenti è un episodio presente soltanto nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), in cui Erode il Grande,
re della Giudea, ordina un massacro di bambini allo scopo di uccidere Gesù, della cui nascita a Betlemme era stato informato dai Magi.
Secondo la narrazione evangelica, Gesù scampò alla strage in quanto un angelo avvisò in sogno Giuseppe, ordinandogli di fuggire in Egitto;
solo dopo la morte di Erode Giuseppe tornò indietro, stabilendosi in Galilea, a Nazaret.
 
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Erode Antipa
Erode Antipa era figlio di Erode il Grande, re di Giudea, e della sua quarta moglie, la samaritana Maltace. Secondo i Vangeli,
 fece arrestare e uccidere Giovanni il Battista e incontrò Gesù durante la sua passione.
Data di nascita: 20 a.C., Giudea
Data di morte: 39 d.C.
Coniuge: Erodiade (s. ?–39 d.C.)
Genitori: Maltace, Erode il Grande
Fratelli: Erode Archelao, Filippo, Erode, Archelao
Nipote: Salomè
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Erodiade
Data di nascita: 15 a.C.
Data di morte: 39 d.C.
Coniuge: Erode Filippo, Erode Antipa (s. ?–39 d.C.),
Figli: Salomè
Genitori: Berenice, Aristobulo
Fratelli: Erode Agrippa I
 
Dapprima fu sposa di Erode Filippo (figlio di Mariamne II, terza moglie di Erode il Grande) da cui ebbe una figlia, Salomè. Dopo il divorzio da Erode Filippo,
sposò Erode Antipa, altro figlio di Erode il Grande e tetrarca di Galilea. La loro relazione scatenò gli strali del profeta Giovanni Battista.
ErodeAntipa lo fece mettere in prigione, ma non osava ucciderlo, per timore di sollevazioni popolari. Secondo quanto riportato nel Vangelo di Marco,
 fu Erodiade che chiese alla giovane figlia Salomè di pretendere in dono da Erode la testa di Giovanni Battista dopo aver ballato per lo zio in un convito.
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Erode Filippo
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana.
 Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò
 (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata
 da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).
Fonti storiche
Viene citato da Giuseppe Flavio (18,5,1.4) col nome di “Erode”, senza alcuna specificazione, mentre nei vangeli viene citato come “Filippo” (Mt 14,3; Mc 6,17;
 v. anche Lc 3,19 che non riporta il nome)
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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C.
poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito
 e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti.
 Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri,
 a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto.
Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte.
 Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”.
 Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua,
 uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
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Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. ,
non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C)
 ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,

e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

Il  Sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.,era zio di Erode Filippo,

 perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo,

e non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

NEL MODO PIU’ ASSOLUTO LA SANTA VERGINE MARIA POTREBBE ESSERE MARIAMNE II O LA FIGLIA DELLA  REGINA  D’EGITTO CLEOPATRA VII SACERDOTESSA DI ISIDE

 
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VEDIAMO COSA DICE IL NUOVO TESTAMENTO
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I personaggi del Nuovo Testamento vissero il I secolo d.C.
 
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SANTA MARIA DI NAZARETH
 
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù.
 (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l’arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.
Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.
Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..
Dopo l’ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.
Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove muore e viene assunta in cielo in anima e corpo.
 
Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che,
 promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38).
 La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:
« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. » (Lc 1,38)
Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi.
 Da Elisabetta Maria è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe,
seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).
Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e,
preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
Francesco Botticini, L’Assunzione della Vergine Maria
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele,
che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica,
ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.
Negli Atti degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14).
 Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).
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Nei Vangeli apocrifi
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa.
 I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei,
che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).
Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù.
Maria sarebbe rimasta nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe,
 che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.
Cathopedia
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GESU’ DI NAZARETH
Gesù di Nazaret (Betlemme, 7 a.C.-2 a.C.[2] – Gerusalemme, 26-36) è il fondatore e la figura centrale del Cristianesimo,
 religione che lo riconosce come il Cristo (Messia), atteso dalla tradizione ebraica, e Dio fatto uomo. Durante gli ultimi anni della sua vita,
 Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista nella provincia romana della Giudea, la regione storica della Palestina.
Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua), che significa “YHWH è salvezza” o “YHWH salva”. Secondo la tradizione cristiana,
le principali fonti testuali relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni).
 Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento,
 in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici.
 Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l’attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi,
sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.
I vangeli narrano la nascita di Gesù da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull’annuncio del Regno dei Cieli,
 e sull’amore al prossimo e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione,
 morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il Figlio di Dio.
 Le neotestamentarie lettere di Paolo esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione.
 Per le principali confessioni religiose cristiane è la seconda persona della Trinità, assieme al Padre e allo Spirito Santo e “vero Dio e vero uomo”.
Dai vangeli appare come la predicazione e l’operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto
 territorialmente ma che ha, secondo le fonti canoniche, raggiunto vari strati della società.
Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce,
 richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall’autorità di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte),
su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Gesù ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione,facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale.
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SAN GIUSEPPE DI NAZARETH
 
Giusèppe, santo – Sposo di Maria madre di Gesù, di cui G. era “reputato” (Luca 3, 23) padre;
le poche notizie che abbiamo su di lui sono nei Vangeli (soprattutto Matteo e Luca),
 mentre pressoché privi di valore sono i tardi racconti dei Vangeli apocrifi che ebbero però molta influenza sulla tradizione e sull’arte.
 Presentato nella genealogia di Gesù come discendente di David, forse nato a Betlemme (o a Nazaret),
esercitava un mestiere (di carpentiere o falegname:
il gr. ha τέκτων che la Vulgata traduce faber); secondo gli Apocrifi e parte della tradizione antica (orientale,
Ambrogio e, con qualche incertezza, Agostino) già vedovo prima di sposare Maria, G. avrebbe avuto dal primo matrimonio dei figli:
 ipotesi questa adottata per spiegare la presenza dei “fratelli di Gesù” nei Vangeli; ma già s.
Girolamo avversava questa ipotesi (secondo la comune teologia cattolica quei “fratelli” sarebbero dei cugini),
 ritenendo G. vergine prima e dopo il matrimonio con la madre di Cristo. Nel racconto dell’Annunciazione,
quando l’angelo Gabriele si presenta a Maria, essa è detta vergine sposa promessa a G. (Matt. 1, 18; Luca 1, 27),
 ma costui non l’aveva ancora introdotta nella sua casa (Matt. 1, 18): quindi erano uniti da vincolo di fidanzamento
 (che presso gli Ebrei era giuridicamente considerato già matrimonio). I Vangeli non dicono dell’età di G. (secondo alcuni apocrifi era di età avanzata)
quando egli chiese la mano di Maria, mentre mettono in risalto la verginità di lei e il fatto che G. non ebbe alcuna parte nel concepimento di Gesù. Tuttavia,
 prima di conoscere il carattere prodigioso della maternità di Maria, G., preso da dubbio, nella sua giustizia pensò di scindere il contratto matrimoniale senza denunciare la gestante;
 poi, avvertito in sogno dall’Angelo del mistero del concepimento di Maria, G. visse con lei senza consumare il matrimonio
 (nella dottrina cattolica Maria restò vergine anche post partum). Il censimento indetto da Augusto obbligò G. a recarsi da Nazaret, sua dimora abituale,
 a Be tlemme, paese d’origine, giacché questa era stata la patria di David (Luca 2, 1-5); e ivi nacque Gesù.
 La persecuzione di Erode lo costrinse con la sua sposa e il bambino a rifugiarsi in Egitto, donde ritornò con essi,
 dopo la morte del re, a Nazaret: ivi restò forse fino alla fine della vita, probabilmente avvenuta prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Enciclopedia Treccani
 
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GIUSEPPE DI ARIMATEA
Giuseppe di Arimatea è un personaggio del Nuovo Testamento e degli apocrifi del Nuovo Testamento,
 coinvolto in modo particolare nella crocefissione e deposizione di Gesù;
durante il medioevo sorsero alcune leggende che lo collegano alla Britannia e al mito del Santo Graal.
È venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa luterana, dalla Chiesa ortodossa e da alcune Chiese anglicane;
in Occidente la sua ricorrenza è il 31 agosto,
 mentre gli ortodossi lo commemorano la domenica dei “portatori di mirra” (la seconda domenica dopo pasqua) e il 31 luglio.
 
nel Vangelo secondo Marco, Giuseppe è presentato come membro autorevole del sinedrio, «che aspettava anche lui il regno di Dio»;
ricevuta la richiesta di Giuseppe,
 Pilato, sorpreso che Gesù fosse già morto, chiede conferma del decesso ad un centurione, e solo dopo concede il corpo a Giuseppe;
 la tomba era un sepolcro scavato nella roccia,
chiuso rotolandovi davanti una pietra;
nel Vangelo secondo Matteo, Giuseppe è un ricco uomo di Arimatea diventato discepolo di Gesù;
solo in questo vangelo il sepolcro è detto essere la sua tomba,
e si aggiunge che era nuovo;
il Vangelo secondo Luca dedica ben due versetti alla presentazione di Giuseppe;
oltre a definirlo un membro del sinedrio che attendeva il regno di Dio,
 nota come fosse una «persona buona e giusta» e che non avesse condiviso la decisione degli altri membri del sinedrio
 riguardo alla condanna di Gesù; della tomba dice che non era mai stata usata;
nel Vangelo secondo Giovanni si racconta che Giuseppe era discepolo di Gesù,
ma che mascherava questa sua adesione alle prediche del Nazareno per non far ricadere su di sé i sospetti dei Giudei.
 Giuseppe e Nicodemo chiesero il corpo di Gesù a Pilato, che glielo concesse.
Giuseppe si recò al patibolo con Nicodemo, che recava mirra e aloe;
i due deposero il corpo dalla croce e lo avvolsero in bende e oli aromatici.
Nel luogo dell’esecuzione c’era un giardino con all’interno una tomba mai usata; lì deposero Gesù,
 in quanto era Parascève e la tomba era vicina e utilizzabile prima dell’inizio del sabato.
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SAN GIUSEPPE D’ARIMATEA
I pochi riferimenti storici si desumono dai quattro Evangelisti allorquando narrano la deposizione e la sepoltura di Gesú. Originario di Arimatea,

di condizione assai agiata, era un discepolo di Gesú, ma come Nicodemo non aveva dimostrato la propria fede per paura dei Giudei,

 fino al periodo della Passione. Tuttavia durante il processo di Gesú, partecipando alle sedute del sinedrio,

 per il senso di giustizia che l’animava e per l’aspettativa del regno di Dio, aveva osato dissentire dai suoi colleghi

non approvando le risoluzioni e gli atti di quell’assemblea.

Anzi maggior coraggio dimostrò dopo la morte del Maestro, quando arditamente, come si esprime Marco,

si presentò a Pilato per ottenere la sua salma e darle degna sepoltura,

 impedendo così che fosse gettata in una fossa comune, con quella dei due ladroni. Nel pietoso intento,

Giuseppe trovò collaborazione, oltre che nelle pie donne, anche in Nicodemo, accorso portando con sé aromi (mirra ed aloè).

Giuseppe, secondo quando detto in Mt. 27,59, aveva comprato una bianca sindone.

I due coraggiosi discepoli, preso il corpo di Gesú, lo avvolsero in bende profumate e lo deposero nel sepolcro nuovo, scavato nella roccia,

che Giuseppe si era fatto costruire nelle vicinanze del Calvario.

Era il tramonto quando Giuseppe “rotolata una grande pietra alla porta del sepolcro andò via”.
La storia ha qui termine, ma il personaggio non fu trascurato dalla leggenda ed in primo luogo dagli anonimi autori degli apocrifi.

Nello pseudo-Vangelo di Pietro (sec. II)

la narrazione non si distacca da quella del Vangelo; l’unica differenza sta nel fatto che Giuseppe chiese a Pilato

 il corpo di Cristo ancora prima della Crocifissione. Ricchi di nuovi fantastici racconti sono inveci gli Atti di Pilato o

Vangelo di Nicodemo (sec. V), in cui si narra che i Giudei rimproverarono a Nicodemo e a Giuseppe

 il loro comportamento in favore di Gesú e che proprio per questo, Giuseppe venne imprigionato, ma, miracolosamente liberato,

 fu ritrovato poi ad Arimatea.

 Riportato a Gerusalemme narrò la prodigiosa liberazione. Ancora piú singolare è una narrazione denominata Vindicia Salvatoris (sec. IV?),

che ebbe poi larghissima diffusione in Inghilterra ed Aquitania. Anzi, a questo opuscoletto si è voluto dare un intento polemico contro Roma,

giacchè il Vangelo sarebbe stato diffuso in quelle zone non da missionari romani, ma da discepoli di Gesú.

Il racconto si dilunga nel descrivere l’impresa di Tito,

 figlio dell’imperatore Vespasiano, che partì da Bordeaux con un grande esercito per recarsi in Palestina a vendicare la morte di Gesú,

voluta ingiustamente dai Giudei.

Occupata la città, trovò Giuseppe in una torre dove era stato rinchiuso dai Giudei perché morisse di fame e di stenti;

egli era invece sopravvissuto per nutrimento celeste. Già Gregorio di Tours faceva menzione di questa prigionia di Giuseppe.

Altre leggende di origine orientale riferiscono che Giuseppe fu il fondatore della Chiesa di Lydda, la cui cattedrale fu consacrata da s Pietro.
Ma nell’ambiente francese ed inglese dei secc. XI-XIII la leggenda si colorì di nuovi particolari inserendosi

 e confondendosi nel ciclo del Santo Graal e del re Artù.

 Secondo una di queste narrazioni Giuseppe, prima di seppellire Gesú, ne lavò accuratamente il corpo tutto cosparso di sangue,

 preoccupandosi di conservare quest’acqua e sangue in un vaso, il cui contenuto fu poi diviso fra Giuseppe e Nicodemo.

 Il prezioso recipiente si tramandò da Giuseppe ai suoi figli e cosí per varie generazioni fino a quando venne in possesso del patriarca di Gerusalemme.

 Questi nel 1257, temendo cadesse in mano degli infedeli, su consiglio dei suffraganei,

lo consegnò ad Enrico III d’Inghilterra, perchè lo tutelasse.
Altre leggende, pur collegandosi alla precedente, riferiscono che Giuseppe, con il prezioso reliquiario,

 peregrinò accompagnato da vari cavalieri per evangelizzare la Francia (alcuni racconti dicono che sarebbe sbarcato

 a Marsiglia con Lazzaro e le sue sorelle Marta e Maria),

la Spagna (dove sarebbe andato con s. Giacomo, che lo avrebbe creato vescovo!), il Portogallo ed infine l’Inghilterra.

Quivi il vaso (il Santo Graal) andò smarrito e solo un cavaliere senza macchia e senza paura l’avrebbe ritrovato.

 Questa leggenda del Santo Graal fa parte del ciclo di Lancillotto e specialmente della ‘Estoire du Graal’,

che non è altro che una versione in prosa del poema di Roberto di Boron.
Forse questa diffusione della leggenda in Francia si collega anche alla narrazione riguardante le ossa di Giuseppe. Un racconto del sec.

 IX riferisce che il patriarca Fortunato di Gerusalemme per non essere catturato dai pagani, fuggí in Occidente al tempo di Carlo Magno

 portando con sé le ossa di Giuseppe d’Arimatea; nel suo peregrinare si fermò per ultimo nel monastero di Moyenmoutier, di cui divenne abate.

 Le reliquie del santo furono poi trafugate dai canonici.
Il culto più antico sembra però stabilito in Oriente. In alcuni calendari georgiani del sec. X la festa è menzionata il 30, 31 Agosto

 o anche la terza domenica dopo Pasqua. Per i Greci invece la commemorazione era il 31 luglio.

In Occidente fu particolarmente venerato a Glastonbury in Inghilterra,

 ove, secondo una tradizione, avrebbe fondato il primo oratorio. Nel Martirologio Romano fu inserito al 17 marzo dal Baronio.

Al compilatore degli Annali l’inserimento fu suggerito dalla venerazione che i canonici della basilica vaticana davano ad un braccio del santo,

proprio il 17 marzo. Al tempo del Baronio la più antica documentazione della reliquia era uno scritto del 1454.

 Tuttavia nessun martirologio occidentale prima di tale data faceva menzione di culto a s. Giuseppe d’Arimatea.

Gian Domenico Gordini. Enciclopedia dei Santi

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I FRATELLI DI BETANIA LAZZARO MARTA E MARIA

Nel Nuovo Testamento sono citati;
• In Lc 10,38-42, le due sorelle accolgono Gesù in casa, ma mentre Marta si occupa delle faccende domestiche,
Maria si siede ad ascoltare la parola di Gesù.
Marta se ne lamenta con Gesù, ma questi le risponde: «Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose,
 ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno.
Maria si è scelta la parte migliore, che non le sarà tolta».
•In Gv 11,1-46, le due sorelle mandano a chiamare Gesù perché venga a guarire Lazzaro che si è ammalato,
 
ma Gesù si attarda e quando giunge Lazzaro è già morto.
Gesù dialoga con Marta e ottiene da lei una professione di fede: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo,
 il Figlio di Dio che deve venire nel mondo».
 Quindi si reca al sepolcro e risuscita Lazzaro.
• In Gv 12,1-9, Lazzaro e le sue sorelle ospitano Gesù a cena; Marta serve a tavola.
 Durante la cena Maria cosparge i piedi di Gesù con un unguento molto prezioso e li asciuga con i propri capelli.
 Il fatto è riportato anche nel Vangelo secondo Matteo (26,6-13) e nel Vangelo secondo Marco (14,3-9),
 che però non nominano le due sorelle e situano la cena in casa di Simone il lebbroso.

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TRADIZIONE ORIENTALE

Nella tradizione della Chiesa ortodossa, anche se non espressamente menzionate come tali nei Vangeli,

 Maria e Marta erano tra le “Donne Mirrofore” (che portavano la mirra). Queste donne, fedeli seguaci di Gesù,

 lo accompagnarono sul Golgota e assistettero alla sua Crocifissione. Dopo la notte che seguì il sabato, seguendo la tradizione ebraica,

andarono al Sepolcro di Cristo portando con sé la mirra (pregiatissimo unguento aromatico), per ungere il corpo del Signore.

 Le Mirrofore divennero le prime testimoni della Risurrezione di Gesù, trovando la tomba vuota e ricevendo da un angelo la gioiosa notizia.

 La tradizione ortodossa riferisce anche che il fratello di Marta, Lazzaro, dovette allontanarsi da Gerusalemme,

 durante la persecuzione della Chiesa di Gerusalemme dopo il martirio di Santo Stefano. Le sue sorelle Marta e Maria fuggirono con lui,

 e lo aiutarono nella proclamazione del Vangelo nei diversi luoghi dove sostarono. I tre poi giunsero a Cipro,

dove Lazzaro divenne il primo Vescovo di Kition. Tutti e tre sono morti a Cipro. Lazzaro durò nell’episcopato per circa un trentennio.

Già dal IV secolo si diffuse questa versione, forse per suffragare le pretese di autocefalia della Chiesa di Kition]], l’odierna Larnaca.

Tuttavia, a supporto di questa versione, nell’anno 890 fu ritrovata una lapide con l’iscrizione “Lazzaro, l’amico di Cristo”.

Successivamente le reliquie furono traslate a Costantinopoli e quindi in Francia dai Crociati. Nel 1972 sotto l’altare della chiesa di Larnaca

 fu rinvenuta un’arca di marmo contenente resti umani, che si ritengono quelli di Lazzaro.

 Secondo quest’ipotesi, il trasferimento delle reliquie a Costantinopoli fu soltanto parziale.

TRADIZIONE OCCIDENTALE

Invece secondo la tradizione occidentale, Lazzaro, la tre Marie e Marta, dopo essere passati da Cipro,

 approdarono nel 48 d.C. in Provenza, alla foce del Rodano, nel luogo dove poi sorse la cittadina chiamata Saintes-Maries-de-la-Mer,

 e qui portarono il credo cristiano. Lazzaro sarebbe diventato il primo Vescovo di Marsiglia,

subendo poi il martirio durante la persecuzione di Diocleziano, sul luogo del suo martirio fu costruita la prigione di San Lazzaro.

Cathopedia

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SANTA MARIA DI MAGDALA

 
Maria Maddalena è stata, secondo il Nuovo Testamento, una importante seguace di Gesù; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica,
che celebra la sua festa il 22 luglio.
La sua figura viene descritta sia nel Nuovo Testamento che nei Vangeli apocrifi. Il soprannome Maddalena pare che derivi da Magdala –
una piccola cittadina sulla sponda occidentale del Lago di Tiberiade, detto anche di Genezaret.
Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso alcuni versetti, facendoci constatare quanto ella fosse una delle
 più importanti e devote discepole di Gesù.
 Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e, secondo alcuni vangeli, divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell’avvenuta resurrezione.
Maria Maddalena è menzionata nel Vangelo secondo Luca (8:2-3) come una delle donne che «assistevano Gesù con i loro beni».
 Secondo tale vangelo, esse erano spinte dalla gratitudine: proprio da Maria Maddalena «erano usciti sette demòni».
Costoro finanziavano personalmente la missione itinerante del Maestro.
Secondo la tradizione, era una della tre Marie che accompagnarono Gesù anche nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme
 (Matteo 27:55; Marco 15:40-41; Luca 23:55-56), dove furono testimoni della crocifissione.
Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba ad opera di Giuseppe di Arimatea.[3]
« Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Cleofa e Maria Maddalena. » (Giovanni 19,25)
Fu ancora lei, di primo mattino nel primo giorno della settimana, assieme a Salomè e Maria la madre di Giacomo il Minore (Matteo 28:1 e Marco 16:1-2,
 oltre che nell’apocrifo Vangelo di Pietro 12), ad andare al sepolcro, portando unguenti per ungere la salma.
Le donne trovarono il sepolcro vuoto ed ebbero una “visione di angeli” che annunciavano la risurrezione di Gesù (Mt 28:5).
« Nel giorno dopo il sabato, Maria Maddalena si recò al sepolcro di buon mattino, quand’era ancora buio,
e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro…
Maria Maddalena andò subito ad annunziare ai discepoli: «Ho visto il Signore» e anche ciò che le aveva detto. » (Giovanni 20,1;20,18) .
Nella Chiesa antica[modifica
Il culto più antico rivolto a Maria Maddalena, risalente alla fine del IV secolo, è quello che si svolgeva nei riti
della Chiesa Orientale la seconda domenica dopo Pasqua,
chiamata “delle mirofore”. In quel giorno si commemoravano le donne che il giorno dopo la crocifissione
e la morte di Gesù si recarono al sepolcro con gli unguenti per imbalsamarlo.
Tra le mirofore un ruolo importante l’aveva Maria Maddalena, l’unica che è sempre citata in tutti e quattro i vangeli canonici.
 Il primo centro della venerazione della Maddalena fu Efeso, dove si diceva fosse pure la sua tomba, nell’ingresso della grotta dei Sette Dormienti;
si sposta poi a Costantinopoli, dove all’epoca di Leone il Filosofo (nell’886) sarebbe stato trasferito il corpo,
e si diffonde poi nella Chiesa Occidentale soprattutto dall’XI secolo.
Wikipedia
Nei Vangeli Apocrifi sono scritte le stesse cose dei Vangeli Canonici, ma molto romanzati. Nei Vangeli gnostici Maria Maddalena è un Apostolo,
 importante e anche di più degli altri Apostoli.
 
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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
 
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C.
 sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa,
risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C.
esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia,
 anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia,
 poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici,
 nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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 Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia
 
 

ALESSANDRO DE ANGELIS DICHIARA CHE GESU’ ERA ERODE-FILIPPO POI GAMALIEL E NIPOTE DI AUGUSTO

 
SEGUIRE DE ANGELIS E’ DIFFICILE DA UN PO’ DI ANNI SI DEDICA A DISTRUGGERE IL GESU’ DELLA FEDE E DELLA STORIA CAMBIANDO SEMPRE VERSIONE
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Estratto dai suoi ultimi libri

L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro

         

La discendenza reale del sangue di Cristo

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Secondo De Angelis Giuseppe d’Arimatea sarebbe anche Giuseppe il falegname di Nazareth.

Maria di Nazareth, secondo De Angelis sarebbe Mariamne II sposa prima di Erode il Grande e poi di Giuseppe d’Arimatea.

Gesù di Nazareth,secondo De Angelis sarebbe figlio di Eode il Grande e Mariamne II, che sarebbe Maria di Nazareth,

e figlia di Cleopatra e sorella di Marta, e Lazzaro.

Gesù secondo De Angelis sarebbe Erode Fippo figlio di Erode il Grande e Mariamne II.

Gesù secondo De Angelis sarebbe anche il Sommo Sacerdote Gesù Gamaliel.
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Gesù di Nazareth, secondo De Angelis sarebbe figlio di Erode il Grande e Mariamne II, che sarebbe Maria di Nazareth,

e figlia di Cleopatra.

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ORA DE ANGELIS HA CAMBIATO VERSIONE SU PADRE DI GESU’
 
 
Gesù è figlio di Giuseppe figlio di Alessandro Helios, figlio di Cleopatra VII  e Marco Antonio, ed Erode il Grande è stato padre putativo  di Gesù solo per due anni.
Estratto dal suo libro che sta per uscire CRISTO IL ROMANO
 

***Essendo Giuseppe figlio di Alessandro Heli, e quest’ultimo fratello di Antonia Maggiore, ne risulta che questa fu zia di Giuseppe, figlio di Alessandro Heli e di Anna Boeto, che poi sposò Gioacchino dopo la morte di Alessandro.

***Quindi Nerone era figlio di Agrippina minore e Gneo Domizio Enobardo, cugino di Giuseppe. Nerone era quindi il figlio del cugino di Giuseppe, e sua madre era figlia dell’acclamato condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio, di Agrippa e di Augusto, nonché sorella dell’imperatore Caligola che quindi era suo zio materno.

*** A questo punto Gesù e Nerone risultano essere cugini, Ricapitoliamo, Alessandro Heli e Ottavia Maggiore erano fratelli, figli di Marco Antonio; Giuseppe (figlio di Alessandro Heli) e Gneo Domizio Enobardo (figlio di Antonia maggiore) erano cugini; Gesù (figlio di Giuseppe) e Nerone (figlio di Gneo Domizio Enobardo) erano cugini di II°. Marco Antonio nacque a Roma il 14 gennaio dell’83 a.C. . Suo nonno era Marco Antonio Oratore, ucciso dai sostenitori di Gaio Mario nell’ 86 a.C., si distinse come militare ed oratore, e dopo aver trionfato sui pirati di Cilicia fu eletto al consolato, facendo così entrare la sua famiglia di origini plebee a far parte della nobiltà romana.

http://veritanwo.altervista.org/lultima-di-de-angelis-gesu-era-il-cugino-di-nerone-paolo-di-tarso-suo-figlio/

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29 01 2016
 
ECCO COSA HA ANNUNCIATO
 
Cesare Augusto, primo imperatore di Roma zio di Gesù?
Alessandro Heli, figlio di Marco Antonio e della regina Cleopatra d’Egitto, dopo la disfatta di Azio e la morte di Marco Antonio e Cleopatra,
fi affidato da Ottaviano a sua sorella Ottavia Minore. Cassio Dione ci fa sapere che Cesare Augusto Ottaviano risparmiò la vita di Alessandro Heli
che sembra sposo Ottavia con cui convisse per sei anni. Giuseppe, padre di Gesù, risulterebbe cosi essere nato dall’unione di Alessandro ..
.ed Ottavia, sorella dell’imperatore, zio di Giuseppe e di suo figlio Gesù. Gli storici, contro la storia ufficiale ci dicono che Alessandro Eli fu ucciso
 da Cesare Augusto per cercare di coprire la clamorosa verità che sta emergendo dopo 2000 anni sul Cristo Romano. Ricordo a tutti che durante
la fuga in Egitto, Maria, Giusepe e Gesù andranno a Menfi dove incontreranno il faraone, e questo poteva essere solamente Alessandro Eli,
 padre di Giusepe Eli citato anche nella genealogia di Luca: Gesù, Giuseppe, Eli.
Questo libro si abbatterà come uno tsunami sulla storia dissacrata a favore del potere del cristianesimo.

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Quindi il padre di Gesù sarebbe un vero romano avrebbe come genitori Ottavia e Alessandro Helios, come nonni paterni Cleopatra VII, regina d’Egitto
e Marco Antonio,  e per nonni materni Gaio Ottavio e Azia Maggiore.
Quindi l’imperatore Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, sarebbe zio di Giuseppe padre di Gesù.
DE ANGELIS ORMAI HA RAGGIUNTO LIVELLI DEMENZIALI CON LE SUE AFFERMAZIONI
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SECONDO DE ANGELIS GIUSEPPE PADRE DI GESU’  E’ FIGLIO DI OTTAVIA MINORE SORELLA DELL’IMPERATORE CESARE AUGUSTO
E DI ALESSANDRO HELIOS
I NONNI MATERNI SONO GAIO OTTAVIO E AZIA MAGGIORE
I NONNI PATERNI SONO  MARCO ANTONIO E CLEOPATRA VII

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Ultimo articolo di De Angelis : Nerone: il primo omicidio politico da signoraggio

Ma come poteva essere che Gesù compiesse un gesto così eclatante senza l’intervento dei legionari? Semplice, il re dei re era nipote di Cesare Augusto, che diede in affidamento a sua sorella Ottavia Alessandro Eli, figlio di Marco Antonio e di Cleopatra. Da Alessandro Eli ed Ottavia nacque Giuseppe Eli, che ritrovate nella genealogia di Luca nel suo vangelo, e da Giuseppe Gesù, nipote del primo imperatore di Roma, e nipote della regina Cleopatra d’Egitto, madre di Maria.

La più grande eresia storica di tutti i tempi rischia ora di far traballare il loro impero economico: come poteva Roma accettare la diffusione di una religione di stato, il cristianesimo, su un Gesù ebreo, visto che ebbero continue guerre con questo popolo aggressivo nei confronti di chi portò la civiltà in tutto il mediterraneo? Se ci riflettiamo bene, Roma, nella figura dell’imperatore Costantino prima e Teodosio poi, non avrebbe mai acconsentito a costruire il cristianesimo su un Gesù ebreo marginale, ne tanto meno arabo-idumeo, ma assolutamente si su un Gesù Romano nipote del triumviro Marco Antonio. Gesù ebreo è un’eresia storica intollerabile visto che Roma era coinvolta in continue guerre con gli ebrei.

http://apocalisselaica.net/nerone-il-primo-omicidio-politico-da-signoraggio/

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Ecco gli antenati di Gesù secondo le ultime affermazioni do De Angelis

ALESSANDRO HELIOS E OTTAVIA MINORE SAREBBERO I GENITORI DI GIUSEPPE PADRE DI GESU’

CLEPATRA VII SAREBBE LA MADRE DI MARIA CHE SAREBBE MARIAMNE II SPOSA DI ERODE IL GRANDE COME E’ DICHIARATO NEGLI ULTIMI LIBRI

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COMPARIAMO LE DATE E IL LUOGO DI NASCITA PER VEDERE QUANTO SONO ASSURDE LE TESI DI DE ANGELIS

GIUSEPPE

Secondo molti Padri della Chiesa era vecchio quando nacque Gesù, quindi sara’ nato verso 50-60 a.C,

secondo San Gerolamo era giovane, quindi sarà nato verso il 30 a.C

Nacque a Nazareth, era originario  di Betlemme, suo padre era Giacobbe secondo Matteo, Eli secondo Luca.

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ALESSANDRO HELIOS

Nacque il 40 a.C,  da Cleopatra VII e Marco Antonio ad Alessandria.

Dopo la morte dei genitori fu’ cresciuto da Ottavia Minore che era stata la quinta moglie di Marco Antonio.

Alla morte dei genitori Alessandro Helios aveva 10 anni, Ottavio se lo adatto insieme agli altri figli di Cleopatra,

e Ottavia lo crebbe come suo figlio, quando Alessandro Helios era ancora ragazzino verso il 29 a.C, aveva 11 fu fatto morire da Augusto.

Ottavia era stata una grande donna romana onorata da tutti per la sua bonta’.

Ottavia morì nell’11 a.C. ed il fratello le tributò i più alti onori,pronunciando egli stesso l’orazione funebre,
 mentre i generi trasportarono il suo feretro alla tomba. Il Senato decretò che le venissero conferiti molteplici onori,
 ma la maggior parte di questi vennero declinati da Augusto.
Wikipedia

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LA FINE DEI FIGLI DI CLEOPATRA VII

La causa della loro disgrazia fu Ottaviano Augusto, genio politico ma uomo infido, ipocrita e meschino, pronto a tutto pur di non mettere in pericolo il proprio potere; per non correre rischi fece uccidere dapprima Cesarione, dodicenne figlio di Cesare, poi quasi certamente anche Alessandro Helios e Tolomeo Filadelfo, figli di Marco Antonio, scomparsi nel nulla a Roma ancora ragazzini.

Andò meglio alla gemella di Alessandro, Cleopatra Selene, della quale si occupò Ottavia, seconda moglie di Antonio.

Divenuta adulta, Ottaviano la dette in sposa a Giuba II, re d Numidia, il che rese di conseguenza la donna regina di Numidia e Mauretania.

Dal matrimonio nacquero forse tre figli, ma si ha certezza assoluta solo della sorte di Tolomeo, che regnò sulla Mauretania fino al 40 d.C., quando venne ucciso da Caligola, che pose così fine alla lunga e gloriosa dinastia tolemaica.

Cleopatra Selene, figlia di Cleopatra, fu dunque l’ultima donna dei Tolomei a regnare.

http://www.pilloledistoria.it/3873/storia-antica/i-figli-cleopatra-quale-sorte-ebbero

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MARCO ANTONIO
Politico
Marco Antonio è stato un politico e militare romano durante il periodo della Repubblica. Abile condottiero e coraggioso combattente, discendente da una famiglia patrizia, fu luogotenente di Gaio Giulio … Wikipedia
Data di nascita: 14 gennaio 83 a.C., Roma
Data di morte: 1 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Fulvia (s. 46 a.C.–40 a.C.), altri
Figli: Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo, altri
Genitori: Giulia, Marco Antonio Cretico
Fratelli: Lucio Antonio, Gaio Antonio

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OTTAVIA MINORE

Ottavia Turina minore, meglio nota come Ottavia minore, è stata sorella di Ottaviano Augusto
 e moglie di Marco Antonio.
Data di nascita: 69 a.C., Nola
Data di morte: 11 a.C., Roma
Coniuge: Marco Antonio (s. 40 a.C.–32 a.C.), Gaio Claudio Marcello
Figli: Antonia minore, Marco Claudio Marcello, Antonia maggiore, Claudia Marcella Major
Genitori: Gaio Ottavio, Azia maggiore
Fratelli: Augusto
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Dopo la morte di Antonio, Ottavia continuò ad avere cura dei figli di lui, sia quelli avuti da Fulvia
(o meglio l’unico superstite, Iullo Antonio, in quanto l’altro, Marco Antonio Antillo, era stato giustiziato da Ottaviano nel 31 a.C.),
sia quelli avuti da Cleopatra (Alessandro Helios, Cleopatra Selene e Tolomeo Filadelfo).

Wikipedia

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GIUSEPPE PADRE DI GESU’ NON PUO’ ESSERE FIGLIO DI ALESSANDRO HELIOS, ESSENDO NATO PRIMA DI LUI

ALESSANDRO HELIOS FU FATTO MORIRE DA AUGUSTO QUANDO ANCORA ERA RAGAZZINO A 11 ANNI IL 29 A.C. .

E POI GIUSEPPE ERA EBREO DISCENDENTE DI DAVID VISSE SEMPRE A NAZARETH E NON EBBE LEGAMI CON ROMANI ED EGIZIANI PAGANI

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CLEOPATRA VII SUL TRONO DALA FILM CON LIZ TAYLOR

CLEOPATRA VII

 

Cleopatra VII

 

Regina egizia

 

Cleopatra Tea Filopatore, nota alla storiografia moderna come Cleopatra VII o semplicemente Cleopatra,
 è stata una regina egizia del periodo tolemaico.

 

 

Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto

 

 

Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto

 

 

Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV

 

 

Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo

 

 

Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Tolomeo XIV, Berenice IV

 

 

Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia
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MARIAMNE II
Nacque il 45 a.C. a Gerusalemme

 

 

 

Mariamne II, sposò Erode il Grande il 25 a.C., il 27 a.C. nacque il Figlio Erode Filippo.

Il 25 a.C. Mariamne aveva 20 anni nata il 45 a.C., mentre Erode il Grande aveva 48 anni, nato il 73 a.C.

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MARIAMNE II NON HA NESSUN LEGAME CON CLEOPATRA VII

Quando Mariamne II nacque il 45 a.C., Cleopatra il 44 a.C, era ancora con Giulio Cesare a Roma.

Il 45 era in Egitto, e dopo aver fatto assassinare il fratello-sposo, si impossessò del trono.

Il 42 si unì con Marco Antonio, il 40 a.C, nacquero i gemelli Cleopatra VIII e Alessandro Helios,

poi il 36 a.C. nacque Tolomeo Filadelfo.

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Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. ,
non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C)
 ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,

e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

Il  Sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.,era zio di Erode Filippo,

 perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo,

e non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

NEL MODO PIU’ ASSOLUTO LA SANTA VERGINE MARIA POTREBBE ESSERE MARIAMNE II  O  LA FIGLIA DELLA REGINA

CLEOPATRA VII SACERDOTESSA DI ISIDE

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QUINDI ORA DE ANGELIS AFFERMA CHE GESU’ E’ FIGLIO DI MARIAMNE II FIGLIA DI CLEOPATRA VII E SIMONE BOETO

E FIGLIO DI GIUSEPPE FIGLIO DI ALESSANDRO HELIOS FIGLIO DI CLEOPATRA E MARCO ANTONIO

 

 

 

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ECCO I DATI STORICI

GIUSEPPE PADRE PUTATIVO DI GESU’

I NONNI E BISNONNI DI GESU’ ERANO SANTI EBREI E NON AVEVANO LEGAMI CON I PAGANI ROMANI
 
Matteo 1: 15-16
 
 
1:15 Eliud generò Eleàzaro; Eleàzaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe;
1:16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.
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Luca 3: 23-25
 
3:23 Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli,
3:24 di Mattàt, di Levi, di Melchi, di Iannài, di Giuseppe,
3:25 di Mattatìa, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai,

 
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Vediamo che in Matteo, Giuseppe è figlio di Giacobbe, il quale è figlio di Mattan, il quale è figlio di Eleazaro.
 Vediamo che in Luca , Giuseppe è figlio di Eli, il quale è figlio di Mattat, il quale è figlio di Levi.
 
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Gli studiosi dicono che la genealogia di Matteo segue Giuseppe, mentre Luca segue Maria, allora questo Eli che sarebbe padre di Giuseppe in Luca è il padre di Maria,
dagli Apocrifi sappiamo che il padre di Maria si chiamava Gioacchino
 
 
MA   LA SPIEGAZIONE PIU’ VERA SULLA DIFFERENZA TRA LE DUE GENEALOGIE DI MATTEO E LUCA La maggior parte degli interpreti sia antichi che moderni ritiene che i due Evangelisti riferiscano entrambi la genealogia di S. Giuseppe, e per spiegare le divergenze ricorrono alla legge del levirato (Dt 25,5-10; Mt 22,24ss.), la quale voleva che se un uomo fosse morto senza figli, il suo più prossimo parente ne dovesse sposare la vedova, e il primo figlio che fosse nato venisse considerato come figlio del defunto, a cui succedeva nei diritti e nell’eredità.
  Se perciò Giuseppe secondo S. Matteo è figlio di Giacobbe e secondo S. Luca invece è figlio di Eli, ciò proviene dal fatto che Giacobbe ed Eli erano due fratelli solo da parte di madre.
Morto Giacobbe senza lasciar figli, Eli sposò la vedova cognata e generò Giuseppe, il quale, benché figlio naturale di Eli, dalla legge però veniva considerato come figlio di Giacobbe.
S. Matteo quindi riferirebbe la genealogia legale di Gesù, mentre S. Luca riporterebbe la reale.

  Giulio Africano che fu il primo a dare questa spiegazione, dice di averla ricevuta dagli stessi parenti di Gesù, che ancora vivevano.
Questa opinione è più probabile.

Dichiarazioni di Sesto Giulio Africano[modifica
I riferimenti di Sesto Giulio Africano ai Desposini sono conservati nella Storia ecclesiastica di Eusebio di Cesarea:
« Poiché i familiari carnali di nostro Signore, o per il desiderio di vantarsi, o semplicemente desiderando dichiarare un fatto, ma in ogni caso fedelmente, hanno tramandato il seguente racconto... Ma dato che erano state conservate negli archivi fino a quel momento le genealogie degli Ebrei così come di coloro che fanno risalire la loro linea di sangue fino ai proseliti, come Achior l'Ammonita e Ruth la Moabita, e a coloro che si erano mescolati agli Israeliti ed erano fuggiti dall'Egitto con essi, Erode, poiché la linea di sangue degli Israeliti non costituì alcun vantaggio per lui, e dato che egli fu incitato dalla coscienza della propria vile estrazione, bruciò tutti i documenti relativi alla propria genealogia, ritenendo che potesse apparire di nobile origine se nessun altro fosse stato in grado, attraverso i registri pubblici, di far risalire la propria linea di sangue indietro nel tempo fino ai patriarchi o ai proseliti, e a quelli mescolati con essi, che erano chiamati Geore. Alcuni dei più attenti, avendo ottenuto i registri privati da loro stessi, sia ricordando i nomi o prelevandoli in qualche altro modo dai registri, sono orgogliosi di preservare la memoria della loro nobile estrazione. Tra questi ci sono quelli già citati, chiamati Desposini, per i rapporti con la famiglia del Salvatore. Provenienti da Nazara e Cochaba, villaggi della Giudea, ed essendosi diffusi in altre parti del mondo, essi ricavarono la predetta genealogia dalla memoria e dal libro delle registrazioni giornaliere quanto più possibile fedelmente. Se quindi il fatto è questo o meno nessuno è in grado di fornire una spiegazione migliore, in base alla mia opinione, e quella di un'altra persona sincera. E questo deve bastarci, poiché, sebbene noi possiamo reclamare alcuna testimonianza a suo sostegno, non abbiamo niente di meglio o di più vero da offrire. Ad ogni modo i Vangeli affermano la verità. " E alla fine della stessa epistola egli aggiunge queste parole: "Matthan, che discendeva da Salomone, generò Giacobbe. E quando Matthan morì, Melchi, che discendeva da Nathan generò Elia dalla stessa donna. Elia e Giacobbe furono pertanto fratelli uterini. Elia morì senza figli, per cui Giacobbe procreò a lui dei, generando Giuseppe, suo figlio per la natura, ma figlio di Elia per la Legge. Così Giuseppe fu figlio di entrambi." »

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ELI E' UN NOME EBRAICO
Eli, in lingua ebraica: עלי, ʻEli, ʻĒlî, che significa "Ascensione" o "Dio è il più alto/Dio in alto"; in greco antico, Ηλί, Ēli; in latino Heli (...),
 fu, secondo il Libro di 1 Samuele 1: 3, un Sommo sacerdote ebraico in Silo.

 

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LA SACRA FAMIGLIA UMILE E PIA GIUDEA E DISCENDENTE DEL RE E PROFETA SAN DAVIDE

I genitori di Gesù, Maria  e Giuseppe erano di Nazareth, della casa di David, Maria al momento del concepimento era una giovane fanciulla,

Gesù nacque per opera dello Spirito Santo,( i genitori di Maria sono San Gioacchino e Sant'Anna secondo la Tradizione).

Giovanni Battista è l'ultimo profeta del Vecchio Testamento, il Santo Messaggero mandato da Dio per preparare la via al Messia, San Giovanni Battista è cugino di Gesù, e i suoi genitori sono il sacerdote Zaccaria ed Ellisabetta cugina di Maria madre di Gesù.

Nel Nuovo Testamento, Gesù è il Figlio di Dio, Dio incarnato, santissimo e purissimo, il Messia atteso dal popolo eletto, il Salvatore del mondo venuto sulla terra a salvare l'uomo dal peccato. Gesù non ha moglie e figli,  Gesù essendo Dio non vuole e non può sposarsi, Gesù però ha una bellissima sposa la Chiesa, poi Gesù chiede a chi puo' di rimanere vergine.

Gli Apostoli e i fratelli di Gesù sono tutti santi e pieni di virtu', non erano mai stati guerrieri.

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GESU' NACQUE IN PALESTNA E LI MORI', QUESTO E' CONFERMATO DALLE SACRE SCRUITTURE, DAI PADRI DELLA CHIESA
 E DAGLI STORICI CHE HANNO PARLATO  DI GESU' E DEI PRIMI CRISTIANI
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VEDIAMO I DATI STORICI COMPLETI

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ERODE FILIPPO I
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana. Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell'epoca e fu fermamente condannata da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, " tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide" (Lc 3,1).
 
Alla sua nascita, Erode aveva ben due fratellastri che lo precedevano nella linea di successione, i fratelli Alessandro e Aristobulo, figli della seconda moglie di Erode il Grande, l'asmonea Mariamne I, che però, nel 7 a.C., quest'ultimo fece mettere a morte per aver complottato contro di lui.
La figlia di Aristobulo, Erodiade, era all'epoca minore, oltre che orfana, e il nonno la diede in moglie al proprio figlio Erode, che era suo zio. In questo modo Erode si legò alla dinastia asmonea, acquisendo diritti alla successione.[3] Tale matrimonio, però, mise in contrasto Erode il Grande col figlio primogenito, Antipatro (figlio della prima moglie di Erode), e dunque il sovrano decise di ricollocare Erode secondo nella linea di successione, proprio dopo Antipatro.
Nel 4 a.C. Antipatro fu accusato di complotto contro il padre e condannato a morte; però, poiché Mariamne (II) era venuta a conoscenza di tale complotto ma non ne aveva avvisato il marito, Erode il Grande la allontanò da corte e rimosse dalla linea di successione loro figlio Erode, che si trasferì a Roma con la moglie Erodiade.[4] Quindi, quando Erode il Grande morì, quello stesso anno, suo figlio Erode non fu tra i suoi eredi, e il suo regno fu spartito tra i restanti figli.
3) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.5.4.
4) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.116-119
Cathopedia

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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C. poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti. Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri, a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto. Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte. Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”. Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
Wikipedia
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VEDIAMO CHE IL TRIUNVIRO MARCO ANTONIO NON HA NESSUNA PARENTELA CON GESU’ DI NAZARETH

Marco Antonio
Politico
Marco Antonio è stato un politico e militare romano durante il periodo della Repubblica. Abile condottiero e coraggioso combattente, discendente da una famiglia patrizia, fu luogotenente di Gaio Giulio … Wikipedia
Data di nascita: 14 gennaio 83 a.C., Roma
Coniuge: Fulvia (s. 46 a.C.–40 a.C.), altri
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IL PADRE DI MARCO ANTONIO
Marco Antonio Cretico
Politico
Marco Antonio Cretico fu un esponente politico e militare della Repubblica romana, padre del triumviro Marco Antonio. Wikipedia
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LA MADRE DI MARCO ANTONIO
 
Giulia
Madre di Marco Antonio
Giulia è stata una donna romana, madre del triumviro Marco Antonio. Wikipedia

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LE MOGLI  E I FIGLI DI MARCO ANTONIO

 

1.Matrimonio con Fadia

2.Matrimonio con Antonia Ibrida (sua cugina) Antonia di Tralles
3.Matrimonio con Fulvia Marco Antonio Antillo, giustiziato da Ottaviano nel 30 a.C.
Iullo Antonio
4.Durante il matrimonio con Fulvia, nel 49 a.C. ebbe una relazione con Licoride, famosissima donna di spettacolo e meretrice romana,
che in talune occasioni addirittura presenziava al suo fianco al posto della moglie. Lo scandalo fu che non tenne separata l’amante liberta dalla sfera pubblica e fu tale che nel 46 a.C. lo costrinse, probabilmente sotto pressione di Cesare, a lasciarla e a tornare dalla moglie ufficiale.
5.Matrimonio con Ottavia Minore Antonia maggiore
Antonia minore
6.Figli con Cleopatra Alessandro Helios
Cleopatra Selene
Tolomeo Filadelfo.
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ALESSANDRO HELIOS NON HA NESSUN LEGAME DI PARENTELA CON GIUSEPPE PADRE DI GESU’ DI  NAZARETH
 
Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita, in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C. Wikipedia

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MARIAMNE II, NON PUO’ ESSERE MARIA DI NAZARETH E IL FIGLIO DI MARIAMNE II ERODE FILIPPO NON PUO’ ESSERE GESU’

Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. , non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C) ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.
 

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

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 NON RISULTA DA NESSUN DATO STORICO CHE MARIAMNE II FIGLIA DI BOETO AVEVA UNA MADRE DI NOME CLEOPATRA, E NON POTEVA ESSERE FIGLIA DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO.

Per conoscenza riportiamo;
Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.
 
Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra VII Thea Philopatore è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Fu l’ultima regina del Regno tolemaico d’Egitto, l’ultimo membro della Dinastia tolemaica e l’ultima sovrana dell’età …
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Berenice IV, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia

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SIMONE DI BOETO FU GRANDE SACERDOTE DEL TEMPIO DI GERUSALEMME E NON DI ISIDE NON HA NESSUN LEGAME CON CLEOPATRA VII

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Lista dei sommi sacerdoti di Israele
Al tempo della dinastia di Erode e dei romani
Ananelo 37-36 a.C.
Aristobulo III 36 a.C.
Ananelo (restaurato) 36-30 a.C.
Joshua ben Fabo 30-23 a.C.
 
****Simone ben Beto******
 
Mattatia ben Theofilo
Joazar ben Beto 4 a.C.
Eleazar ben Beto 4-3 a.C.
Joshua ben Sie 3 a.C.-6 d.C.
Anano ben Seth 6-15
Ishmael ben Fabo 15-16
Eleazar ben Anano 16-17
Simone ben Camito 17-18
Caifa 18-36, al tempo di Gesù
Jonathan ben Anano 36-37
Theofilo ben Anano 37-41
Simone Cantatera ben Beto 41-43
Mattia ben Anano 43
Alioneo 43-44
Jonathan ben Anano 44 (restaurato)
Giuseppe ben Camido 44-46
Anania ben Nebedeo 46-52
Jonathan 52-56
Ismaele ben Fabo 56-62 (restaurato?)
Giuseppe Cabi ben Simone 62-63
Anano ben Anano 63
Joshua ben Damneo 63
Joshua ben Gamaliel 63-64
Mattatia ben Teofilo 65-66
Fannia ben Samuele
Wikipedia
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Simone Boeto
Mariamne era la figlia di Simone Boeto, un sacerdote ebreo di Gerusalemme ma nativo di Alessandria d’Egitto. Aveva fama di essere una bellissima donna, «la più bella donna dell’epoca», riferisce lo scrittore Flavio Giuseppe. La fama di Mariamne raggiunse Erode il Grande, che conobbe la ragazza innamorandosene, e decise che sarebbe stato opportuno sposarla. Il problema era che Simone era un semplice sacerdote e non sarebbe stato opportuno imparentarsi con lui; Erode, allora, tolse l’onore del sommo sacerdozio a Gesù figlio di Phiabet e lo conferì a Simone (25 a.C.), rimuovendo tale ostacolo al matrimonio con Mariamne.
Dal matrimonio tra Mariamne ed Erode nacque Erode Filippo I (anche noto come Erode Boeto), marito di Erodiade e padre di Salomè. Filippo era il quarto figlio maschio di Erode, dopo Antipatro (figlio della prima moglie Doride) e Alessandro e Aristobulo (figli di Mariamne); nel 7 a.C. Erode fece giustiziare per tradimento Alessandro e Aristobulo, e Filippo divenne secondo nella linea di successione.
Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo: Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie, depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.
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Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVII.4.2.
Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XV.3, 6, 7; XVIII.5
Wikipedia
 
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QUESTA TESI FALSA E BLASFEMA CHE GESU’ SAREBBE UN ROMANO APPARENTATO CON GLI IMPERATORI E’ DAVVERO RIDICOLA
LA STORIA CI INSEGNA CHE GLI IMPERATORI ROMANI NON SOLO FECERO GUERRA AI GIUDEI MA PERSEGUITARONO I  CRISTIANI
PER TRE SECOLI
Le persecuzioni dei cristiani nell’antica Roma consistettero in azioni repressive contro gli appartenenti a questa religione che si stava diffondendo presso diverse popolazioni dell’impero. La leggenda Romana, che abbiamo grazie alla storiografia di Tacito (per secoli considerata storia a tutti gli effetti, ma in realtà solo leggenda, in quanto discorde con i reali eventi storici e scritta solo per aumentare la potenza e la grandezza di Roma basata sempre su numeri pieni di significato come il 10) vuole che siano appunto dieci; ma in realtà le uniche persecuzioni ufficiali, che vennero come ordine dall’autorità centrale furono solo tre: la prima sotto Marco Aurelio, la seconda con Decio e Valeriano e la terza, la più pesante, nominata la “grande persecuzione”, con Diocleziano. Finirono con l’editto di Nicomedia del 311 emanato dall’imperatore Galerio, confermato dall’editto di Milano del 313 promulgato da Costantino I.
Il culto pubblico della tradizionale religione romana era strettamente intrecciato allo stato: fare sacrifici agli dèi e rispettare i riti significava stabilire un patto con le divinità, in cambio della loro protezione. Era facile integrare gli dèi, i riti e le credenze di altre popolazioni in questo sistema, mentre la religione cristiana rifiutava il sacrificio agli dèi tradizionali, ponendosi in tal modo agli occhi dei romani in antitesi allo stato, a differenza dell’ebraismo, accettato da Roma fin dai tempi di Giulio Cesare. Pare comunque che all’inizio i cristiani venissero facilmente confusi con gli ebrei stessi, tanto che Svetonio e Dione Cassio riportano che l’imperatore Claudio (41-54) avrebbe scacciato da Roma i “Giudei” che creavano disordini a nome di “un certo Chresto”.
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LA PERSECUZIONE CONTRO I DISCENDENTI DI DAVID
Dichiarazioni di Egesippo
Eusebio preservò anche un estratto da un’opera di Egesippo (c.110-c.180), che scrisse cinque libri (andati perduti tranne che per qualche citazione riportata da Eusebio) di Commentari sugli Atti della Chiesa. L’estratto fa riferimento al periodo che va dal regno di Domiziano (81-96) a quello di Traiano (98-117):[20]
« Dei congiunti del Signore, sopravvivevano ancora i due nipoti di Giuda, che era considerato suo parente carnale. Essi furono denunciati come appartenenti alla famiglia di Davide, ed Evocato li condusse davanti a Domiziano Cesare: perché quell’imperatore temeva l’avvento di Cristo, come era capitato a Erode.
Egli chiese dunque loro se erano parte della famiglia di Davide; ed essi confessarono di esserlo. Quindi egli chiese loro che proprietà avessero o quanto denaro possedessero. Entrambi risposero che possedevano solo 9000 denari tra tutti e due, ciascuno di essi possedendo metà della somma; ma dissero anche che non li possedevano in liquidi, ma come stima di un terreno che essi possedevano, consistente in 100 plethra (pari a circa 3500 metri), dalla quale dovevano pagare le tasse, e che mantenevano con il loro lavoro. A questo punto essi sporsero in fuori le loro mani mostrando, come prova del loro lavoro manuale, la ruvidezza della loro pelle, e i calli cresciuti sulle loro mani a causa del loro costante lavoro.
Richiesti quindi di parlare di Cristo e del Suo regno, quale fosse la sua natura, e quando e dove sarebbe apparso, essi dissero che esso non era di questo mondo, né della terra, ma appartenente alla sfera del cielo e degli angeli, e che avrebbe fatto la sua comparsa alla fine dei tempi, quando Egli sarebbe tornato in gloria, a giudicare i vivi e i morti e a rendere a ciascuno secondo il corso della propria vita.
A questo punto Domiziano non li condannò, ma li trattò con disprezzo, perché troppo poco degni di considerazione, e li mandò liberi. Contestualmente emise un ordine, e mise fine alle persecuzioni contro la Chiesa.
Quando essi furono rilasciati essi divennero capi delle chiese, come era naturale nel caso di coloro che erano al contempo martiri e congiunti del Signore. E, dopo la restituzione della pace alla Chiesa, le loro vite si prolungarono fino al regno di Traiano. »
(Eusebio)

https://it.wikipedia.org/wiki/Fratelli_di_Ges%C3%B9

 
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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
 
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C.
 sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa,
risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C.
esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia,
 anche a Roma, e già il 64 d.C. ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia,
 poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici,
 nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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 Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia
 
 

 

 

 

 

ALESSANDRO DE ANGELIS: CONFUTAZIONE DI DANIELE SALAMONE

CONFUTAZIONE SUI LIBRI DI ALESSANDRO DE ANGELIS
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 Gesù – Il Che Guevara dell’Anno Zero
Ecco come Alessandro De Angelis presenta il suo libro:

Un libro documentatissimo… un saggio che fa giustizia una volta per tutte delle bugie della Chiesa.

Tutto quello che crediamo di sapere su Gesù è falso.

Gesù e Giovanni detto Battista sono due personaggi inventati e costruiti sul rivoluzionario Giovanni, figlio di Giuda di Gamala. Gli apostoli? Costruiti sui fratelli di Giovanni ed anche loro figli di Giuda.

In questo libro troverete le prove che hanno permesso di svelare l’inganno dopo duemila anni, grazie alla comparazione dei vangeli con gli scritti di Giuseppe Flavio in russo antico, oltre che in greco, nei quali le pie mani censorie della chiesa si sono fatte sfuggire passi determinanti.

In base a queste nuove scoperte è stato possibile ricostruire il vero luogo e le modalità di cattura del personaggio che chiamarono Gesù: un rivoluzionario al quale fu tolta la spada di mano per sostituirla con un ramoscello d’ulivo, e a cui fu creato un alter-ego per ricopiare l’allegoria solare dei due dei egizi Seth ed Horus.

Gesù era un rivoluzionario palestinese: e come i rivoluzionari del tempo, venne crocifisso.

 

http://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__gesu-il-che-guevara-dell-anno-zero.php

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La confutazione di Daniele Salomone

Gesù il Che Guevara dell’anno zero.
Secondo il De Angelis, ciò che ci è stato raccontato su Gesù di Nazareth sarebbe una vera e propria eresia storica non rendendosi conto che ad una tale dichiarazione sta già formulando lui in primis un’eresia storica.
Attraverso un ambiguo linguaggio, l’autore cita dei passi biblici che andrebbero “contro” la morale stessa del Crstianesimo, illustrando questo Gesù come un rivoluzionario pronto a sguainare la spada contro i romani che in quell’epoca dominavano sul popolo ebraico. In tutta la lettura non solo l’autore travisa spudoratamente il messaggio biblico dei Vangeli e di tutto il Nuovo Testamento, ma anche il pensiero storico di Giuseppe Flavio in quanto lui stesso avrebbe introdotto il “Gesù detto il Cristo” nei suoi scritti per far combaciare l’esistenza di questo personaggio “inventato” con personaggi storici realmente esistiti, ad esempio Ponzio Pilato ed Erode il Grande (e flgli) solo per citarne un paio. Quindi, attraverso il travisamento stesso delle testimonianze storiche ormai conosciute da tutti, il De Angelis gioca tutte le sue carte dicendo che il Gesù Cristo biblico non corrisponde al “Gesù” storico in quanto il primo è stato ricostruto a dovere verso il II° secolo d.C. su di un personaggio storico (Giovanni di Gamala), protettore del popolo ebraico a motivo del dominio romano su tutta Israele.
In aggiunta, non solo Gesù Cristo sarebbe un personaggio inventato, ma anche gli apostoli (fratelli di sangue e non) non sarebbero mai esistiti.

La vera identità dei fratelli/apostoli di Gesù.
In questo capitlo l’autore dà il meglio di se riguardo ai nomi di determinati personaggi quali Giuda Iscariota: per il De Angelis questo personaggio era un sicario, pronto ad uccidere al comando di Giovanni di Gamala (alias Gesù), ma in una mia personale tesi che ho scritto nel mio ultimo saggio ho descritto quanto segue:

Riguardo a Giuda il traditore, per il saggista il termine Iscariota deriverebbe dall’aramaico [s-q-r-t] e dall’ebraico [ekariot], da cui derivano il greco sikariotes e il latino sicarius, che si possono rendere con l’italiano sicario. _A sua volta, il termine deriverebbe dalla ”’sica”’, un tipo di pugnale di piccole dimensioni usati dai sicari in mezzo alla confusione di gente in modo da sferrare l’attacco nella massina invisibilità dell’atto, di questo Giuseppe Flavio ne parla in Guerra Giudaica II 13; 3:254-255. Il De Angelis pone il lettore ad una disattenzione molto evidente poiché tale affermazione che fà circa l’origine del termine “Iscariota” non ha alcuna valenza in quanto non menziona nessuna fonte dalla quale se ne può evincere l’evidenza. Al contrario suo noi ci avvarremo di fonti valide, citate anche in bibliografia, che attestano la reale origine del termine “Iscariota”:

ENCICLOPEDIA TRECCACANI
Giuda Iscariota (raro G. Iscariòte, ant. G. Scariòtto; gr. Iouda Iscariotas, lat. Iuda Iscariotes). Apostolo e traditore di Gesù, “designato dal nome del villaggio sua patria” (Qeriyyot, nella Giudea meridionale) [tratto dal saggio Il Mezzosangue – Vita, Morte e Miracoli di un Rivoluzionario, reperibile su Lulu.com]

In questa mia citazione, di cui ne ho trascritto solo un estratto, ho dimostrato quanto sia fraudolento il pensiero del De Angelis, e non solo riguardo ad Iscariota. Anche in merito a Giuseppe di Arimatea l’autore tenta di fare il furbo affermando che la città di Arimatea non è mai esistita e mai nessun documento storico ne parla; tuttavia il sottoscritto è stato in grado di dimostrare il contrario in quanto la città di Arimatea (Ramataim-Sofim) è realmente esistita e persino il Libro dei Maccabei 11:34, 1Samuele 1:1, Matteo 27:57, Marco 15:43, Luca 23:51 e Giovanni 19:38 viene citato testualmente Yoseph min-ha-Ramataim, lett. Giuseppe da la Ramataim, di Arimatea.

Il De Angelis è anche molto bravo a confondere i nomi di molti personaggi DIVERSI che si ripetono nel Vangelo. Essendoci troppe donne di nome Maria, troppi uomini di nome Giuda, Giuseppe e Giovanni, ha condito una vera insalata così piccante da affermare che persino l’omicida Barabba non era un uomo qualunque, ma era Gesù stesso! Non vi dico la nauesa che ho provato verso la disonestà intellettuale dell’autore nel solo leggere queste scempiaggini!

Il depistaggio: la creazione dei nuovi apostoli
Questo capitolo non ha bisogno di essere spiagato, parla già da solo il titolo. Giocando sempre con i nomi dei vari personaggi, il De Angelis afferma che Gesù sarebbe sia Giovanni il Battista, sia Barabba. Detto questo, potrei anche fermarmi qui nell’esplicazione di questo inutile capitolo.

Dopo duemila anni sveliamo al vera identità di Gesù
Anche in questo caso non sono necessarie ulteriori parole sprecate. Il presuntuoso titolo si commenta da solo. Ecco a voi il paladino di giustizia ALESSANDRO DE ANGELIS!

La sintesi degli altri capitoli non li riporto, altrimenti non vi sarebbe più il (dis)gusto della lettura.

 

CONCLUSIONE PERSONALE
Il testo del De Angelis, come tutti i suoi testi, sono davvero deludenti. Questa visione negativa circa la figura di Gesù può offendere immediatamente il credente più semplice e devoto; chi invece è slegato dai dogmi imposti dalla chiesa può intravedere la probabile appartenenza dell’autore a quel mondo di quelle Forze Occulte antagoniste che da millenni si contrappongono alla chiesa cristiana.
Che la religione sia una mera invenzione del potere, come potrebbe essere vero, come potrebbe essere falso. PER ME E’ FALSO! Ad ognuno le proprie considerazione, ognuno è libero di pensarla come crede; ma ritengo sia sbagliato attaccare e offendere il popolo dei credenti. Così come nessuno vuole che i gay e gli obesi vengano discriminati, perchè ci si può avvalere della facoltà di prendersi gioco dei credenti, schernendoli, e deridendoli delle loro speranze?
Chi conosce davvero la storia e soprattutto è onesto dal punto di vista intellettuale, sà fin da subito che le dichiarazione di padre e figlio De Angelis sono delle vere e proprie falsità dedite ad un personale lucro monetario.
I De Angelis dicono “la verità è scritta nei nostri libri”, va benissimo, ma chi vi credete di essere? Il Messia?
Consiglio la lettura del libro solo per trascorrere qualche ora in abbondanza di risate, poichè la comicità delle affermazioni dello studioso vanno oltre che nel grottesto, anche nel comico e demenziale permettendosi pure di travisare le testimonianze storiche inconfutabili.

http://danielesalamone.altervista.org/recensione-gesu-il-che-guevara-dellanno-zero-alessandro-de-angelis/

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DANIELE SALOMONE

Secondo alcuni teorici, Gesù e Barabba erano lo stesso personaggio a motivo di un “gioco di parole” dell’assurda serie “tu sei Pietro e su questa pietra…”

 

Quindi ci sarebbe un (Gesù detto il) Barabba e un (Gesù detto il) Cristo.
La folla avrebbe scelto la scarcerazione di (Gesù detto il) Barabba e chiesta l’incarcerazione per (Gesù detto il) Cristo. Ma quindi, se questi due individui fossero stati davvero un solo personaggio, che motivo avrebbe avuto Pilato di chiedere “una scelta” se la possibilità era una sola?
O Pilato era un cretino o la folla era completamente mentecatta… oppure, entrambi erano rincitrulliti. Oppure peggio ancora, qualcuno cerca di fare il professorone di fronte a certe semplici evidenze letterali.

Punto primo: Pilato pose una netta differenza tra due personaggi per i quali, come si nota molto spesso, potevano essere soggetti a casi di omonimia visto che erano molto frequenti in quel tempo non esistendo ancora i cognomi. Le persone che avevano lo stesso nome venivano identificate sì con il loro nome, ma accompagnato con quello del proprio padre o con il paese di provenienza. Queste furono le prime forme di identificazione a mo’ di “cognome” o soprannome.

Punto secondo: Gesù non era “detto il Barabba” ma era “detto il Cristo”.

Punto terzo: Gesù veniva definito frequentemente “Figlio di Ypsistou”, che tradotto significa “figlio dell’Altssimo”. Questo possiamo leggerlo in Marco 5:7; Luca 1:32 e Luca 8:28.

Punto quarto: nella Bibbia non esiste da nessuna parte che Gesù “detto il Cristo” viene definito Gesù “detto il Barabba”. Nella Bibbia (in greco ovviamente) non esiste questa affermazione, in quanto si può leggere alla Seconda Epistola di Pietro versetto 3 (libro costituito da un solo capitolo) che Gesù era il “Figlio del PATROS” e non il “Bar-Abba”. Questo è l’unico verso in cui dei “terzi” (altre persone) lo identificano come Gesù il “Figlio del Patros”, mentre nelle altre circostanze era Gesù che di se stesso diceva apertamente che il Padre sarebbe il “πατρος μου” Patros Mou, “Padre mio”. Sebbene nella Bibbia troviamo scritto ABBA’, questo significa che nel testo greco emergono diversi casi di semitismi, vale a dire che diversi termini e parole aramaiche venivano scritte con le lettere greche. Questi sono i cosiddetti “semitismi letterali” che in pochi prendono in considerazione.
Quindi, che motivo avrebbe avuto Pilato nel citare un termine prettamente ARAMAICO (bar-abbà) se Gesù non si identificava MAI con quel termine aramaico (abbà) ma con il termine trascritto in greco “Patros Mou” che corrisponde all’ebraico “Avinu” (Av =padre; nu = mio/nostro)??? A parte che “Padre mio” o “Padre nostro” in aramaico è “Abùn”, sempre con la tessa radice id “AB/AV” che cambia pronuncia per questioni grammaticali ebraico/aramaiche che non sto qui a spiegarvi.

Punto quinto: il termine ABBA è aramaico, non ebraico. E significa PAPA’ e non “Padre”.

Seso e ultimo punto: sebbene Il termine BARABBA significhi letteralmente in aramaico “figlio di papà”, non ha niente a che vedere con Gesù Cristo che non era “il barabba” ma “il Cristo” Figlio dell’Ipsistou e Figlio del Patros.

Molti di voi si chiederanno sicuramente qual’è la differenza tra “papà” e “Padre” se in fin dei conti ci si riferisce sempre alla stessa figura di riferimento: Gesù si rivolgeva al Padre sia come uomo che come Dio. Così come a volte Gesù chiamava sua madre “mamma” e a volte “donna”. “Padre” era la forma di rispetto, “papà” era la forma “affettiva”, e Gesù si rivolgeva al Padre in entrambi i modi, in base alla manifestazione della sua personalità “umana” o “divina”.

http://danielesalamone.altervista.org/gesu-detto-barabba-gesu-detto-cristo/

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DANIELE SALAMONE

Lo pseudo-ricercatore e “Antropologo” Alessandro De Angelis insieme al figlio Alessio, nel loro libro – La fine del Cristianesimo – Gesù e gli Apostoli non sono esistiti, LE PROVE (UNO Editori, 2012), pag.38 – sostiene che nessuno storico tra Giuseppe Flavio, Strabone di Amasia e Plinio il Vecchio «dimostra di conoscere, neppur vagamente, l’esistenza, nel I° secolo CE (d.C.), di qualche setta ebraica dal nome “Cristianesimo”, né tantomeno di alcuno dei suoi seguaci e neppure, incredibile a dirsi, del suo presunto fondatore Gesù […]».
Il De Angelis ha continuato dicendo che nel capitolo successivo del libro in cui è scritto questo estratto è in grado di offrirne pure le prove che, per il momento, non ne parleremo in questo articolo.
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Adesso, io dico, senza entrare nel merito di Strabone di Amasia e di Plinio il Vecchio, al contario di quanto dice il De Angelis, lo stirico Giuseppe Flavio è pronto a smentire ogni accusa. Quando lo storico Giuseppe Flavio identifica la figura di “Gesù detto il Cristo”, per il De Angelis non andrebbe confuso con il “Gesù detto il Cristo” di cui parlano le Scritture. Sarebbe da ritenere uno strano caso di omonimia, secondo lui. Gesù era un nome molto comune nella sua epoca, come Giuda, Giuseppe, Maria e tanti altri nomi. All’epoca di Cristo, coevi a lui, ed anche prima, c’erano altri uomini di nome Gesù e per citarne qualcuno si legga quanto segue:

– Il mago e falso profeta Bar-Gesù (Atti 13:6-11);
– Gesù il sommo sacerdote (o gran sacerdote) vissuto nell’epoca della costruzione del secondo Tempio (Antichità Giudaiche 11:90);
– Gesù figlio di Gamaliel (Antichità Giudaiche 20:213).

Ma vediamo cos’ha da dirci più nello specifico il Flavio in merito alla figura di Gesù storico (non quello inteso dal De Angelis) che sembra rappresentare proprio il Gesù biblico:

«Verso questo tempo visse Gesù, uomo saggio, ammesso che lo si possa chiamare uomo. Egli infatti compiva opere straordinarie, ammaestrava gli uomini che con piacere accolgono la verità, e convinse molti giudei e greci […]».

Poi aggiunge:

«Egli era IL Cristo. E dopo che Pilato, dietro accusa dei maggiori responsabili del nostro popolo lo condannò alla croce, non vennero meno coloro che fin dall’inizio lo amarono. Infatti apparve loro il terzo giorno, di nuovo vivo, avendo i divini profeti detto queste cose su di lui e moltissime altre meraviglie. E ancor fino al giorno d’oggi continua a esistere la tribù dei cristiani che da lui prende il nome».

Adesso, vorrei porre alla vostra attenzione quanto segue: ammettendo senza vergogna alcuna che il Flavio non nomina i seguaci di Cristo per nome ma ne cita comuque l’esistenza, come fa a dire il De Angelis che Giuseppe Flavio non «dimostra di conoscere, neppur vagamente, l’esistenza, nel I° secolo CE (d.C.), di qualche setta ebraica dal nome “Cristianesimo”, né tantomeno di alcuno dei suoi seguaci e neppure, incredibile a dirsi, del suo presunto fondatore Gesù […]»?

Cosa significa secondo voi la frase scritta dallo Storico «Egli era il Cristo […] E ancor fino al giorno d’oggi continua a esistere la tribù dei cristiani che da lui prende il nome»?

In primo luogo sarebbe giusto dire che Gesù non è venuto per fondare un movimento religioso o un movimento rivoluzionario guerrafondaio, ma è venuto per fondare un movimento sì rivoluzionario, ma spirituale, vale a dire «per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo» (1Timoteo 1:15).
Gli ebrei convertiti non si autodefinivano “cristiani” e ciò è testimoniato dagli Atti degli Apostoli, da cui si desume che il termine “cristiani” venne coniato solo qualche decennio DOPO i fatti di Gesù e probabilmente in senso dispregiativo.

«[…] essi parteciparono per un anno intero alle riunioni della Chiesa e istruirono un gran numero di persone; ad Antiochia, per la prima volta, i discepoli furono chiamati cristiani».

Avete letto bene? I discepoli di Cristo «furono chiamati» Cristiani o si “autoproclamarono” Cristiani?

A voi le dovute analisi.
Alessandro De Angelis non smentisce la storia, ma se stesso.

(Per ulteriori approfondimenti si legga Il Mezzosangue – Vita, morte e miracoli di un Rivoluzionario).

http://danielesalamone.altervista.org/riflessioni-de-angelis-specula-sulla-bibbia-il-gesu-biblico-non-e-mai-esistito/

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OLTRE LA MENTE DI DIO

Ecco come Alessandro De Angelis  presenta il suo libro

 

Un percorso travolgente che ricostruisce la storia dell’umanità

 

 dal diluvio universale all’esodo biblico attraverso

 

nuove news scientifiche.

 

Si dimostra attraverso la paleografia e l’etimologia come Yahweh, il dio della bibbia, fosse un’evoluzione degli antichi dei sumeri Enki ed Enlil, che porterà all’aberrante conclusione che Dio avesse un padre e una madre, che poi prenderà come sposa.

 

Il calcolo degli omicidi di Dio nella Bibbia, pari a 34.682.212 persone.

 

Prove dell’inesistenza del peccato originale, attraverso un’attenta analisi filologica della Genesi, dove Dio si sbaglia di albero confondendo l’albero della Vita per quello della Conoscenza… La prima parte di una trilogia destinata a rivoluzionare la vera storia dell’umanità.

 

Il plagio della Bibbia dalle leggende sumere sulla creazione di Adamo ed Eva, sul diluvio universale, Sodoma e Gomorra e la torre di Babele, le guerre atomiche degli dèi dimostrate dal ritrovamento di antiche metropoli a Mohenjo Daro ed Harappa, con un livello di radioattività ancora oggi 50 volte superiore alla norma; la dimostrazione attraverso nuove prove di come il faraone Akhenaton fosse il Mosè della Bibbia e di come gli Ebrei non fossero un popolo ingiustamente scacciato dalle loro terre, ma i feroci conquistatori Hyksos, che dominarono l’Egitto per quasi 400 anni.

 

Il perché delle tante morti legate al ritrovamento della tomba del faraone Tutankhamon e di una scatola a di papiri scomparsa, che raccontava la vera storia degli invasori Hyksos e tanto altro ancora attraverso traduzioni interlineari dall’ebraico, dal sumero, dal greco e dal latino, che aprono nuove frontiere all’interpretazione storica della Bibbia e della figura fisica di Yahweh.

 

La prima parte di una trilogia destinata a rivoluzionare la vera storia dell’umanità.”

 

 

 

 

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__oltre-la-mente-di-dio-nuova-edizione-libro.php#

 

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“Quando i De Angelis pretesero di essere Dio, senza sapere di non esserlo”

Confutazione di Daniele De Angelis

Con questa nuova recensione riapro le danze. Il libro di cui vi parlerò a breve è la solita delusione proposta da padre e figlio De Angelis, Alessandro e Alessio. Questo testo è una “pretesa” continua di essere in una ragione che va al di là della sana razionalità. Quest’opera si presenta presuntuosa già dal titolo stesso, come e il lettore potesse essere davvero in grado di andare “oltre” l’irraggiungibile. Una cosa di questa mi pare di averla sentita per sino in un cartone animato della Pixar “Toy Story”, dove il piccolo astronauta Bugs cita la famosa frase “verso l’infinito… e oltre!” Ebbene sì, probabilmente i due autori del libro, padre e figlio, credono che confutare delle verità bibliche e storiche sia una passeggiata assegnando al proprio libro il seguente sottotitolo: “quanto l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”.
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PARERE PERSONALE SULL’OPERA

È buona abitudine dei De Angelis esprimersi con tonalità di puro disprezzo nei confronti della fede, della chiesa, della Bibbia. Tonalità che non dovrebbero emergere da due (pseudo)studiosi, così per come si proclamano. Un saggista dovrebbe esporre le proprie idee e teorie in maniera imparziale e serena, senza pregiudizi, mentre i due autori di questa sottospecie di libro (anzi di trilogia di cui questo è il primo volume) non mostrano alcuna pietà nei confronti della cristianità, rendendo questa realtà avvolta nel pieno ridicolo offendendo così quella fede verso la quale miliardi di persone ancora oggi affidano la propria esistenza. Cosa c’è di male nell’avere fede? Perché i “senza-dio” pretendono di essere lasciati in pace dai credenti (per carità, ci mancherebbe) mentre i credenti non sono tenuti a difendere la propria posizione di “credente”? Questi critici della Bibbia vivono davvero in maniera serena anche “senza-dio”?
Secondo voi cos’è meglio, vivere in una presunta illusione dell’esistenza di Dio con la speranza di ricevere da Lui un “premio di condotta” alla fine della nostra vita e nel frattempo vivere nella gioia di questa speranza, oppure vivere nella più totale consapevolezza di una presunta non esistenza di Dio, assaporando una vita triste, abbattuta, delusa, senza alcuna speranza di un “dopo”, dopo la vita?
Ebbene, questo libro, come tutti gli altri testi della “De Angelis family”, lasciano un amaro in bocca, non tanto perché i due pretendano che la gente apra gli occhi sui loro scritti, ma perché si può costatare quanto è pazza e perversa la mente dell’uomo nel formulare certe affermazioni attraverso presunti parallelismi storico-mitologici che cercano di annullare la persona ed esistenza di Gesù Cristo. Sembra essere ormai un dato di fatto che la figura di Gesù sia stata ricostruita non solo sopra un personaggio storico realmente esistito (un rivoluzionario e sanguinario guerrafondaio) ma anche tramite racconti più antichi riguardanti le divinità mitologiche delle varie popolazioni del mondo antico: Mitra, Dionisio, Budda, Baal, Krishna… tutti personaggi che condividerebbero le stesse caratteristiche di Gesù: nati da una vergine il 25 Dicembre, furono visitati da tre saggi (re Magi) il giorno della loro nascita, predicarono l’amore che il Padre Celeste gli riferiva loro di predicare, furono condannati a morte per crocifissione insieme ad altri due malfattori, morirono, stettero tre giorni negli inferi e il terzo giorno risorsero. Dopo la loro risurrezione ascesero al Padre in carne ed ossa promettendo alle generazioni future che avranno avuto fede che un giorno sarebbero ritornati per essere “rapiti” in Cielo per l’eternità. Insomma, miti più antichi di 1000/1500 anni, se non di più, raccontavano la stessa storia che noi conosciamo sulla personalità di Gesù. Tuttavia gli storici, gli studiosi e gli esperti in generale hanno affermato che i miti antecedenti a Gesù Cristo restano dei miti che a dire il vero non sono mai esistiti, ma costruiti appositamente DOPO la morte di Cristo per speculare sopra questo personaggio e _“farlo valere niente”_. Documentari raccapriccianti come Zeitgeist raccontano come la figura di Cristo sia falsa, mentre in realtà così non è. Purtroppo se non si ha un’esperienza personale trascendente con il Cristo non si può avere la piena certezza che Egli Vive, e vi sono tantissimi passi biblici che da soli annienterebbero il lavoro blasfemo di questi presunti studiosi che non fanno altro che fomentare confusione, odio, rancore e tantissimi altri sentimenti negativi nei cuori delle persone.Un libro come questo chissà quale fine avrebbe potuto fare ai tempi dell’inquisizione, ma forse dovrò correggermi, non tanto il libro, ma i suoi autori! Mi chiedo se gli autori di questo libro avessero avuto lo stesso coraggio di oggi nello scrivere le proprie pubblicazioni ai tempi dell’inquisizione. Avrebbero svolto comunque il lavoro di “paladini di giustizia”? A parte che se un individuo come Alessandro De Angelis si mettesse a dire: “dopo 2000 anni svelata la vera identità di Gesù e degli Apostoli”, subito diremmo “ma chi ti credi di essere”?
Ebbene, gente come lui si sente “arrivata” solo perché avendo dichiarato di aver avuto una presunta esperienza pre-morte si è in diritto a dover dire cosa ci sia realmente nell’aldilà. Ma qui andrei troppo sul personale quindi non mi soffermo più di tanto.
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Ritornando al libro devo dire che la delusione della lettura nasce dal fatto che in primo luogo il testo è introdotto dal fenomeno del web attuale, Mauro Biglino, il quale ha egli stesso dichiarato in un video su Youtube che _“se non esistesse internet, io (Biglino) non esisterei”_. Nulla da dire su internet né alla persona di Biglino, che io rispetto quanto a persona, ma riguardo alle sue teorie e alle cose che insegna non faccio altro che maledire il giorno in cui è stato inventato internet. Per colpa delle sue affermazioni molta gente rimane confusa, frustrata. Questa gente crede di aprire gli occhi alla gente, ma non è così, la gente rimane amareggiata, delusa e anche offesa.
Poi, l’altra cosa che dispiace durante la lettura del libro è che la prima parte è uno spudorato copia/incolla delle opere di Mauro Biglino e di Zecharia Sitchin, troppo facile per un autore avvalorare teorie che già sono state scritte da altri. Nulla di nuovo insomma, pagando € 16,50 ci si ritrova ad avere dei riassunti di alcuni libri di Biglino e Sitchin, quindi chi ha letto queste opere può benissimo risparmiarsi la lettura di questo testo e andare “Oltre la mente dei De Angelis” che risulterà alquanto frustrata, triste e amareggiata da chissà quale pesante torto subito da qualche istituzione religiosa o altro che non saprei immaginare.
Inoltre il libro presenta un’esposizione sulla presunta “vera” nascita del popolo di Israele e delle parallelistiche che vedrebbero gli antichi Hyksos come il popolo ebraico che noi conosciamo, che Mosè era in realtà il faraone Akhenaton e che tanti personaggi biblici sono strettamente collegati al mondo egizio. Nel senso che in realtà non era il popolo egizio a perseguitare gli ebrei, ma al contrario erano gli ebrei, sanguinari, predoni saccheggiatori di tutto quello che incontravano. Infine si arriva ai famosi 400 anni di schiavitù degli ebrei/Hyksos” sotto il gioco degli egizi, che la loro uscita dal “Paese di Egitto” con a capo Mosè/Akhenaton non fu una vera uscita di libertà, ma una cacciata voluta proprio dal faraone Egizio. A differenza di come narra la Scrittura, ovvero che fu Yahwéh ad ordinare a Mosè di parlare con Faraone (suo fratellastro di adozione) affinché gli permettesse di lasciar andare il suo popolo.
Poi, attraverso delle acrobazie pseudo-intellettuali si arriva pure a dire che il simbolo della massoneria, squadra e compasso con la grande G al centro, sia in realtà il simbolo dei Giudei, contrassegnata appunto dalla “G”. Insomma, un libro che pretende di affermare che la Bibbia si un libro di favole, mentre questo è proprio il primo che racconta sì delle favole, ma non adatto ad un pubblico minore.
Come tutti i libri dell’allegra famiglia De Angelis, il testo si presenta con un linguaggio molto scolaresco, infatti è in gran parte scritto dal figlio, Alessio, un ragazzino di appena vent’anni che il padre elogia come l’essere _“il più giovane scrittore italiano di tutti i tempi!!!”_. BOOOOM. Qui ci stava proprio il botto, oppure una sigla in stile 20th Century Fox.
Devo dire comunque che il libro è un buon strumento di intrattenimento che va dal trash al blasfemo, che mischia falsità su falsità non documentate a dovere, ma solo superficialmente. Specialmente quando gli autori dicono _“molti esperti affermano che…”_ , bene… i nomi di questi “esperti”? È facile menzionare nomi e cognomi di personaggi esistenti, ma quando questi non esistono cosa ci si può inventare? “Molti esperti dicono che…”. Troppo facile. Quando bisogna confutare qualcosa bisogna farlo con serietà, a costo di pubblicare non una trilogia, ma una caterba di materiale invidiabile per sino alla collana enciclopedica della Treccani. Negare l’esistenza di personaggi storici non è semplice, specialmente quando sono realmente esistiti!!!
Bene cari amici, detto questo credo che basti. Anche perché i lavori di Alessio e Alessandro De Angelis è un continuo copia/incolla da altri testi. Basti leggere la recensione che ho scritto su un altro libro di cui sempre loro sono gli autori “Gesù il Che Guevara dell’anno zero”. Basta leggere un libro da loro pubblicato per capire la tipologia di personaggi che sono. Giusto per farvi un esempio, e poi concludo: ultimamente padre e figlio avrebbero pubblicato un ennesimo libro dove si dice che Gesù sarebbe stato gay, sposato con la Maddalena dalla quale avrebbe avuto più di due figli, e che soprattutto NON SIA MAI ESISTITO. Che strano… attribuire così tante peripezie di omosessualità ed eterosessualità ad un personaggio che secondo loro non è mai esistito.

Vi lascio in attesa della recensione al prossimo libro, il secondo volume della trilogia a cui appartiene questa specie di coso… ah sì… libro intitolato “Oltre la mente di Dio – quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”

http://danielesalamone.altervista.org/recensione-quando-de-angelis-pretesero-di-essere-dio-senza-sapere-di-non-esserlo/

ALESSANDRO DE ANGELIS E IL SUO VANGELO DELL’ANTICRISTO

ALESSANDRO DE ANGELIS E IL SUO VANGELO DELL’ANTICRISTO
Di Marco Vuyet
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E’ davvero DIFFICILE parlare di Alessandro De Angelis.

Le castronerie, le sciocchezze, le bugie che sono uscite dalla bocca di questa persona, ormai non si contano più.
De Angelis ha mostrato negli anni un PURO SPIRITO ANTICRISTO.
Senza ritegno, senza la minima vergogna o un briciolo di DECENZA,senza alcun timore, De Angelis ha semplicemente SPUTATO su tutto…su Dio Padre, su Gesù Cristo, sulla Bibbia, sui profeti… mostrando sempre un ORGOGLIO e una SUPPONENZA davvero spaventose.
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LO SPIRITO ANTICRISTO DI DE ANGELIS

“Gesù é un personaggio INVENTATO”
De Angelis ha ormai NEGATO il FIGLIO DI DIO in tutti i modi.
Da ogni video, da ogni dichiarazione, da ogni libro di De Angelis trasuda un ODIO INFINITO per il Salvatore, il Figlio di Dio.
De Angelis le ha tentate davvero tutte, ha inventato ogni sorta di sciocchezza, ha detto di TUTTO…De Angelis si contraddice SU TUTTO ma é SEMPRE “CERTO” di TUTTO…
“CERTAMENTE Gesù e gli apostoli NON SONO MAI ESISTITI”
“Gesù NON E’ CERTO mai esistito”
“Gesù ha CERTAMENTE avuto un figlio”
“Gesù era CERTAMENTE gay”
Dunque “Gesù non é mai esistito” ma “ha avuto un figlio” ed “era gay”… (…)
Finito? No.
“Gesu’ Cristo ERA UN RAZZISTA”
Altro?
Due miliardi e trecentomilioni di persone credono in un Gesù che NON VUOLE la loro salvezza,
visto che egli ordinò di NON PREDICARE a chi non è ebreo il regno di Dio e di non liberare chi è posseduto dal demonio”
De Angelis MENTE in modo OSCENO, veramente VERGOGNOSO.
“Poi disse loro: «Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a OGNI CREATURA”
Marco 16:15
De Angelis non é ancora soddisfatto…
Gesù era Barabba… Anzi no, era un alieno ibrido… Anzi no, era Giuseppe, anzi no, era Gesù degli apocrifi…
anzi no, era un SOTER inventato dai cristiani per essere competitivi (?) con le altre religioni…
Anzi no, Gesù era Giovanni il Battista…
Il circo del grottesco continua e arriva un nuovo “scoop mondiale”, De Angelis ne ha pensata ancora un’altra:
“GESU’ E’ IL FIGLIO SEGRETO DI ERODE IL GRANDE”
“Gesù ebbe due mogli: Erodiade e Marta SORELLA DI SUA MADRE”
E la beata Maria? La umile donna descritta nel Vangelo? DE ANGELIS ha uno scooop anche su di lei:
“Maria, la Madonna CERCO’ DI AVVELENARE suo marito Erode e per salvarsi fuggì con suo nipote Giuseppe con cui ebbe un figlio: Giacomo il Giusto”

A questo punto non resta che aspettare i prossimi titoli:

“IL MESSIA ERA FIGLIO DI PIPPO BAUDO” o “IL MESSIA SONO IO, DE ANGELIS!”
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De Angelis non conosce decenza, è davvero convinto che non dovrà mai rispondere a nessuno per le sue parole…
“Gesù diceva di NON PAGARE LE TASSE…”
??? In quale Vangelo? Quello di Pinocchio?

“Rendete dunque ciò che è di Cesare a Cesare, e ciò che è di Dio a Dio “secondo il Vangelo (Luca, 20, 25), così replicò Gesù agli “uomini subdoli”emissari dei sacerdoti, i quali gli domandavano se fosse lecito pagare il tributo a Cesare, da parte di un buon ebreo,
sperando in una sua risposta negativa che permettesse loro di denunciarlo ai Romani. Cristo, però, non cadde nel tranello.
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De Angelis ha anche NEGATO la resurrezione, offrendo la stessa dottrina del CORANO:

“GESU’ NON ANDO’ IN CROCE, MANDO’ UN ALTRO PERSONAGGIO,

lo leggerete sul mio libro…”
Alessandro De Angelis

Ovvio. Bisogna SEMPRE comprare qualcosa e il grande “esperto” continua a sfornare libri su libri e “scoop”.

Questo non sorprende… quello che è davvero triste è che questa persona abbia anche un pubblico pronto a bersi queste falsità.
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Dopo tante peripezie De Angelis finisce con l’offrire la PURA DOTTRINA GNOSTICA e MASSONICA la DOTTRINA GIOVANNITA:
“a distanza di duemila anni io oggi voglio svelare il segreto.
Il VERO Gesù é GIOVANNI IL BATTISTA, sono una
Oggi queste antiche eresie sono riproposte da moltissimi “iniziati” e “neo-gnostici”:
“la teoria che porto avanti é l’identificazione piena di Gesù con Giovanni il Battista”
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Mike Plato in conferenza

Naturalmente queste non sono AFFATTO “personali teorie di Mike Plato”, come forse si vorrebbe far credere,

ma PRECISE DOTTRINE da sempre CONSERVATE e TRASMESSE segretamente in ambiente

MISTERICO- ESOTERICO e MASSONICO.

Esiste una VERA VENERAZIONE MASSONICA per la TESTA del BATTISTA.

Negli statuti MASSONICI pubblicati nel 1721 si legge:

“I FRATELLI DI TUTTE LE LOGGE DI LONDRA, DI WESTMINSTER e DEI DINTORNI si

UNIRANNO NEL LUOGO CONVENUTO NEL GIORNO DI SAN GIOVANNI BATTISTA”

Questi “misteri” sono stati occultati in molti dipinti ed immagini ove si vede una TESTA associata all’”AGNELLO DI DIO”,

una vera PARODIA del Vangelo (Gesù Cristo non é mai stato decapitato):

stessa figura

La TESTA é ovviamente quella del BATTISTA DECAPITATO, considerato appunto dalla MASSONERIA

come il “VERO MESSIA”.

Il NOME GIOVANNI é infatti importantissimo per la MASSONERIA

ed é consuetudine fare l’elogio di Giovanni Battista il 24 giugno, “festa solstiziale”.

(non sorprende che DUE GIOVANNI siano stati “canonizzati” nello stesso giorno…)

La dottrina Gnostica/Giovannita é ovviamente FUNZIONALE

alla dottrina finale, l’AUTODIVINIZZAZIONE dell’UOMO.

Giovanni Battista é dunque considerato come una figura di salvatore e INIZIATORE ai “misteri” e
Gesù Cristo RIGETTATO come MESSIA e FIGLIO DI DIO.

ROSACROCIANI, MASSONI, GURU, GNOSTICI… portano TUTTI le stesse DOTTRINE
http://www.marcovuyet.com/ALARMA%20FALSI%20PROFETI32.htm

ALESSANDRO DE ANGELISI SCAMBIA GESU’ CON ALTRI PERSONAGGI

ALESSANDRO DE ANGELISI SCAMBIA GESU’ CON ALTRI PERSONAGGI

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ALESSANDRO DE ANGELIS SCAMBIA GESU’ CON ALTRI PERSONAGGI CHE CON GESU’ NON HANNO NESSUN LEGAME MANIPOLANDO ASSURDAMENTE LA STORIA E I VANGELI CON GRANDE ODIO VERSO GESU’ E CERCANDO IN TUTTI I MODI DI DISTRUGGERE IL VERO GESU’ FIGLIO DI DIO E NOSTRO SALVATORE.
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Vediamo che nei primi libri Gesù sarebbe Giovanni Battista che sarebbe Giovanni Gamala, e il cristianesimo sarebbe stato inventato sui miti pagani.
Negli ultimi libri Gesù sarebbe Erode Filippo il figlio di Erode il Grande e Mariamne II, e poi sarebbe il Sommo sacerdote Gesù Gamalliel,
mentre Giovanni Battista non è piu’ identificato con Gesù, ma rimane Giovanni di Gamala personaggio inesistente.
 
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ECCO COSA DICHIARA DE ANGELIS NEI  SUOI ULTIMI LIBRI
 

Gesù, il figlio segreto del re Erode il Grande-Libro Giugno 2015

http://www.alteraveritas.it/?p=8890

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sangue-reale-libro.php

Le sue scoperte rivoluzionarie lo hanno portato a un risultato sconcertante: Gesù sarebbe il figlio di re Erode il Grande.

È stato spesso enfatizzato dalla religione cristiana che il regno di Gesù non fosse di questo mondo. La ricerca storica, tuttavia, sembra recentemente indirizzata verso una opinione differente: Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono della Giudea, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

Intrighi, cospirazioni e congiure di palazzo ostacolarono il cammino del futuro re, costretto a fuggire con sua madre Maria in Egitto, episodio che fu all’origine della leggendaria “strage degli innocenti”.

Governatori, re e tetrarchi coinvolti in un sanguinario gioco di potere per il controllo della terra palestinese; un re che tentò, fino alla morte, di conquistare il trono che gli spettava di diritto.

 

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L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro    Dicembre 2015

           La discendenza reale del sangue di Cristo

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-ultimo-faraone-erode-gesu-libro.php

Il quadro che emerge è un Cristianesimo che trae molti dei suoi aspetti caratteristici dall’antico Egitto, primo fra tutti la similarità tra il culto mariano e quello della dea Iside,

legato alla celebrazione delle cosiddette “madonne nere”.

L’anello di congiunzione tra i due culti risulterebbero essere, secondo gli studi dell’autore, la ‘Vergine Maria, figlia della regina Cleopatra VII d’Egitto, e Giuseppe,

 nipote di Marco Antonio e della stessa Cleopatra.

L’autore prosegue spiegando i processi che furono alla base della nascita del Cristianesimo, avvenuta soprattutto grazie a Simone Pietro e Saulo Paolo,

 implicati nella congiura dei Pisoni e nell’incendio che colpì l’Urbe nel 64 d.C contro la reggenza di Nerone.

 

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RIASSUMIAMO COSA DICE DE ANGELIS  DI GESU’ IN QUESTI ULTIMI SUOI LIBRI

Gesù sarebbe il figlio di re Erode il Grande.

Il re senza corona: Gesù, il figlio segreto di Erode il Grande.

Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono della Giudea, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

Il primo profeta dell’Islam è stato Gesù, non Maometto, Gesù figlio del re arabo Erode il Grande.

 Gesù marito di Erodiade e di sua zia Marta con Lazzaro, Simeone e Salome figli, ucciso dagli arabo-idumei nel 65 trasformato nel cristo re redentore.

Saul e Simeone, nipote e figlio di Gesù, pluriomidici che incendiarono Roma sotto Nerone con la collaborazione di Seneca, Rufo ed altri altolocati romani e colpevoli della morte di migliaia di uomini, donne e bambini, trasformati in san Paolo e san Pietro.

Pietro e san Paolo erano figlio e nipote di Gesu, uccisi da Nerone per aver cospirato contro di lui incendiando Roma per destabilizzarlo politicamente, insieme a senatori e politici romani.

Fin qui abbiamo i seguenti figli di Gesù; Lazzaro, Simeone, Salome,( Pietro, il nipote Paolo, sono Simone e Saul).

Paolo di Tarso era il nipote di Gesù ed Erodiade sorella di suo padre.

Paolo era un brigante Erodiano di sangue reale che dopo aver ucciso e rubato agli ebrei decise di costruire su suo zio Gesù, il Cristo re redentore, in perfetta concordanza con la nobiltà romana con cui era imparentato grazie a sua madre Berenice di Cilicia.

Maria terza moglie di Erode il Grande che ebbe con lui Filippo e Gesù e Giacomo detto il Giusto con suo cugino Giuseppe.

Maria nel cerco di avvelenare il re  Erode il Grande, che scoprì tutto  e la costrinse a fuggire in Egitto.

Gesù ebbe due mogli: Erodiade con cui ebbe tre figli Salomè, Lazzaro e Simeone di Gerusalemme e con Marta sorella di sua madre Maria che sposò in tarda età.

 Gesù si salvò nel processo con Pilato e  morì nel 65 d.C. a Gerusalemme ucciso dai suoi connazionali arabo-idumei.

Gesù era ateo e non credeva nella resurrezione dell’anima e il suo lunghissimo discorso ai suoi connazionali prima di essere ucciso.

Lazzaro, Giuda l’Iscariota e Giuda Taddeo, ovvero i figli di Gesù, Simone e Giacomo.

Quindi Gesù ha altri figli, Giuda Iscariota, Giuda Taddeo, Giacomo.

Simone, Lazzaro e Salomè: i 3 figli di Gesù ed Erodiade

Gesù e Giovanni Battista, un complotto comune contro Antipa?

Gesù: prima muore poi compie l’ultima cena.

Giovanni Battista di Gamala e gli apostoli, inseriti tra i  fratelli di Gesù e replicati per portarne il numero a dodici, erano dei rivoluzionari figli di Giuda il Galileo. 

Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono di Israele, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

 Erode cercava il figlio Gesù perché era destinato a diventare il re d’Israele, e non per ucciderlo.

Gesù, saputo del viaggio di Antipa, avvisato da Giovanna, moglie di Cuza, amministratore delle ricchezze di Antipa, si accorda con Giovanni Battista, figlio di Giuda di Gamala, per attaccare Antipa.

Giovanni inizia a criticare Antipa per aver violato le leggi ebraiche, che non gli consentivano di sposare la moglie di suo fratello ancora vivente, e insieme a Gesù tentano una rivolta

 insieme al tetrarca.

Nel frattempo il suocero di Antipa, sapendo che stava ripudiando sua figlia, lo attacca con il suo esercito e, mentre impervia lo scontro, Giovanni e Gesù attaccano Antipa, che chiederà soccorso a Pilato.

Pilato li catturerà; mozzerà la testa a Giovanni, ma salverà Gesù, facendosi corrompere dal denaro offertigli dalla ricchissima Marta e da Giuseppe, suo cugino e padre putativo.

Nel processo Pilato accusa Gesù di essersi voluto dichiarare “re dei Giudei”, lo appende al palo, o stauros, e dopo poche ore, quando Giuseppe gli chiede il corpo di Gesù, acconsente affinché lo portino via.

Questo darà il via alle sue numerose apparizioni, che serviranno per la costruzione del mito della resurrezione di Gesù, che ritroviamo nel 64 d.C. come sommo sacerdote e marito di Marta, sua zia, nonché sorella di Maria.

Gesù è coinvolto  nella diatriba con Anano, che voleva uccidere il fratello di Gesù, Giacomo il Giusto, figlio di Maria e di Giuseppe. Gesù riuscirà a salvarlo, per essere poi ucciso nel 65 d.C.

Gesù insieme ad Anano per aver cercato di placare l’inizio della rivolta a Gerusalemme, che iniziò grazie alle angherie di Gessio Floro.

Mariamne II Boeto terza moglie del re Erode il Grande madre di Gesù.

Martha Boethos, sorella di Maria che diventerà sposa di Gesù quando rimase vedova.

A Gesù fu dato l’epiteto di “Gamala” in quanto si alleò con i rivoluzionari figli di Giuda di Gamala, quando attaccò il fratellastro Antipa che cercò di spodestarlo dalla successione della tetrarchia del fratello Filippo morto a cui doveva succedere, accordandosi con la moglie di Gesù, Erodiade, per unirsi in matrimonio con lei.

Tutti i figli di Erode il Grande hanno un nome tranne questo “Erode” in quanto era Gesù, successore al trono d’Israele in caso di morte di Antipatro che venne ucciso nel 4 a.C., processato dal governatore Varo insieme ad Erode il Grande.

Dopo essere fuggita in Egitto con Giuseppe e dopo aver avuto il tetrarca Filippo ed Erode Gesù con Erode il Grande, Maria ebbe un altro figlio con Giuseppe: Giacomo detto il Giusto.

La vera morte di Gesù raccontata da G. Flavio nel 68 d.C.:

Così parlò Gesù, ma la massa degli Idumei non gli dette ascolto, anzi era infuriata di non poter entrare immediatamente, mentre i capi fremevano all’idea di deporre le armi: a farlo per ingiunzione di altri pareva loro come di esser caduti prigionieri.[...]Durante la notte scoppiò un violento temporale con venti impetuosi, piogge torrenziali, un terrificante susseguirsi di fulmini e tuoni e spaventosi boati di terremoto. [...]A lui si affiancava degnamente Gesù, inferiore rispetto ad Anano, ma superiore agli altri. Debbo ritenere che dio, avendo condannato alla distruzione la città contaminata e volendo purificare col fuoco i luoghi santi, eliminò coloro che vi erano attaccati con tanto amore. E quelli che poco prima, avvolti nei sacri paramenti, avevano presieduto a cerimonie di culto di portata universale ed erano stati oggetto di venerazione da gente venuta nella città da ogni paese, era dato ora di vederli gettati ignudi in pasto ai cani e alle fiere. Su uomini siffatti io credo che la stessa virtù abbia lacrimato, lamentando di esser stata così calpestata dalla malvagità: tale fu la fine di Anano e di Gesù.

 

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In questa parte Gesù è stato scambiato con Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome.

Erode Filippo nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.

Gesù sarebbe anche il sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.  Gesù Gamaliel era zio di Erode Filippo, perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo.

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VEDIAMO COSA DICE LA STORIA

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ERODE FILIPPO I
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana. Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).
 
Alla sua nascita, Erode aveva ben due fratellastri che lo precedevano nella linea di successione, i fratelli Alessandro e Aristobulo, figli della seconda moglie di Erode il Grande, l’asmonea Mariamne I, che però, nel 7 a.C., quest’ultimo fece mettere a morte per aver complottato contro di lui.
La figlia di Aristobulo, Erodiade, era all’epoca minore, oltre che orfana, e il nonno la diede in moglie al proprio figlio Erode, che era suo zio. In questo modo Erode si legò alla dinastia asmonea, acquisendo diritti alla successione.[3] Tale matrimonio, però, mise in contrasto Erode il Grande col figlio primogenito, Antipatro (figlio della prima moglie di Erode), e dunque il sovrano decise di ricollocare Erode secondo nella linea di successione, proprio dopo Antipatro.
Nel 4 a.C. Antipatro fu accusato di complotto contro il padre e condannato a morte; però, poiché Mariamne (II) era venuta a conoscenza di tale complotto ma non ne aveva avvisato il marito, Erode il Grande la allontanò da corte e rimosse dalla linea di successione loro figlio Erode, che si trasferì a Roma con la moglie Erodiade.[4] Quindi, quando Erode il Grande morì, quello stesso anno, suo figlio Erode non fu tra i suoi eredi, e il suo regno fu spartito tra i restanti figli.
3) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.5.4.
4) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.116-119
Cathopedia

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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C. poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti. Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri, a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto. Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte. Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”. Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
Wikipedia

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Giuseppe Flavio, in Antichità Giudaica testimonia su Giovanni Battista e Gesù.
Giovanni Battista: (cap. 18,116-119);
Ad alcuni dei Giudei sembrò che l’esercito di Erode fosse stato annientato da Dio, il quale giustamente aveva vendicato l’uccisione di Giovanni soprannominato il Battista. Erode infatti mise a morte quel buon uomo che spingeva i Giudei che praticavano la virtù e osservavano la giustizia fra di loro e la pietà verso Dio a venire insieme al battesimo; così infatti sembrava a lui accettabile il battesimo, non già per il perdono di certi peccati commessi, ma per la purificazione del corpo, in quanto certamente l’anima è già purificata in anticipo per mezzo della giustizia. Ma quando si aggiunsero altre persone – infatti provarono il massimo piacere nell’ascoltare i suoi sermoni – temendo Erode la sua grandissima capacità di persuadere la gente, che non portasse a qualche sedizione – parevano infatti pronti a fare qualsiasi cosa dietro sua esortazione – ritenne molto meglio, prima che ne sorgesse qualche novità, sbarazzarsene prendendo l’iniziativa per primo, piuttosto che pentirsi dopo, messo alle strette in seguito ad un subbuglio. Ed egli per questo sospetto di Erode fu mandato in catene alla già citata fortezza di Macheronte, e colà fu ucciso”. (Ant. XVIII, 116-119).
Gesù: (cap. 18,63ss)
«Verso questo tempo visse Gesù, uomo saggio, ammesso che lo si possa chiamare uomo. Egli infatti compiva opere straordinarie, ammaestrava gli uomini che con piacere accolgono la verità, e convinse molti Giudei e Greci. Egli era il Cristo. E dopo che Pilato, dietro accusa dei maggiori responsabili del nostro popolo lo condannò alla croce, non vennero meno coloro che fin dall’inizio lo amarono. E ancor fino al giorno d’oggi continua a esistere la tribù dei cristiani che da lui prende il nome.»
Giacomo fratello di Gesù:(cap. 20, 199-203).
«Il più giovane Anano tuttavia, del quale ho menzionato più sopra la nomina a sommo sacerdote… apparteneva alla setta dei sadducei, i quali, come già s’è notato in antecedenza, nel giudizio erano più duri e spietati di tutti gli altri Giudei. Per gratificare questa sua durezza di cuore, Anano ritenne di aver trovato già ora, che Festo era morto e Albino non era ancora arrivato (si tratta di due procuratori romani: Porcio Festo governò dal 60 al 62 d.C. e Luccio Albino dal 62 al 64 d.C.), un’occasione propizia. Convocò perciò il sinedrio per il procedimento giudiziario e gli pose dinanzi il fratello di Gesù, che è detto il Cristo, di nome Giacomo, nonché alcuni altri, che egli accusò di trasgressione della legge, e li fece lapidare. Ciò però amareggiò anche i più zelanti osservanti della legge, i quali perciò inviarono in segreto ambasciatori al re (Agrippa II,) con la richiesta di invitare Anano – per iscritto – a non permettersi mai più, in futuro, di combinare azioni simili… Alcuni di loro andarono persino incontro ad Albino che era in cammino da Alessandria e lo informarono che Anano non aveva alcun diritto di convocare il sinedrio per procedimenti giudiziari, senza la sua approvazione… Agrippa peraltro, in seguito a ciò, già tre mesi dopo che aveva assunto la carica lo depose… »
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Testimonianze storiche su Gesù;
Plinio
Due decenni dopo, verso il 112 d.C., il governatore Plinio il Giovane scrive una lettera all’imperatore Traiano. In essa non si parla di Gesù, ma si accenna ai cristiani i quali, in Bitinia (Turchia), regione posta sotto il suo comando, erano “abituati a radunarsi prima del levare del sole, per cantare un carme a Cristo come a un Dio” (Epist., X, 96).
Plinio chiede lumi all’imperatore riguardo l’atteggiamento da tenere nei confronti dei cristiani. Sa che, in base alla legge, vanno con­dannati con l’accusa di empietà, perché rifiutano di credere nella reli­gione ufficiale dell’impero e mancano di rispetto verso l’imperatore. Denuncia, inoltre, che i Cristiani sono in gran numero nelle città e nelle campagne, ma reputa innocue le loro riunioni e sa che con giuramento si obbligano a non commettere furti, a non commettere adulterio, a resti­tuire i prestiti e a non tradire la Fede.
La lettera di Plinio all’imperatore Traiano “è la più antica testi­monianza pagana sulle assemblee liturgiche dei Cristiani primitivi e sul­l’Eucaristia” (MARTA SORDI, I cristiani e l’impero romano, Jaka Book, Milano 1984, p. 67).
La risposta di Traiano non si fa attendere. Noi la conosciamo ed abbiamo così fra le mani il “più antico documento ufficiale sui rapporti fra il Cristianesimo e lo stato romano” (MARTA SORDI, op cit., p 67). L’imperatore dispone che i Cristiani non devono essere ricercati, ma pos­sono essere perseguitati solo se denunciati da qualcuno purché non ano­nimo, salvo che, sacrificando agli dei dell’impero, non rinneghino la loro Fede.
La lettera di Plinio ci impone qualche riflessione. Nei primi anni del II secolo vi erano Cristiani che si radunavano per rendere gloria a Cristo come a Dio. Se anche l’esistenza di Gesù fosse stata solo una invenzione mitologica, ebbene questa doveva risalire almeno al I secolo, quindi in epoca molto vicina alla vita del Nazareno, quando potevano insorgere molti testimoni in grado di smascherare il pericoloso inganno.
Invece di questi non abbiamo notizia e anche Plinio non fa alcun cenno di presunte invenzioni. Al contrario dà per scontato ciò che ai suoi tempi era pacificamente accettato: un certo Gesù era effettiva­mente esistito qualche decennio prima.
Qui dobbiamo registrare un secondo punto a favore della documentata storicità dell’esistenza di Cristo, mentre il cartellino su cui marcare le testimonianze a sfavore segna ancora zero.
Tacito
Cinque anni dopo i fatti sopra ricordati, nel 117, lo storico Tacito scrive nei suoi Annali che Nerone, per evitare sospetti che potevano colpirlo a causa dell’incendio di Roma avvenuto nel 64 d.C., “ne presentò come rei e colpì con supplizi raffinatissimi coloro che il volgo, odiandoli per i loro delitti, chiamava Cristiani. L’autore di questa deno­minazione, Cristo, sotto l’impero di Tiberio (imperatore dal 14 al 37 d.C.,), era stato condannato al supplizio dal Procuratore Ponzio Pilato; ma, repressa per il momento, l’esiziale superstizione erompeva di nuovo, non solo per la Giudea, origine di quel male, ma anche per l’ Urbe, ove da ogni parte confluiscono tutte le cose atroci e vergognose” (Annales, XV 44).
Come è facile notare, Tacito aveva nei confronti dei Cristiani e della loro religione una pessima opinione ed un atteggiamento marcatamente ostile. Ma questo non è sufficiente per spingerlo ad accusare i Cri­stiani di essersi inventati l’esistenza di Cristo. Eppure, niente al pari di questa accusa, se provata, sarebbe valso a screditare defintivamente quella “esiziale superstizione”.
Ma Tacito ci fornisce anche un dato molto interessante. Stando a lui, che è uno storico, nel 64 a Roma vi era gente che si professava cristiana, dunque seguace di quel Cristo che era morto poco più di 30 anni prima. Nulla ci vieta di pensare che qualcuno della comunità romana, prima di trasferirsi dalla Palestina all’Urbe, abbia conosciuto personalmente Gesù. È questo, tra gli altri, il caso di Simon Pietro. Ma a noi interessa sottolineare che se l’esistenza di Cristo fosse stata inventata, qualcuno a Roma l’avrebbe certamente contestata e a Tacito, di questa falsificazione, ne sarebbe giunta l’eco. Invece, significativamente, non ci dà alcuna notizia di simili contestazioni.
Segnamo un terzo punto a favore della esistenza storica di Gesù, ma la nostra ricerca non è ancora giunta al termine.
Svetonio
Lo storico Svetonio, verso l’anno 120, ci lascia una indica­zione precisa sui Cristiani i quali, a suo dire, e come aveva rilevato Tacito, sotto Nerone furono “sottoposti a supplizi (…), razza di uomini d’una superstizione nuova e malefica” (Nero, 16).
Il giudizio di Svetonio sui Cristiani è fortemente negativo ed espresso con tinte di spregevole disprezzo. Egli avrebbe avuto buon gioco a svergognare la loro “superstizione nuova e malefica” se appena avesse saputo che era fondata su un personaggio mitologico, mai esistito. Invece, anche in questo caso, non troviamo accuse di questo genere.
Non solo. Egli ci informa che durante l’impero di Claudio (imperatore dal 41 al 54), predecessore di Nerone, furono “espulsi da Roma i Giudei i quali, ad impulso di Cresto, facevano frequenti tumulti” (Claudius, 25). Con tutta probabilità, l’espulsione citata da Svetonio avvenne tra il 49 e il 50 d.C. Tutti gli studiosi concordano nel ritenere che quel “Cresto” altri non sia che il Cristo e Svetonio, conoscendo troppo poco i Cristiani, lo crede presente a Roma.
A noi, però, interessa un dato: meno di 20 anni dopo la morte di Cristo, a Roma vi è già una comunità di suoi seguaci. È certamente passato troppo poco tempo per inventare l’esistenza di un Messia senza rischiare di essere scoperti e denunciati.
Segnamo un ulteriore punto, il quarto, a favore dell’esistenza storica di Gesù. Nessuna delle testimonianze storiche, non uno dei docu­menti che ci sono pervenuti, provenienti da ambienti non cristiani dei primissimi decenni dopo la morte di Cristo, contesta l’esistenza di Gesù.
Qualche decennio fa è stato scoperto un altro documento. È una lettera che uno storico siriaco, di nome Mara Bar Sarapion, indirizza a suo figlio nell’anno 73 d.C. In questa lettera viene ricordato come i Giudei avrebbero messo a morte il loro “saggio re”, dove il riferimento a Gesù, del quale non si fa tuttavia il nome, è comunque di una evidenza lampante.
Celso
Anche gli avversari accaniti del Cristianesimo non contestano l’esistenza storica di Gesù. Tra questi, merita di essere ricordato un filosofo di nome Celso, vissuto nel Il secolo, autore di scritti polemici contro la nuova religione. Ciò che conosciamo di lui proviene da Origene, che scrisse un’opera per confutarlo (Contra Celsum).
Tra il 178 e il 180, Celso mise mano ad uno scritto, forse pubblicato in due libri, fortemente polemico nei confronti del Cristianesimo. Egli mostra di conoscere bene la Bibbia e la letteratura cristiana apologetica dei primi secoli. Parlando dei Cristiani non conosce mezzi termini: li accusa di ignoranza, di fanatismo, di superstizione. Accusa Gesù di essere stato un ciarlatano, in possesso di arti magiche con le quali si spiegherebbero i miracoli che gli vengono accreditati.
Per la sua violenza verbale, Celso può essere considerato il Voltaire del Il secolo; tuttavia, nonostante questa avversione, non ha mai messo in dubbio l’esistenza storica di Gesù Cristo.
Per attaccare i Cristiani, Celso si serve di tutti gli argomenti a sua disposizione, ma non dell’unico che avrebbe avuto valore ultima­mente definitivo: quello di essersi inventati l’esistenza di Cristo. E anche questo dato, che va ad aggiungersi ai precedenti, deve essere tenuto in debita considerazione.
Altre testiminianze:
Giulio Africano cita lo storico Tallo in una discussione sull’oscurità che seguì alla crocifissione di Cristo (Fragmenta Historicorum Graecorum, frammento 8).
Luciano di Samosata fu uno scrittore greco del II sec. che ammise che Gesù era adorato dai cristiani, che introdusse nuovi insegnamenti e che fu crocifisso per loro. Egli disse che gli insegnamenti di Gesù includevano la fratellanza dei credenti, l’importanza della conversione e di rinnegare gli altri dèi. Inoltre, disse che i cristiani vivevano secondo le leggi di Gesù, si credevano immortali ed erano caratterizzati dallo sprezzo della morte, dall’abnegazione volontaria e dalla rinuncia ai beni materiali.

Fonte Giudaica
Il Talmud di Babilonia (Sanhedrin 43a) conferma la crocifissione di Gesù alla vigilia della Pasqua nonché le accuse mosse a Cristo di praticare la stregoneria e di incoraggiare i Giudei all’apostasia.

http://www.gotquestions.org/Italiano/Gesu-esisteva.html

 

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GLI ALTRI LIBRI DI ALESSANDRO DE ANGELIS CONTRO GESU’

Dove Gesù sarebbe Giovanni Battista e anche Giovanni Gamala.

 

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LAZZARO IL FIGLIO SEGRETO DI GESU’ LIBRO MAGGIO 2015

In questo libro Alessandro De Angelis e suo figlio Alessio dichiarano;

Incredibile, uno scoop dietro l’altro che devasteranno 2000 anni di inganni degli evangelisti. Gesù prima viene crocifisso e poi il giorno seguente va a fare l’…ultima cena. Questa e tantissime altre scoperte che riportiamo nei 10 punti sottostanti sui due libri”Il figlio segreto di Gesù” e “Lazzaro il figlio segreto di Gesù in prossima uscita a inizio maggio.
1) Giovanni Battista era Gesù.
2) Giovanni, san Giacomo e Simon Pietro erano figli del rivoluzionario Giuda di Gamala.
3) Lazzaro era il figlio di Gesù e nipote Giuda di Gamala.
4) Giuda il traditore era figlio di Simon Pietro e Giuda Taddeo di Giacomo.
5) Il tradimento di Giuda che cercò di spodestare Lazzaro dal trono di re d’Israele quando conquistarono Gerusalemme nel 66 d.C. e che per questo fu ucciso da Lazzaro.
6) Ricostruzione della morte di Giovanni/Gesù, Giacomo, Simon Pietro, Lazzaro, Giuda l’Iscariota il traditore e Giuda Taddeo.
7) Ricostruzione della cattura e processo di Gesù con Pilato ed Antipa.
8) Prove di come replicarono Giovanni, Giacomo e Simone per coprire i rivoluzionari, e di come replicarono Maria con Maria di Cleopa e Salome per dare nuove madri e padri ai personaggi replicati.
9) Prova di come Nazareth era Gamala, patria dei rivoluzionari e di Giuda il Galileo.
10) Prova di come i rivoluzionari coniarono moneta locale ed abolirono la schiavitù, per essere poi trasformati dal potere di Roma in pacifici predicatori e coercizzare i popoli, ieri come oggi.

https://www.facebook.com/IlFiglioSegretoDiGesu

RIASSUMIAMO

Gesù era Giovanni Battista, insieme a Pietro e Giacomo erano i figli di Giuda Gamala.

Lazzaro era figlio di Gesù, Giuda Iscariota di Pietro, Giuda Taddeo di Giacomo.

Quindi una rielaborazione della tesi di Luigi Cascioli che dichiarava che Gesù era Giovanni di Gamala, personaggio in realtà inesistente.

 

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Questo è lo stesso libro descritto sopra con diverso titolo;

Il Figlio Segreto di Gesù – Libro Dicembre 2014

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-figlio-segreto-di-gesu-libro.php

In questo libro Alessandro De Angelis e il figlio Alessio dichiarano;

Il figlio segreto sarebbe Lazzaro di Betania.

“Gesù allora, avendo visto la madre [ovvero la madre del discepolo che Gesù amava, NdA] e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:

 Moglie, ecco tuo figlio! Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”.

Quindi sotto la croce ci stava la moglie e il figlio.

 

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Incredibile, solo nel vangelo di Giovanni c’era Maria madre di Gesù sotto la croce, nella deposizione al sepolcro e nella resurrezione, insieme a Maria di Cleop…a e Maria di Magdala compagna di Gesù, negli altri vangeli è assente. Come è possibile? In realtà c’è anche negli altri vangeli, presente come Maria di Cleopa. Infatti abbiamo trovato le prove che Maria madre di Gesù è stata replicata in Maria di Cleopa, presente negli altri vangeli e Salome. ma a cosa serviva replicare la madre di Gesù? A nascondere i rivoluzionari Giacomo fratello di Giovanni Battista e Simone, figli del rivoluzionario Giuda di Gamala fondatore della setta degli zeloti, uccisi sotto Tiberio Alessandro nel 46/48, mentre Giovanni Battista alias Gesù fu ucciso tra il 35 ed il 36 d.C. da Pilato. Il più grande inganno che questo pianeta abbia mai conosciuto sta per essere svelato al mondo intero, serve solamente che ve ne accertiate e ci aiutate a diffondere le prove. Tutte le prove nei due libri “Il figlio segreto di Gesù” e “Lazzaro il figlio segreto di Gesù” in prossima uscita dove portiamo le prove che:
1) Giovanni Battista era Gesù.
2) Giovanni, san Giacomo e Simon Pietro erano figli del rivoluzionario Giuda di Gamala.
3) Lazzaro era il figlio di Gesù e nipote Giuda di Gamala.
4) Giuda il traditore era figlio di Simon Pietro e Giuda Taddeo di Giacomo.
5) Il tradimento di Giuda che cercò di spodestare Lazzaro dal trono di re d’Israele quando conquistarono Gerusalemme nel 66 d.C. e che per questo fu ucciso da Lazzaro.
6) Ricostruzione della morte di Giovanni/Gesù, Giacomo, Simon Pietro, Lazzaro, Giuda l’Iscariota il traditore e Giuda Taddeo.
7) Ricostruzione della cattura e processo di Gesù con Pilato ed Antipa.
8) Prove di come replicarono Giovanni, Giacomo e Simone per coprire i rivoluzionari, e di come replicarono Maria con Maria di Cleopa e Salome per dare nuove madri e padri ai personaggi replicati.
9) Prova di come Nazareth era Gamala, patria dei rivoluzionari e di Giuda il Galileo.
10) Prova di come i rivoluzionari coniarono moneta locale ed abolirono la schiavitù, per essere poi trasformati dal potere di Roma in pacifici predicatori e coercizzare i popoli, ieri come oggi.

https://www.facebook.com/IlFiglioSegretoDiGesu

 

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Gesù, il Che Guevara dell’Anno Zero – Libro Luglio 2014

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gesu-il-che-guevara-dell-anno-zero-libro.php

In questo libro Alessandro De Angelis dichiara;

Gesù e Giovanni detto Battista sono due personaggi inventati e costruiti sul rivoluzionario Giovanni, figlio di Giuda di Gamala.

Gli apostoli? Costruiti sui fratelli di Giovanni ed anche loro figli di Giuda.

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La Fine del Cristianesimo – Gesù e gli Apostoli non sono Esistiti: Le Prove – Libro Marzo 2012

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fine-del-cristianesimo-gesu-e-gli-apostoli-non-sono-mai-esistiti-le-prove-libro.php#

In questo libro Alessandro De Angelis e il figlio Alessio dichiarano;

  • Perché le uniche due testimonianze della sua esistenza, presenti nelle opere di Tacito e Giuseppe Flavio, sottoposte a una attenta analisi linguistica e filologica risultano essere dei clamorosi falsi?
  • Perché i quattro vangeli canonici, vale a dire gli unici documenti che testimoniano l’esistenza di Gesù, risultano essere dei falsi introdotti nel III secolo, ma redatti intorno a un fulcro del II secolo d.C.?
  • Perché alcune iscrizioni epigrafiche testimoniano l’esistenza dei cristiani prima della canonica venuta di Gesù?
  • Può la ricerca storica dimostrare la falsità dei racconti evangelici e attestare l’inesistenza di personaggi neotestamentari come gli Apostoli e san Paolo, quest’ultimo considerato come «l’inventore del Cristianesimo»?

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Giovanni il Galileo Ovvero Gesù-Libro Ottobre 2012

La fine del potere politico-economico della chiesa la truffa del debito pubblico e del global warming

In questo libro Alessandro De Angelis con il figlio Alessio dichiarano;

Descrizione di Giovanni il Galileo Ovvero Gesù, ripropongono  la tesi inventata da Luigi Cascioli.

 

 

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http://www.nocensura.com/2014/10/lo-scrittore-de-angelis-gesu-era-gay-e.html

15 Ottobre 2015

In questo articolo si parla che Alessandro De Angelis dichiara che Gesù era gay.

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Gesù sarebbe gay e il suo amante sarebbe l’Apostolo Giovanni.

Giovanni Apostolo sarebbe Giovanni di Gamala, ma anche Barabba e Giovanni Battista sono Giovanni di Gamala, in altri libri Gesù è Giovanni Gamala,

tesi copiata da Luigi Cascioli.

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VEDIAMO COSA DICE LA STORIA

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Vediamo che Giovanni Gamala non è un personaggio storico ma inventato.

Giovanni di Gamala è un personaggio del romanzo del XIX secolo For the Temple di George Alfred Henty. Il libro lo presenta come una figura eroica che combatte i Romani, specialmente quando essi decidono di distruggere il Tempio di Gerusalemme nel 70. Nel seguito del romanzo Giovanni si converte e diventa un discepolo di Gesù. Henty nella prefazione del suo libro specifica espressamente che Giovanni di Gamala è soltanto una sua creazione letteraria.
Luigi Cascioli, ex-seminarista italiano e poi militante ateo, nel libro La favola di Cristo afferma che la Chiesa avrebbe confuso deliberatamente Gesù con Giovanni di Gamala (che quindi sarebbe realmente esistito) e che questo sarebbe stato un pretendente al trono di Gerusalemme in quanto figlio di Giuda il Galileo e nipote del rabbino Ezechia, discendente diretto della dinastia degli Asmonei, fondata da Simone, figlio di Mattatia, e spodestata dalla dinastia erodiana. Secondo Cascioli i figli di Giuda furono: Giovanni primogenito, Simone, Giacomo il maggiore, Giuda, Giacomo il minore, Menahem ed Eleazaro.
Wikipedia

Per maggiori informazioni su Giovanni Gamala vedi ;

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=178

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VEDIAMO COSA DICE IL NUOVO TESTAMENTO

Nel Nuovo Testamento, Gesù è il Figlio di Dio, Dio incarnato, santissimo e purissimo, il Messia atteso dal popolo eletto, il Salvatore del mondo venuto sulla terra a salvare l’uomo dal peccato. Gesù non ha moglie e figli,  Gesù essendo Dio non vuole e non può sposarsi, Gesù però ha una bellissima sposa la Chiesa, poi Gesù chiede a chi puo’ di rimanere vergine.

I genitori di Gesù, Maria  e Giuseppe erano di Nazareth, della casa di David, Maria al momento del concepimento era una giovane fanciulla,

Gesù nacque per opera dello Spirito Santo,( i genitori di Maria sono San Gioacchino e Sant’Anna secondo la Tradizione).

Giovanni Battista è l’ultimo profeta del Vecchio Testamento, il Santo Messaggero mandato da Dio per preparare la via al Messia, San Giovanni Battista è cugino di Gesù, e i suoi genitori sono il sacerdote Zaccaria ed Ellisabetta cugina di Maria madre di Gesù.

Gli Apostoli e i fratelli di Gesù sono tutti santi e pieni di virtu’, non erano mai stati guerrieri.

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VEDIAMO COSA DICONO I VANGELI APOCRIFI E GNOSTICI

I Vangeli apocrifi dicono le stesse cose del Nuovo Testamento, solo che sono troppo romanzati, tardivi e non attendibili, la chiesa non li ha messi nel canone,
 ma si possono leggere.
I Vangeli gnostici erano conosciuti anche dai Padri della chiesa, ma non ci sono cose strane riguardo a Gesù, per il fatto che lo gnosticismo rende Gesù completamente divino e trascendente, poi sono tardivi, non attendibili, e specialmente dicono eresie gnostiche e poco cristiane, la chiesa li vieta come eresie.
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CENTRO ANTI-BLASFEMIA

Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.c, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.c esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.c ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!

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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ges%C3%B9_storico

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

Data di nascita di Gesù

https://it.wikipedia.org/wiki/Data_di_nascita_di_Ges%C3%B9

Data di morte di Gesù

https://it.wikipedia.org/wiki/Data_di_morte_di_Ges%C3%B9

San Paolo di Tarso

https://it.wikipedia.org/wiki/Paolo_di_Tarso

Giovanni di Gamala personaggio inventato

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=178

Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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Appendice:

MARIAMNE II FAMILY

Mariamne II Boethus

Birthdate: circa -45
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Daughter of Simon ben Boethus, High Priest
Ex-wife of Herod “The Great”, King of Judea
Mother of Herod Philip “Herod II’ of Judaea
Sister of Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Simon ben Boethus, High Priest

Birthdate: circa -64
Death: Died -5
Son of Boethus of Alexandria
Father of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Boethus of Alexandria

Birthdate: estimated between 129BCE and 69BCE
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Father of Simon ben Boethus, High Priest

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Martha daughter of Boethus

Birthdate: circa 14
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Daughter of Simon ben Boethus, High Priest
Wife of NN 1st husband of Martha ‘daughter of Boethus’ and Joshua ‘Jesus’ ben Gamla / Gamaliel, High Priest of Iudaea
Mother of NN son of 1st husband of Martha ‘daughter of Boethus’, Priest
Sister of Mariamne II Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Simon Cantharus (Boethus), Sadducee High Priest

Birthdate: before 3
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Son of Simon ben Boethus, High Priest
Father of Elioneus Cantharus, Sadducee High Priest
Brother of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Joazer Boethus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Joazer Boethus, Sadducee High Priest

Birthdate: circa 34
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Son of Simon ben Boethus, High Priest
Brother of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest and Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

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Eleazar Boethus, Sadducee High Priest

Birthdate: estimated between 35BCE and 25
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Son of Simon ben Boethus, High Priest
Brother of Mariamne II Boethus; Martha daughter of Boethus; Simon Cantharus, Sadducee High Priest and Joazer Boethus, Sadducee High Priest

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Herod King of Judaea

Hebrew: הורדוס King of Judaea, Greek: Ἡρῴδης King of Judaea, Dutch: Herod (הוֹרְדוֹס) the Great, Client King of Judah
Also Known As: “Herodes (Ἡρῴδης; Hērṓidēs)”
Birthdate: -73
Birthplace: Edom, Dead Sea Valley, (now Jordan)
Death: Died March 1, -4 in Jericho, Judea
Place of Burial: Herodium, Judea
Immediate Family: Son of Antipater II ‘the Idumaean’, Procurator of Judaea and Cypros – Kypros – Kufra of Nabatea- Arabia
Husband of Mariamne I, princess of Judaea; Malthace of Samaria; Cleopatra of Jerusalem; Pallas; Phaedra and 1 other; and Elpis « less
Ex-husband of Doris of Judaea and Mariamne II Boethus
Father of Antipater III of Judea; Alexander, Prince of Judaea; Salampsio Princess of Judaea; Aristóbulus IV, Prince of Judaea; Cypros , Princess of Judaea and 10 others; NN son of Herod the Great & Mariamne I; Herod Philip “Herod II’ of Judaea; Olympias Daughter of Herod ‘the Great’; Herod Archelaus, Ethnarch of Samaria Judaea and Edom; Herod Antipas,Tetrarch of Galilee and Perea; Philip, Tetrarch of Judaea; Herod of Judaea; Phasael ‘by Herod’ of Judaea; Roxane of Judaea and Salome of Judaea « less
Brother of Phasael I of Judea; Josephus brother of Herod the Great; Pheroras Tetrarch of Perea and Salome I of Judaea
Occupation: King of Judea, King Of Judea, Roy de Judée

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Herod Philip “Herod II’ of Judaea (Boethus)

Birthdate: circa -27
Death: Died 33
Immediate Family: Son of Herod “The Great”, King of Judea and Mariamne II Boethus
Ex-husband of Herodias of Judaea
Father of Salome of Judaea
Half brother of Antipater III of Judea; Alexander, Prince of Judaea; Salampsio Princess of Judaea; Aristóbulus IV, Prince of Judaea; Cypros , Princess of Judaea and 9 others; NN son of Herod the Great & Mariamne I; Olympias Daughter of Herod ‘the Great’; Herod Archelaus, Ethnarch of Samaria Judaea and Edom; Herod Antipas,Tetrarch of Galilee and Perea; Philip, Tetrarch of Judaea; Herod of Judaea; Phasael ‘by Herod’ of Judaea; Roxane of Judaea and Salome of Judaea « less

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Herodias of Judaea

Birthdate: circa -15
Death: Died 40
Immediate Family: Daughter of Aristóbulus IV, Prince of Judaea and Berenice, Princess of Judaea
Wife of Herod Antipas,Tetrarch of Galilee and Perea
Ex-wife of Herod Philip “Herod II’ of Judaea
Mother of Salome of Judaea
Sister of Herod Agrippa I; Herod III Pollio, King of Chalcis; Mariamne III of Judaea and Aristobulus Minor V of Judaea

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Salome of Judaea (daughter of Herodias)

Greek: Σαλωμη of Judaea (daughter of Herodias)
Birthdate: estimated between 10BCE and 32
Death: (Date and location unknown)
Immediate Family: Daughter of Herod Philip “Herod II’ of Judaea and Herodias of Judaea
Wife of Aristobulos of Chalcis and Philip, Tetrarch of Judaea
Mother of Herod of Chalcis; Agrippa of Chalcis and Aristobulos of Chalcis

 

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Joshua ‘Jesus’ ben Gamla / Gamaliel, High Priest of Iudaea

Also Known As: “Jesus ben Gamala”, “Yehoshua ben Gamla”
Birthdate: circa 34
Death: Died 68 in Jerusalem, Israel
Cause of death: killed with Ananius by Zealots taking retribution for Ananius’ stoning of James the Just
Immediate Family: Son of NN father of Joshua ‘Jesus’ Gamla / Gamaliel
Husband of Martha daughter of Boethus

 

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http://www.geni.com/people/Mariamne-II/6000000015496325268

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Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia

https://sites.google.com/site/centroantiblasfemia/

 

 

 

 
 
 
 
 
 

LE FALSITA’ BLASFEME DI ALESSANDRO DE ANGELIS A CONFRONTO CON LA VERITA’ STORICA

ALESSANDO DE ANGELIS DICHIARA

La famiglia di Maria figlia di Simone Boeto:
1) Erode Gesù, generato con Erode il Grande.
2) Eleazar o Lazzaro Boeto suo fratello. Eleazar o Lazzaro suo nipote e figlio di erode Gesù.
3) Marta Boeto, sorella di Maria e zia di Gesù che poi sposerà dopo essere rimasta vedova.
4) Joazar, fratello di Maria, sommo sacerdote nel 4 a.C.

Maria “Vergine” era la figlia della regina Cleopatra.

Maria è la madre del tetrarca Filippo e di Gesù con suo marito il re Erode.

Maria è la madre di Giacomo, Simone, Giuda e Giuseppe con Giuseppe “falegname” nipote di Marco Antonio e di Cleopatra.

Maria figlia di Cleopatra e di Simone Boeto, sacerdote del culto di Iside ad Alesandria con Cleopatra e sorella di Marta, Lazaro e madre di Gesù, che nei vangeli va a casa di Simone il nonno, dove vi era Maria che gli unge i piedi di olio, Marta e Lazzaro. Questo Gesù muore nel 68 d.C.
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Gesù è morto il 68 d.c, il suo corpo fu mangiato dai cani.

Gesù era figlio di Erode Il Grande.

Maria madre di Gesù era figlia do Cleopatra ed era moglie di Erode.

Giuseppe padre di Gesù era nipote di Marco Antonio e di Cleopatra.

Gesù era marito di Erodiade e padre di Salomè.

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STORIA

Escludiamo per brevità Gesù e la S.V.Maria, personaggi molto conosciuti, e proponiamo accenni storici dei personaggi che De Angelis ha falsificato per costruire la sua tesi assurda, falsa e blasfema.

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Erode il Grande

Erode viene spesso ricordato come un assassino che, spinto dall’invidia, arrivò a uccidere non solo i suoi familiari ma anche dei bambini indifesi. Quando astrologi provenienti dall’Oriente gli annunciarono la nascita di un bambino che un giorno sarebbe diventato re, Erode finse di volergli rendere omaggio. Incaricò gli astrologi di trovare il bambino. Quando però Dio li avvertì di non tornare da Erode, questi ordinò lo sterminio di tutti i maschi dai due anni in giù che erano a Betleem, la città in cui gli astrologi avevano trovato Gesù, e nei distretti circostanti. — Matteo 2:1-18.

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Erode il Grande  (n. circa 73a. C. – m. 4 a. C.) Figlio di Antipatro, un Idumeo giudaizzato. Alla fine del suo regno nacquero Giovanni Battista e Gesù; secondo Matteo (2, 16), appresa dai magi la notizia della nascita di Gesù, da essi qualificato “re dei Giudei”, E. fece uccidere tutti i maschi nati a Betlemme e nel territorio circostante, dall’età di due anni in giù (la strage degli innocenti). Il carattere di E. nel Vangelo corrisponde alla fama di crudeltà che acquistò con l’assassinio dei suoi familiari. Ma il suo regno non fu comunque privo di benemerenze nel campo dell’amministrazione civile e militare: ad E. si deve anche la grandiosa trasformazione del tempio di Gerusalemme, inaugurato nel 10 a. C.

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Erode sposò dopo la seconda Mariamne altre cinque donne, di non molta importanza politica. Da queste il re giudeo ebbe molti figli ma due erano i suoi prediletti: Aristobulo e Alessandro, figli dell’amata Mariamne I. Salomè, sorella di Erode, ancora carica di odio nei confronti della cognata, non voleva che i due figli salissero al trono e calunniò anche loro in presenza del fratello, accusandoli di volerlo uccidere in una congiura. Antipatro III, altro figlio del re, anche lui partito per Roma (in un secondo momento però), cominciò a calunniare anche lui i fratelli. Il suo vero scopo era quello di impossessarsi lui stesso del trono. Erode chiese udienza all’imperatore che, nel 12 a.C., dopo aver giudicato i due principi, comprese quanto loro fossero innocenti e tolse i dubbi dall’animo del loro sempre guardingo padre. Questi, reso continuamente diffidente dalle calunnie di Salomè ed Antipatro, decise di torturare alcuni amici di Alessandro per farli confessare. Uno di questi, soffrendo per la pena, preferì mentire piuttosto che continuare a subire quel supplizio. Alessandro venne così rinchiuso in prigione. Il re di Cappadoccia, suocero del giovane principe, decise di recarsi da Erode per discutere sull’accaduto. Alla fine la famiglia poté riconciliarsi e Alessandro venne così liberato.

 

Intanto, il re degli Arabi, Sileo, sfruttando questo momento di debolezza, decise di istigare Erode ad attaccarlo. Questi con l’aiuto del governatore di Siria, Saturnino, rispose al suo affronto cadendo però nella sua trappola. Sileo voleva infatti screditare Erode agli occhi di Ottaviano, facendogli credere che questi volesse ampliare il proprio territorio. L’imperatore si offese enormemente e solo un’ambasceria, con a capo Nicola di Damasco[3], riuscì ad alleviare la sua collera.

Tornarono però alle orecchie di Erode le accuse contro i suoi figli. Questi decise dunque di provvedere e mandò messaggeri presso Augusto, affinché desse responso. L’imperatore diede la possibilità all’alleato giudeo di processare i figli purché vi fossero presenti alcuni rappresentanti di Roma. Saturnino, governatore di Siria e gli altri romani presenti, decretarono la colpevolezza dei due principi, che furono dunque condannati a morte per strangolamento. Era il 7 a.C.

Antipatro III, rimasto indiscusso successore, (benché Erode avesse ancora altri figli) si recò a Roma quale principe ereditario di Giudea. Erode designò comunque Erode Filippo, figlio di Mariamne II, come successore nel caso accadesse qualche sciagura ad Antipatro. Quest’ultimo aveva organizzato un piano con lo zio Peroras, allo scopo di uccidere il re. Peroras avrebbe dovuto far morire Erode mentre Antipatro era a Roma e dunque senza colpa ufficiale. Le cose però non andarono come questi aveva progettato. Peroras, per un futile errore, aveva bevuto la coppa avvelenata ed Erode aveva scoperto il piano del figlio. Al suo ritorno Antipatro venne prima imprigionato e poi ucciso.

La morte

Colpito da una gravissima malattia, Erode decise di fare suoi successori i tre figli più anziani, Archelao, sarebbe divenuto re, Erode Antipa tetrarca di Galilea, Erode Filippo tetrarca di Batanea, Penea e altri territori.

La successione

Alla morte di Erode bisognava dunque far rispettare l’ultimo dei suoi tre testamenti che designava Archelao come principe ereditario di Giudea e Samaria, Erode Antipa come tetrarca di Galilea e Perea ed Erode Filippo come tetrarca di Iturea, Batanea e altri territori adiacenti. Il testamento però non poteva essere eseguito senza l’approvazione di Augusto. Ad esso erano contrari in molti, primo fra tutti Erode Antipa, che nel precedente testamento doveva divenire re di Giudea, e inoltre anche alcuni esponenti del clero giudaico.

Per perorare la propria causa, si recarono a Roma prima Archelao e poi il suo avversario Antipa. I Giudei, avversi da sempre alla dinastia erodiana, non rimasero però con le mani in mano e decisero di inviare una delegazione di cinquanta membri per richiedere all’imperatore la cancellazione della stirpe regale e l’annessione della Palestina al consolato di Siria. Augusto non ascoltò questi ultimi ma cercò di risanare i conflitti della famiglia del defunto Erode. Diede dunque ad Archelao il governo dei territori stabiliti dal padre, nominandolo però solo etnarca e non re. Ad Antipa e Filippo, rimasti tetrarchi, rimasero i domini assegnati, ma il piacere di aver cancellato le speranze del fratello. La mossa politica di Augusto fu molto sagace, sicuro com’era di imperare sul regno affidandosi ai nuovi sovrani, come un tempo aveva fatto col vecchio Erode, o eliminandoli se avessero fallito.

Archelao non resse a lungo alla prova. Tirannico e spietato come il padre, non possedeva però la sua fine astuzia. Nel 6 d.C. una nuova delegazione, formata stavolta da Giudei e Samaritani, si recarono dall’imperatore per chiedere la destituzione di Archelao. Augusto lo processò e, non convinto dai suoi propositi, lo mandò in esilio nelle Gallie e diede il dominio dei suoi territori al consolato di Siria.

Erode Filippo dimostrò di essere un sovrano accorto e di indole tranquilla. Ricostruì alcune città antiche, come ad esempio Panion, che egli riedificò e dedicò all’imperatore, chiamandola Cesarea di Filippo, per distinguerla da quella costruita dal padre. Rimase sul trono fino alla morte, avvenuta nel 34 d.C.

Erode Antipa, che alla morte del padre aveva solo diciassette anni, si dimostrò furbo e accorto come lui, riuscendo a regnare per ben quarantaquattro anni. Anche lui però fece la fine di Archelao. Dopo aver abbandonato la prima moglie per sposarsi con la cognata Erodiade, moglie di Filippo, Antipa si attirò le ire del padre della prima, Areta re dei Nabatei, che decise di muovere guerra contro di lui. Il tetrarca ne rimase sconfitto ma riuscì a mantenere il trono. Durante il regno di Caligola venne però condannato, come il fratello, all’esilio nelle Gallie. I suoi domini furono posti nelle mani di Erode Agrippa I, che aveva causato la sua condanna.


 

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Famiglia di Erode il Grande
Moglie Figli
Doride
  • Antipatro, morto nel 4 a.C.
Mariamne I
  • Alessandro, morto nel 7 a.C.
  • Aristobulo, morto nel 7 a.C.
  • Salampsio
  • Cipro
Mariamne II
  • Erode II, morto nel 6 d.C.
  • Erode Filippo
Malthace
  • Archelao, etnarca di Giudea
  • Erode Antipa, tetrarca di Galilea
  • Olimpia
Cleopatra di Gerusalemme
  • Erode Filippo II, tetrarca di Perea
  • Erode
Pallade
  • Fasaele
Fedra
  • Rossane
Elpide
  • Salomè

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Erode il Grande
(37-4 a.C.)
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| + Doris       | + Mariamne I       | + Mariamne II      | + Maltace       | + Cleopatra
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Antipatro I         |               
Filippo I                |         Erode Filippo II
                     |                                         |        (4 a.C. – 34 d.C.)
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|                |                         |                |
Alessandro      Aristobulo            
Erode Archelao       Erode Antipa
                             |                (4 a.C. – 6 d.C.)     (4 a.C – 39 d.C.)
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|                |              |
Erode di Calcide    Erode Agrippa I    Erodiade
(41-48)          (37-44)
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|                |              |
Erode Agrippa II     Berenice        Drusilla
(48-70)

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Mariamne (terza moglie di Erode il Grande)

Mariamnefiorì 25 a.C.-4 a.C. (greco: Μαριάμη o Μαριάμμη; … – …), fu la terza moglie di Erode il Grande, seconda con questo nome. Cadde in disgrazia presso il marito, che la allontanò da corte.

Mariamne era la figlia di Simone Boeto, un sacerdote ebreo di Gerusalemme ma nativo di Alessandria d’Egitto. Aveva fama di essere una bellissima donna, «la più bella donna dell’epoca», riferisce lo scrittore Flavio Giuseppe.[1] La fama di Mariamne raggiunse Erode il Grande, che conobbe la ragazza innamorandosene, e decise che sarebbe stato opportuno sposarla. Il problema era che Simone era un semplice sacerdote e non sarebbe stato opportuno imparentarsi con lui; Erode, allora, tolse l’onore del sommo sacerdozio a Gesù figlio di Phiabet e lo conferì a Simone (25 a.C.), rimuovendo tale ostacolo al matrimonio con Mariamne.[1]

Dal matrimonio tra Mariamne ed Erode nacque Erode Filippo I (anche noto come Erode Boeto), marito di Erodiade e padre di Salomè. Filippo era il quarto figlio maschio di Erode, dopo Antipatro (figlio della prima moglie Doride) e Alessandro e Aristobulo (figli di Mariamne); nel 7 a.C. Erode fece giustiziare per tradimento Alessandro e Aristobulo, e Filippo divenne secondo nella linea di successione.

Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo: Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie, depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.

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Cleopatra di Gerusalemme (fiorì) 25 a.C. – dopo il 4 a.C.) fu la quinta moglie di Erode il Grande.

Biografia

Nulla si conosce delle origini di Cleopatra.[1] Sposò Erode nel 25 a.C.[2] e gli diede due figli: Filippo (II), nato nel 20 a.C., ed Erode II, nato nel 18 a.C. circa.[3]

Sopravvisse alla morte di Erode avvenuta nel 4 a.C.[4]

 

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Erode Filippo I

   

Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana. Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.

Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).

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Viene citato da Giuseppe Flavio (18,5,1.4) col nome di “Erode”, senza alcuna specificazione, mentre nei vangeli viene citato come “Filippo” (Mt 14,3; Mc 6,17; v. anche Lc 3,19 che non riporta il nome)

 

La tradizione ha unificato l’ “Erode” di Giuseppe Flavio col “Filippo” dei vangeli sulla base della indicazione comune a entrambi del matrimonio con Erodiade. Dato che le fonti ci parlano di un altro “Erode Filippo“, tetrarca della Traconitide, è prassi diffusa che il primo venga identificato come “Erode Filippo I” (oppure “Erode II”, oppure “Erode Boeto”, dal nome del nonno materno Simone Boeto, sommo sacerdote), mentre il tetrarca viene indicato come “II”.

Tuttavia questa tradizionale identificazione viene contestata da diversi studiosi contemporanei. Secondo il passo succitato delle Antichità (18,5,4), la figlia di Erodiade e questo Erode, Salomè, in seguito sposò il “tetrarca Filippo”. Mc dunque (ripreso da Mt e Lc), che parla di un “Filippo” fratello di Antipa avrebbe fatto confusione coniugandolo ad Erodiade, e non a Salomè come indica Giuseppe. Il passo Mc 6,17 “corretto”, cioè in accordo con Giuseppe, suonerebbe “Erode [Antipa] infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Erode*, che egli aveva sposata”. Scrive Meier: “Per cercare di scagionare Marco da un madornale errore storico, i commentatori cristiani hanno tradizionalmente parlato di “Erode Filippo” (scagionamento mediante conflazione), ma un tale poltergeist erodiano non è mai esistito al di fuori della mente di esegeti conservatori” (2003: 265); “quando si tratta dell’imprigionamento e della morte di Giovanni, è Flavio Giuseppe, non Marco, che deve essere la nostra fonte principale” (ib.:272), che cita anche Taylor, Theissen, Feldman, Schenk e Aus come studiosi che optano per un errore marciano.

Di contro, a favore dell’interpretazione tradizionale che unifica l’”Erode” di Giuseppe col “Filippo” di Mc, gioca la constatazione che “Erode” rappresentava per la dinastia erodiana un nome familiare, non un nome proprio (Erode Antipa, Erode Archelao, Erode Agrippa I e II, Erode di Calcide, più un ignoto Erode figlio di Salomè), ed è possibile che l’”Erode” di Giuseppe avesse un nome proprio taciuto da Giuseppe ma ricordato da Mc. Rimane la difficoltà di due fratelli con lo stesso nome (Filippo), che è in contrasto con la tradizione onomastica ebraica dell’epoca (non sono testimoniati al di fuori della dinastia erodiana due fratelli omonimi, v. Ilan): può essere ricondotta al sentimento del padre Erode il Grande di sentirsi al di sopra dei normali schemi sociali, e ad ogni modo altri due suoi figli erano omonimi, cioè il primogenito Antipatro e Erode Antipa (abbreviazione di Antipatro). Ancora, è improbabile che i tre evangelisti abbiano commesso un tale errore, dato che scrivevano in un’epoca relativamente vicina agli eventi narrati quando doveva essere ancora vivo il “gossip” popolare sulla famiglia erodiana, che doveva comprendere i principali protagonisti dello “star system” ebraico. In definitiva la visione tradizionale sembra ancora essere saldamente attestata tra gli studiosi: Meier cita Guelich, Hohner; v. anche Bibbia TOB: “Erodiade, figlia di Aristobulo e di Berenice, moglie di Erode Filippo (da non confondere con il tetrarca); essa sposò più tardi in modo illegale Erode Antipa; sua figlia Salomè divenne moglie del tetrarca Erode Filippo” (n. a Mt14,3); Bibbia CEI 2008: “Antipa aveva preso in moglie Erodiade, già sposa del suo fratellastro Filippo, ripudiando per questo la figlia del re nabateo Areta IV” (n. ib.).

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Erodiade

Erodiade [1] (Gerusalemme?, 15 a.C. ca.; † Lione?, 39o più tardi) è un personaggio del Nuovo Testamento, principessaebrea, dai Vangeli indicata come la responsabile della decapitazione di Giovanni il Battista.

Le notizie sulla sua vita sono poche e sporadiche, trasmesse in particolare da Giuseppe Flavio[2] e dai brani evangelici relativi al martirio di Giovanni il Battista (Mt 14,3-11; Mc 6,17-28; Lc 3,19).

Cenni biografici

Parentele e i primi anni

La vita di Erodiade si inserisce negli intricati legami della dinastia erodiana e dei giochi di potere che la caratterizzarono. Era figlia di Aristobulo IV (figlio di Erode il Grande e della sua seconda moglie Mariamne I) e Berenice, cugina di Aristobulo (in quanto Berenice era figlia di Salomè I sorella di Erode il Grande).

Aveva come fratelli pieni (cioè figli di Aristobulo e Berenice) Erode di Calcide (tetrarca della città a nord della Giudea), Erode Agrippa I (re della Giudea), Aristobulo V (poi sposo di una principessa siriaca) e Mariamne III (poi moglie di Erode Archelao etnarca di Giudea).

Erodiade sposò in primo matrimonio Erode Filippo I, suo zio (in quanto figlio di Erode il Grande e della sua terza moglie Mariamne II). Il primo marito viene identificato dal solo titolo gentilizio “Erode” da Giuseppe Flavio, mentre le narrazioni evangeliche lo chiamano “Filippo” (deve però essere distinto da Erode Filippo II). Dalla loro unione nacque Salomè. Agli occhi di Erodiade questo matrimonio non doveva sembrare particolarmente prestigioso, dato che Erode Filippo I appare come un erodiano minore che non ha rivestito alcun ruolo regale.

Il matrimonio illecito

In seguito Erodiade ripudiò il primo marito per sposare Erode Antipa, ancora un suo zio (in quanto figlio di Erode il Grande e della sua quarta moglie Maltace) e re (propriamente “tetrarca”) della Galilea. Antipa ed Erodiade, secondo Giuseppe Flavio, si erano conosciuti a Roma, mentre lei era ancora vincolata dal primo matrimonio. Anche Antipa, per sposare Erodiade, ripudiò la sua prima moglie, figlia del re nabateoAreta IV. A causa del ripudio della prima moglie Erode Antipa dovette affrontare uno scontro armato col re nabateo, dal quale ne uscì sconfitto; tale fatto provocò la reazione dell’imperatoreTiberio[3].

Con questo secondo matrimonio Erodiade si attirò la riprovazione della nazione giudaica. Così Giuseppe Flavio: “Erodiade, agendo contro la legge dei nostri padri, sposò Erode [Antipa]“.[4] Secondo il diritto religioso ebraico la relazione era illecita per un duplice motivo, dato che un uomo non può sposare sua cognata essendo il fratello ancora vivente (Lev 18,16; 20,21), e non concepiva il ripudio del marito da parte della moglie (cosa lecita però secondo il diritto romano).

Secondo i vangeli il matrimonio illecito e incestuoso tra Erodiade e Antipa era apertamente rimprovarato da Giovanni il Battista (cf. in particolare Mt 14,4; Mc 6,18-19), cosa che sembra aver lasciato inerte Antipa, ma mosso Erodiade a profonda sete di vendetta. Questa infatti compare nei Vangeli in relazione all’imprigionamento e all’uccisione di Giovanni Battista, dei quali è ritenuta responsabile: sua figlia Salomè (anonima nel testo evangelico) aveva danzato davanti a Erode Antipa ed era stata da lui apprezzata, tanto che il re le aveva permesso di chiederle qualunque cosa. La giovane si rivolse alla madre Erodiade e questa, vendicandosi dei rimproveri pubblici lanciati dal Battista, le fece richiedere la testa di Giovanni. Giuseppe Flavio non fa però alcuna menzione di un suo coinvolgimento nella fine del Battista.

Gli ultimi anni

Le Antichità Giudaiche riferiscono altre notizie relative ad Erodiade:

  • Erodiade intercesse presso Erode Antipa per Agrippa che era caduto in miseria, e quegli lo nominò commissario dei mercati di Tiberiade[5].
  • Nel 39, quando suo fratello Agrippa fu nominato re dall’imperatore Caligola, Erodiade convinse Erode Antipa a recarsi a Roma a reclamare anche per sé il titolo regale. Caligola, avendo ricevuto da Agrippa delle lettere di accusa contro Antipa, non solo gli tolse la tetrarchia a beneficio di Agrippa, ma lo esiliò a Lione, in Gallia. Erodiade, graziata da Caligola per il fatto di essere sorella di Agrippa, scelse di seguire Erode Antipa in esilio[6].

Non si conosce nulla né della fine di Erodiade né di quella di Erode Antipa[7].

Note
  1. In greco Ερωδιάς o Ηρωδιάς o Ηρωδιάδα, in latino Herodias, cfr. anche Erodiade in Enciclopedia Treccani online.
  2. Cf. in particolare Antichità giudaiche 18,5,1 (110); 18,5,4 (136).
  3. Antichità Giudaiche 18,5,1 (109-115).
  4. Antichità Giudaiche 18,5,4 (136)
  5. Antichità Giudaiche 18,6,2 (148-9).
  6. Antichità Giudaiche 18,7 (240-255).
  7. Giuseppe Ricciotti (1950) 515.

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Salomè

Salomè (14 circa – tra il 62 ed il 71) fu una principessa giudaica, figlia di Erodiade e di Erode Filippo I, protagonista di un episodio narrato nel Vangelo di Marco (6,17-28) e nel Vangelo di Matteo (14,3-11), che la vede come protagonista nella vicenda del martirio di Giovanni Battista.

Erodiade, madre di Salomè, abbandonò il marito Erode Filippo I e andò a convivere con il cognato, il re Erode Antipa. Giovanni Battista condannò pubblicamente la condotta dello zio di Salomè; questi allora lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare.

Giuseppe Flavio riferisce che Salomè, in seguito, sposò il tetrarca Filippo e successivamente Aristobulo, re di Calcide, dal quale ebbe tre figli.

Alcune leggende narrano che Salomè, in realtà, non sarebbe morta in tarda età ma di un’orribile morte prematura. Un documento apocrifo, la Lettera di Erode a Pilato, nella Leggenda Aurea, racconta della morte di una principessa Erodiade (che si vorrebbe identificare con Salomé) quando essa decise di danzare su una pozza d’acqua ghiacciata: mentre era impegnata nella sua danza la lastra di ghiaccio si ruppe facendola sprofondare nelle acque gelide; sua madre tentò di salvarla dai flutti dell’acqua tenendola per il capo, ma questo si staccò, rimanendo in mano alla madre, mentre il corpo rimase nell’acqua[1].

Le testimonianze bibliche[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Flavio, ANTICHITA’ GIUDAICHE, libro XVIII : 136

“…Erodiade, loro sorella, fu moglie di Erode, figlio di Erode il Grande, natogli da Mariamme, figlia del sommo sacerdote Simone. Essi ebbero una figlia, Salome, dopo la quale, Erodiade, agendo contro la legge dei nostri padri sposò Erode, fratello di suo marito, dello stesso padre, che era tetrarca della Galilea…”

MATTEO 14, 1-12

“…ἡ θυγάτηρ τῆς Ἡρῳδιάδος ἐν τῷ μέσῳ καὶ ἤρεσεν τῷ Ἡρῴδῃ, ὅθεν μεθ’ ὅρκου ὡμολόγησεν αὐτῇ δοῦναι ὃ ἐὰν αἰτήσηται. ἡ δὲ προβιβασθεῖσα ὑπὸ τῆς μητρὸς αὐτῆς, Δός μοι, φησίν, ὧδε ἐπὶ πίνακι τὴν κεφαλὴν Ἰωάννου τοῦ βαπτιστοῦ…”

“…La figlia di Erodìade danzò in pubblico e piacque tanto a Erode che egli le promise con giuramento di darle tutto quello che avesse domandato. Ed essa, istigata dalla madre, disse: “Dammi qui, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista…“

Nei passi biblici in cui compare Salomè, viene chiamata, come si vede, non col proprio nome, bensì con l’appellativo “figlia di Erodiade”. È solo con lo storico Giuseppe Flavio che si viene a conoscenza del nome della “figlia di Erodiade”, Salomè.

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Erode Antipa

Erode Antipa (20 a.C.; † 39) era figlio di Erode il Grande, tetrarca (titolo inferiore a “re” ed “etnarca“) di Giudea e di Maltace la Samaritana ed era fratello di Archelao. È nominato dai tre Vangeli sinottici, mentre Giovanni lo considera solo indirettamente, tramite un suo attendente, residente a Cafarnao, genericamente definito “un funzionario del re” (Gv 4,46). Luca è l’evangelista che fornisce più notizie storiche su Erode Antipa, anche se trascura l’episodio del ballo di Salomé. È probabile che le fonti di Luca siano Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode (Lc 8,3) e Manaèn, compagno d’infanzia di Erode tetrarca (At 13,1). E’ possibile che il funzionario del re, di cui parla Giovanni, sia proprio Cusa. Erode Antipa è nominato anche due volte negli Atti degli Apostoli (4,27; 13,1). Gli altri riferimenti a Erode presenti negli Atti vanno attribuiti ad Erode Agrippa I.

 

Associato alla reggenza dal padre nel 4 a.C., gli successe in toto alla sua morte, quando il regno fu diviso tra i tre figli: Erode Archelao governò la Giudea, Erode Filippo la Batanea, l’Iturea e l’Abilene, e ad Erode Antipa toccò la regione della Galilea e della Perea. Il suo piccolo regno tuttavia, come già quello di suo padre, era solo formalmente indipendente, mentre di fatto dipendeva da Roma.

Durante un soggiorno a Roma, Erode Antipa intrecciò una relazione con Erodiade, moglie di suo fratello Filippo; ripartendo per la Galilea, la portò con sé e la sposò. Il fatto destò scandalo, in quanto la legge mosaica lo proibiva. In particolare, tale comportamento suscitò la presa di posizione di Giovanni Battista, che nella sua predicazione lo rimproverava per la sua relazione con Erodiade: Erode Antipa fece perciò arrestare il Battista; Erodiade voleva farlo uccidere, ma Erode si opponeva. La donna riuscì a strappare il suo consenso con l’inganno: durante una festa, la figlia di Erodiade (secondo la tradizione si chiamava Salomè; i Vangeli non riportano il suo nome) si esibì in una danza che piacque molto a Erode, il quale giurò di darle in premio ciò che ella avesse voluto, “fosse anche la metà del mio regno”. La ragazza, istigata dalla madre, chiese che le fosse portata su un piatto d’argento la testa di Giovanni Battista: Erode, per non venire meno al giuramento fatto davanti ai commensali, acconsentì e mandò a decapitare Giovanni (Mc 6,17-29).

In seguito, secondo il Vangelo secondo Luca, Erode Antipa incontrò Gesù durante la Passione: Ponzio Pilato, al quale Gesù era stato consegnato dai sommi sacerdoti perché lo condannasse a morte, venendo a sapere che egli era galileo e quindi apparteneva alla giurisdizione di Erode, glielo inviò perché lo giudicasse lui. Gesù però non rispose alle sue domande; quindi Erode lo rimandò da Pilato (7,6-12).

Secondo il Vangelo di Pietro, la responsabilità della condanna di Gesù fu di Antipa, che subentrò a Pilato dopo che questi si lavò le mani.

Storicità – Fonti non cristiane

Gesù di fronte a Erode Antipa

Le fonti documentali non cristiane che attestano la storicità di Erode Antipa sono ancora una volta le due opere principali di Giuseppe Flavio: Guerra giudaica, databile al 75 d.C., e Antichità giudaiche, risalente al 94-95 d.C.

In Guerra giudaica sono riportate solo alcune informazioni estemporanee:

  • Erode Antipa era figlio di Erode il Grande e di Maltace la Samaritana ed era fratello di Archelao (Libro I, 562)
  • In una prima versione del testamento di Erode il Grande era il figlio minore Antipa ad essere stato designato per la successione regale, al posto di Archelao o Filippo (Libro I, 646)
  • Poco prima di morire, Erode cambiò il testamento a vantaggio di Archelao e concesse ad Antipa solamente la carica di tetrarca (Libro I, 664 e 668)
  • Quando Archelao si recò a Roma per fare ratificare il testamento da Ottaviano, anche Antipa lo seguì, per rivendicare il titolo regio per sé, come stabilito nella prima stesura, potendo contare sull’appoggio di Salomè, Tolemeo, Sabino (Libro II, 20-23). Antipa ottenne solamente la tetrarchia di Galilea e Perea (Libro II, 94-95)
  • Erode Antipa fondò la città di Tiberiade in Galilea in onore del nuovo imperatore Tiberio ed un’altra città in onore di Giulia (madre di Tiberio) in Perea (Libro II, 168)
  • Quando Agrippa fu nominato re da Caligola, Antipa si lasciò convincere dalla moglie Erodiade a recarsi a Roma per ricevere analoga investitura, ma l’imperatore lo destituì e lo mandò in esilio in Spagna, dove morì (in Antichità giudaiche la sede dell’esilio verrà corretta con Lione, nelle Gallie). La moglie lo seguì nell’esilio. (Libro II, 181-183)

Antichità giudaiche si sofferma maggiormente sulla figura di Erode Antipa e, alle notizie precedenti, ne aggiunge di inedite:

  • Erode Antipa fortificò Seffori, in Galilea, e la chiamò Autocratore, inoltre cinse di mura la città di Betarampta e la chiamò Giulia, in onore della moglie di Ottaviano (Libro XVIII, 27)
  • Antipa era amico dell’imperatore Tiberio, al quale dedicò la nuova città di Tiberiade sul lago di Genezareth, in Galilea. Per favorire il popolamento della città, vi accolse chiunque, con donazioni di case e terreni, non disdegnando nemmeno l’uso della forza per inurbare i riottosi. Il nuovo insediamento era malvisto dai Giudei, in quanto realizzato, a dispetto della Legge, sopra un vecchio sito cimiteriale spianato: chi andava ad abitarvi contraeva un’impurità che durava sette giorni (Libro XVIII, 36-38)
  • Erode Antipa agiva da informatore di Tiberio per i fatti che riguardavano l’area della provincia di Siria e dintorni: per aver anticipato a Tiberio l’esito positivo di una missione del legato Vitellio nei confronti dei Parti, si attirò il risentimento di quest’ultimo (Libro XVIII, 104-105)
  • Antipa, durante un viaggio a Roma, si invaghì di Erodiade, moglie di suo fratello Erode (Filippo), al punto da convincerla a seguirlo e sposarlo, contro le tradizioni e la Legge dei Giudei. La prima moglie si rifugiò dal padre, il re dei Nabatei Areta IV, prima di essere ripudiata ufficialmente. Questi eventi portarono Antipa ed Areta al conflitto armato, anche a causa di questioni territoriali relative al distretto di Gabala. Erode Antipa fu pesantemente sconfitto e chiese aiuto a Tiberio, il quale ordinò a Vitellio di attaccare Areta. Vitellio, per vendicarsi dell’odiato tetrarca, temporeggiò fino a quando non ricevette notizia della morte di Tiberio, dopodiché annullò la campagna di guerra e ritornò ad Antiochia. (Libro XVIII, 109-115 e 120-125)
  • Erode Antipa fu responsabile dell’arresto e della morte a Macheronte di Giovanni il Battista, che temeva potesse fomentare sedizioni. (Libro XVIII, 116-119)
  • Durante le festività giudaiche, Erode Antipa si recava a Gerusalemme (Libro XVIII, 122)
  • Per aiutare il fratello di Erodiade, Agrippa, caduto in miseria, Erode Antipa, probabilmente convinto dalla moglie, lo nominò commissario dei mercati di Tiberiade. Dopo un litigio fra i due, svoltosi a Tiro, Agrippa abbandonò la carica. (Libro XVIII, 148-150)
  • Visto che Caligola aveva nominato re Agrippa, Erodiade insistette tantissimo presso il riluttante Antipa, affinché anch’egli si recasse a Roma per impetrare il regno dal nuovo imperatore. Agrippa spedì alle costole della coppia il proprio liberto Fortunato, con regali per Caligola e lettere contro Antipa, cosicché il tetrarca, anziché perorare la propria causa, si trovò a doversi discolpare di un’accusa di tradimento. Caligola esiliò Antipa a Lione, in Gallia, e trasferì i suoi possedimenti al regno di Agrippa. In un primo momento, per rispetto di Agrippa, di cui era sorella, graziò Erodiade, ma quando questa scelse liberamente di segire il marito nell’esilio, la accontentò. (Libro XVIII, 240-255)

Le informazioni storiche riportate da Giuseppe Flavio non contraddicono, ma integrano quelle dei Vangeli. In particolare vengono confermati i seguenti punti:

  • Nel quindicesimo anno dell’impero di Tiberio, Erode Antipa era tetrarca della Galilea
  • Era sposato con Erodiade, già moglie di un suo fratellastro e madre di una fanciulla, e tale unione era considerata riprovevole dai Giudei
  • Ordinò l’arresto e la morte di Giovanni il Battista, provocando lo sdegno del popolo
  • Presenziava a Gerusalemme durante le grandi feste religiose giudaiche, quindi non è inverosimile che abbia incontrato Gesù nel periodo pasquale

Moneta di Erode Antipa

Il tetrarcato di Erode Antipa ci ha lasciato vari reperti archeologici.

Come quelle del padre Erode il Grande, anche le monete coniate da Erode Antipa non raffigurano esseri animati, in ossequio alle leggi ebraiche. Tipica immagine del conio bronzeo di Antipa è il nome della capitale, Tiberiade, raffigurato entro una ghirlanda.

Alcune monete di Antipa recano la scritta in greco “Tetrarca Erode” ed il numero 33, che indica il 33° anno del suo governo (28-29 d.C.)

Alla tetrarchia di Antipa è riconducibile anche una medaglia ritrovata a Tiberiade prima del 1965 e pubblicata nel 1986,[1] la quale reca un’iscrizione in greco traducibile come “Nel 34° anno di Erode tetrarca, di Gaio Giulio ispettore del mercato”.

Si ipotizza che Gaius Julius fosse il nome romano con cui veniva chiamato Agrippa. Nel caso in cui l’ipotesi fosse confermata, sulla base di Antichità giudaiche XVIII, 149, sarebbe possibile datare il matrimonio tra Antipa ed Erodiade a prima del 30 d.C. (corrispondente al 34° anno di governo di Erode Antipa).[2]

Note
  1. Israel Numismatic Journal no. 9, 1986-1987 (1988), pp. 29-35.
  2. A. Stein, in Gaius Julius an Agoranomos of Tiberias, ZPE 93 (1992) 144-148.
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Giuseppe D’Arimatea

Giuseppe compare in tutti e quattro i Vangeli canonici, cosa alquanto infrequente nel Nuovo Testamento.[1] A partire dal II secolo, inoltre, nacque attorno alla sua figura tutta una serie di dettagli, probabilmente leggendari, che andarono a confluire nel corpo degli Atti di Pilato, anche noti come Vangelo di Nicodemo o Narrazione di Giuseppe. Altri episodi e particolari furono aggiunti dagli scrittori delle origini del Cristianesimo.

Vangeli canonici

Giuseppe d’Arimatea va a trovare Pilato per persuaderlo a concedergli il corpo di Cristo, acquerello di James Tissot

Giuseppe svolge un ruolo di rilievo nei racconti della passione di Gesù contenuti nei vangeli canonici, in quanto uomo benestante che simpatizzava per la causa del Nazareno e padrone di un facoltoso mausoleo di famiglia a Gerusalemme che aveva fatto scavare in una cava rocciosa, predisposto probabilmente alla sua stessa sepoltura. Egli stesso organizza le operazioni di recupero e sepoltura del corpo di Cristo finanziando l’acquisto del lenzuolo di lino in cui avvolgerà le membra martoriate e della mistura di unguenti profumati con cui ne profumerà il corpo malgrado la sua riluttanza a manifestare la sua simpatia nei confronti del condannato per via della sua posizione. Il sacerdote sfrutta la sua stessa carica per sollecitare personalmente Pilato ad autorizzare la rimozione e le esequie del Cristo. Nei vangeli sinottici l’episodio si ripete secondo uno schema ben determinato: presentazione di Giuseppe, richiesta del corpo di Gesù a Pilato da parte di Giuseppe, che poi lo depone dalla croce, lo avvolge in un sudario e lo mette nella tomba, che viene chiusa. Le differenze tra i racconti sono:

  • nel Vangelo secondo Marco, Giuseppe è presentato come membro autorevole del sinedrio, «che aspettava anche lui il regno di Dio»; ricevuta la richiesta di Giuseppe, Pilato, sorpreso che Gesù fosse già morto, chiede conferma del decesso ad un centurione, e solo dopo concede il corpo a Giuseppe; la tomba era un sepolcro scavato nella roccia, chiuso rotolandovi davanti una pietra;[2]
  • nel Vangelo secondo Matteo, Giuseppe è un ricco uomo di Arimatea diventato discepolo di Gesù; solo in questo vangelo il sepolcro è detto essere la sua tomba, e si aggiunge che era nuovo;[3]
  • il Vangelo secondo Luca dedica ben due versetti alla presentazione di Giuseppe; oltre a definirlo un membro del sinedrio che attendeva il regno di Dio, nota come fosse una «persona buona e giusta» e che non avesse condiviso la decisione degli altri membri del sinedrio riguardo alla condanna di Gesù; della tomba dice che non era mai stata usata;[4]
  • nel Vangelo secondo Giovanni si racconta che Giuseppe era discepolo di Gesù, ma che mascherava questa sua adesione alle prediche del Nazareno per non far ricadere su di sé i sospetti dei Giudei. Giuseppe e Nicodemo chiesero il corpo di Gesù a Pilato, che glielo concesse. Giuseppe si recò al patibolo con Nicodemo, che recava mirra e aloe; i due deposero il corpo dalla croce e lo avvolsero in bende e oli aromatici. Nel luogo dell’esecuzione c’era un giardino con all’interno una tomba mai usata; lì deposero Gesù, in quanto era Parascève e la tomba era vicina e utilizzabile prima dell’inizio del sabato.[5]

Vangelo di Nicodemo

Il Vangelo di Nicodemo tratta più ampiamente la deposizione di Gesù e il ruolo svoltovi da Giuseppe.

Dopo aver chiesto il corpo di Gesù a Pilato, Giuseppe e Nicodemo lo prepararono e misero nella tomba che Giuseppe aveva fatto scavare per sé. Gli anziani ebrei si arrabbiarono per il fatto che Giuseppe aveva sepolto Gesù e lo fecero arrestare, imprigionandolo e sigillando la porta della sua cella, che fecero custodire da una guardia, ma Giuseppe scomparve dalla cella senza che i sigilli fossero rotti.

Giuseppe ricomparve poi nella sua città, Arimatea. Gli anziani ebrei, avendo mutato opinione e avendo deciso di volersi confrontare più pacatamente con Giuseppe, gli mandarono una lettera di scuse tramite sette suoi amici. Giuseppe tornò allora da Arimatea a Gerusalemme e, dinanzi agli anziani, raccontò che era rimasto nella cella per tutto il sabato, ma che a mezzanotte gli era comparso Gesù in persona, che lo aveva portato a vedere la tomba dove Giuseppe l’aveva sepolto e poi, sebbene le porte fossero chiuse, lo aveva fatto entrare nella sua casa.

Giuseppe confermò la risurrezione di Gesù ai sommi sacerdoti Anna e Caifa, dicendo che era poi asceso in cielo e che altre persone erano risorte dai morti in quella occasione;[6] in particolare, Giuseppe indicò che tra essi vi erano due figli del sommo sacerdote Simone.[7] Anna, Caifa, Nicodemo e Giuseppe, assieme a Gamaliele, si recarono ad Arimatea per interrogare i figli di Simeone, Carino e Lentio.

Letteratura cristiana delle origini

Alcuni particolari sulla vita di Giuseppe non inclusi nel Nuovo Testamento o nei suoi apocrifi sono tramandati da storici della Chiesa delle origini quali Ireneo di Lione (125 – 189), Ippolito di Roma (170 – 236), Tertulliano (155 – 222), ed Eusebio di Cesarea (260 – 340). Ilario di Poitiers (300 – 367) arricchì la leggenda di Giuseppe, mentre Giovanni Crisostomo (347 – 407), patriarca di Costantinopoli, fu il primo a scrivere che Giuseppe era tra i settanta apostoli di cui si parla nel Vangelo secondo Luca.[8]

Leggende medioevali

Durante il Medioevo, la figura di Giuseppe fu al centro di due gruppi di leggende, quella che lo vedeva come fondatore della cristianità britannica e quella che lo voleva primo custode del Santo Graal.

Queste leggende nacquero nel XII secolo, quando Giuseppe fu messo in relazione al ciclo arturiano come primo custode del Santo Graal; il primo riferimento è presente nel Joseph d’Arimathie di Robert de Boron, in cui Gesù appare a Giuseppe consegnandogli il Graal e questi lo manda con i suoi seguaci in Britannia. Questo tema fu sviluppato nelle opere successive di Boron e del ciclo arturiano, finché, in opere tarde, si affermò che Giuseppe stesso si recò in Britannia diventandone il primo vescovo.

Giuseppe in Britannia

In nessuno dei più antichi racconti dell’arrivo del cristianesimo in Britannia si menziona Giuseppe di Arimatea. È solo nella Vita di Maria Maddalena di Rabano Mauro (780-856), arcivescovo di Magonza, che compare il primo collegamento tra Giuseppe e la Britannia: secondo il racconto di Rabano, Giuseppe fu inviato in Britannia, e fino in Francia fu accompagnato da «le due sorelle di Betania, Maria e Marta, Lazzaro (che fu risorto dai morti), sant’Eutropio, santa Salomé, san Cleone, san Saturnino, santa Maria Maddalena, Marcella (serva delle sorelle di Betania), san Massio o Massimino, san Marziale, e san Trofimo o Restituto».

In Britannia, sempre secondo i racconti, morì e fu sepolto sull’isoletta di San Patrizio assieme al Santo Graal [9] poco distante dall’Isola di Man.

Note

  1. ^ Moody, Dwight Lyman. 1997. Moody’s Bible Characters Come Alive. Grand Rapids, MI: Baker Books. p. 115 ISBN 0-520-04392-8.
  2. ^ Vangelo secondo Marco, 15,42-46.
  3. ^ Vangelo secondo Matteo, 27,57-60.
  4. ^ Vangelo secondo Luca, 23,50-53.

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I Fratelli Lazzaro, Maria  e Marta di Betania

Lazzaro o Eleazaro (Eleazar o Eliezer) è un personaggio dei vangeli: secondo la tradizione Cattolica, abitava a Betania, paese vicino a Gerusalemme, con le due sorelle Marta e Maria. Il Vangelo secondo Giovanni (11,1-44) racconta che, morto a causa di una malattia, fu risuscitato da Gesù.

Lazzaro di Betania è venerato come santo dalla Chiesa cattolica, dalla Chiesa ortodossa e dalla Chiesa copta.

Maria di Betania (lingua giudeo-aramaica: מרים, Maryām; lingua greca: Μαρία, Maria; lingua ebraica: מִרְיָם, Miryām, “bambina attesa”, “amara” o “ribelle”) è una donna, citata in due dei quattro vangeli canonici del Nuovo Testamento, che, assieme alla sorella Marta e al fratello Lazzaro, viveva nel villaggio di Betania, vicino a Gerusalemme.

È venerata come santa da tutte le confessioni cristiane che ne ammettono il culto.

 

Marta di Betania (Tamar) è una figura biblica descritta nei Vangeli secondo Luca e Giovanni come sorella di Maria e Lazzaro, abitanti del villaggio di Betania vicino Gerusalemme.

Marta è venerata come santa da tutte le confessioni cristiane che ne ammettono il culto.

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Fonte Wikipedia e Cathopedia

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http://digilander.libero.it/Hard_Rain/StoriaPalestina.htm

La storia della Palestina è in gran parte documentata nelle opere di uno storico ebreo del I secolo d.C., Giuseppe Flavio (37-100 d.C. circa). Giuseppe Flavio fu un comandante militare giudeo durante la guerra contro i romani del 66-74 d.C., oltre che legato del Sinedrio di Gerusalemme e governatore della Galilea durante la guerra giudaica del 66-74 dopo Cristo. Costretto presto ad arrendersi con tutta la sua guarnigione verso il 67 d.C., venne deportato a Roma e collaborò infine con i romani diventando un protetto dell’imperatore Vespasiano e assumendo persino il patronimico della famiglia imperiale (Flavio). Le sue opere più importanti, che ci sono pervenute in greco ma furono probabilmente scritti in origine in aramaico, sono le Antichità Giudaiche (IoudaikÈj arciolog…aj) – una storia dei giudei in venti libri dalle origini fino all’inizio della guerra giudaica – e la Guerra Giudaica (Ioudaikoà pÒlemoj), che narra i drammatici eventi della prima grande rivolta giudaica contro i Romani culminata con la distruzione del tempio di Gerusalemme, organizzata in sette libri. Un breve accenno alla rivolta giudaica del 66-74 d.C. e alla storia di quegli anni compare anche nel Libro V delle Historiae scritte dallo storico romano Tacito (70-126 d.C. circa). Purtroppo questa opera di Tacito è andata perduta nella parte finale di nostro interesse, tuttavia contiene alcune interessanti indicazioni sulla storia dei Giudei in quel periodo.

Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche (ZIP 1.134 KB)

Giuseppe Flavio, Guerra Giudaica (PDF 1.491 KB)

Tacito, Historiae, Libro V (PDF 54 KB)
Testi in greco e latino: Perseus Digital Library

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LA PALESTINA AI TEMPI DI GESU’

http://www.corsodireligione.it/religioni/cristianesimo/crist_32.htm

http://www.maat.it/livello2/palestina-01.html

http://www.parrocchie.it/cagliari/Spiritosanto_suplanu/palestina.htm

 

http://www.jesus1.it/Pages/it_gesu_identita_vita_palestina.aspx

 

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ORA UN SGUARDO AI VANGELI

GESU’ E’ VERAMENTE IL FIGLIO DI DIO IL CENTRO DELLA STORIA  

                                   2 Lettera di San Pietro 1: 16-21;

[16]Infatti, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. [17]Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». [18]Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte. [19]E così abbiamo conferma migliore della parola dei profeti, alla quale fate bene a volgere l’attenzione, come a lampada che brilla in un luogo oscuro, finché non spunti il giorno e la stella del mattino si levi nei vostri cuori. [20]Sappiate anzitutto questo: nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, [21]poiché non da volontà umana fu recata mai una profezia, ma mossi da Spirito Santo parlarono quegli uomini da parte di Dio.

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Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.c, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.c esistevano le prome chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.c ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!
 
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ALESSANDRO DE ANGELIS ATEO E BLASFEMO FALSIFICA IL CRISTIANESIMO E PERFINO LA STORIA

ALESSANDRO DE ANGELIS ATEO E BLASFEMO FALSIFICA IL CRISTIANESIMO E PERFINO LA STORIA

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ECCO UN ARTICOLO CHE SPIEGA LA TESI BLASFEMA E FALSA CONTRO IL CRISTIANESIMO E LA STORIA DI ALESSANDRO DE ANGELIS
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Maria Vergine: i veri motivi della fuga da Erode in Egitto Quando ho scoperto in Maria Vergine la moglie del re Erode il Grande (vedi articolo Maria Vergine terza moglie di Erode il Grande), mi sono chiesto per quale motivo dovesse cospirare contro il marito cercando di avvelenarlo, dal momento che il re era gravemente malato ed aveva nominato Erode Gesù suo successore al trono e futuro re d’Israele, come raccontatoci dallo storico ebreo Flavio Giuseppe in Guerra Giudaica:

Si trovò che anche Mariamme (Maria), la figlia del sommo sacerdote, era partecipe della congiura; lo svelarono, infatti, i suoi fratelli sottoposti alla tortura. Della colpa materna il re punì anche il figlio, cancellando dal testamento Erode (Gesù), suo figlio, che vi era nominato come successore di Antipatro1.

Doveva esserci un grave motivo per rischiare la vita in questa cospirazione contro il re, il motivo è stato scoperto grazie alla comparazione tra i vangeli di Matteo e di Luca:

Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme2.

Da questi versetti sappiamo che i Magi andarono a Gerusalemme , incontrarono Erode il Grande e domandarono dove è il re dei giudei che è nato? Di certo non sarebbero partiti sapendo che Maria era incinta, molte volte i neonati morivano, inoltre come potevano sapere in anticipo la notizia che Maria era incinta? Il re Erode era idumeo da parte di padre e arabo-nabateo da parte di madre, quindi è ovvio pensare che alla nascita del suo ultimo figlio, Gesù, i re di quelle nazioni che si trovavano ad Oriente, mandassero doni al re Erode, in quel tempo personaggio importante. I Magi parlavano di Gesù come re dei Giudei, quindi un re terreno e sappiamo che Erode lo aveva nominato re d’Israele. Sappiamo dall’apocrifo pseudo Matteo che i Magi arrivarono dopo il secondo anno dalla nascita del Cristo:

Trascorso poi il secondo anno, dall’oriente vennero dei magi a Gerusalemme, portando doni. Essi interrogarono sollecitamente i Giudei, domandando: – dov’è il re che vi è nato? Infatti abbiamo visto in oriente la sua stella e siamo venuti ad adorarlo3.

L’evangelista Matteo ci fa sapere che Gesù era già nato e che aveva due anni all’arrivo dei Magi, Maria prima di arrivare a Betlemme si fermò da sua cugina Elisabetta che era incinta di Giovanni Battista:

Al tempo di Erode, re della Giudea. […] In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo4.

Sappiamo ancora dal vangelo di Luca che l’angelo Gabriele annunciò a Maria la sua gravidanza sei mesi dopo che l’aveva annunciata ad Elisabetta:

«Io sono Gabriele che sto al cospetto di Dio e sono stato mandato a portarti questo lieto annunzio. Ed ecco, sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, le quali si adempiranno a loro tempo». […] Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria5.

Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». Andarono dunque senz’indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia6.

Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo7.

Ma se Gesù era già nato da due anni, allora di chi era incinta Maria? Non certo di Gesù! Vediamo di chi, nella seconda apocalisse di Giacomo, nel brano dopo l’apparizione del “risorto”, ecco cosa scrive Giacomo il Giusto:

Una volta, mentre ero seduto e meditavo, egli (Gesù) aprì la porta. Colui che avete udito e perseguitato venne da me. Egli mi disse: “Salve, fratello mio! Fratello mio, salve”. Allorché alzai il viso per guardarlo, la madre mi disse: “Non ti stupire, figlio, che Egli ti abbia detto “fratello mio!”. Voi foste nutriti tutti e due con lo stesso latte. “Perciò egli mi chiama: “madre mia! […]8.

In questo passaggio Gesù è andato a casa della madre Maria, che dice a suo figlio Giacomo di non stupirsi che egli lo chiami “fratello”, in quanto entrambi furono allattati da lei. Questo vuol dire che Maria è madre sia di Gesù che di Giacomo, ma mentre il padre di Gesù è Erode, Giacomo è il figlio di Giuseppe. Analizziamo ora dei passi di liturgia copta, che possiede fra il suo tesoro omiletico una lunga Catechesi, attribuita a Cirillo di Gerusalemme.

Maria risponde a Cirillo e gli narra le sue origini familiari e territoriali «Ed ecco che la vergine, dal canto suo, stendendo la mano verso di me, mi dice: “Io sono Maria Maddalena, dal nome del villaggio in cui sono nata: Magdalia. Il mio nome è Maria di Cleopa. Io inoltre sono Maria di Giacomo, figlio di Giuseppe il falegname, a cui mi consegnarono.9

Ecco svelato il mistero, Maria la vergine, ovvero la madre di Gesù che ha allattato sia Gesù che Giacomo. Ora sappiamo il vero motivo che spinse Maria a congiurare contro suo marito Erode per cercare di ucciderlo con un veleno che fece venire dall’Egitto, paese in cui fuggirà. Era incinta di Giuseppe e quest’ultimo dovette fuggire con lei per non essere ucciso da Erode il Grande. Non solo, abbiamo svelato chi era la famosa Maria Maddalena: la madre di Gesù. Nel prossimo articolo le prove di Maria figlia del sacerdote Simone Boeto e della regina Cleopatra d’Egitto.

Tutte le scoperte sono soggette a copyright e sono tratte dai libri Sangue Reale, Gesù il figlio segreto del re Erode il Grande e L’ultimo Faraone Erode Gesù- La discendenza reale del sangue di Cristo, acquistabili su macrolibrarsi.

Alessandro De Angelis ricercatore di storia delle religioni comparata.

1gg I, 599, 600.

2mt 2:1-3.

3pseudo matteo, 16:1.

4lc 1:5-41.

5lc 1:19-27.

6lc 2:15, 16.

7lc 2:4-7.

8 seconda apocalisse di giacomo, 50.

9gharib g., testi mariani del primo millennio, vol. IV, città nuova 1991, pp. 686-697, passim.

http://apocalisselaica.net/maria-vergine-i-veri-motivi-della-fuga-da-erode-in-egitto/

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CONFUTAZIONE : VEDIAMO COSA DICONO LE FONTI STORICHE E CRISTIANE

1) LA MOGLIE DI ERODE IL GRANDE CHE CERCO DI AVVELENARLO E’ MARIAMNE I ASMONEA  SECONDA MOGLIE  E NON MARIAMNE II DI BOETO TERZA MOGLIE

Quando Salomè insinuò che Mariamne progettava di avvelenare Erode, questi fece torturare l’eunuco favorito di Mariamne, il quale confessò che Mariamne era avversa a Erode a causa dell’ordine dato a Soemo. Erode, infuriato, fece mettere subito a morte Soemo, ma permise a Mariamne di sottoporsi al processo per tentato omicidio; Alessandra, per ottenere il favore di Erode, accusò la figlia di lesa maestà, e Mariamne fu condannata e messa a morte nel 29 a.C. Erode la pianse per molti mesi.

Mariamne (in greco: Μαριάμη, Mariame; … – 29 a.C.) fu la seconda moglie di Erode il Grande. In quanto nipote di Aristobulo II, fu il tratto di unione tra gli Asmonei e la dinastia erodiana. È talvolta indicata come Mariamne I, per distinguerla dalle altre donne erodiane di nome Mariamne.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariamne_(seconda_moglie_di_Erode_il_Grande)

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MARIAMNE  II DI BOETO  TERZA MOGLI DI ERODE NON CERCO DI AVVELENARE ERODE, MA FU’ ABBANDONATA PER AVER TACIUTO SULLA COSPIRAZIONE

Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo: Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie, depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.

Mariamne, floruit 25 a.C.-4 a.C. (greco: Μαριάμη o Μαριάμμη; … – …), fu la terza moglie di Erode il Grande, seconda con questo nome.

Cadde in disgrazia presso il marito, che la allontanò da corte.

https://it.wikipedia.org/wiki/Mariamne_(terza_moglie_di_Erode_il_Grande)

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2) NON RISULTA DA NESSUN DATO STORICO CHE MARIAMNE II FIGLIA DI BOETO AVEVA UNA MADRE DI NOME CLEOPATRA, E NON POTEVA ESSERE FIGLIA DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO.

Per conoscenza riportiamo;
Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.
 
Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra VII Thea Philopatore è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Fu l’ultima regina del Regno tolemaico d’Egitto, l’ultimo membro della Dinastia tolemaica e l’ultima sovrana dell’età …
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Berenice IV, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia

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Per conoscenza riportiamo;

Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.

Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita, in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C.
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Luogo di morte: Roma
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Cleopatra VIII, Tolomeo XV, Tolomeo Filadelfo
Nipote: Tolomeo di Mauretania
Nipote: Drusilla di Mauretania
Wikipedia

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Per conoscenza riportiamo;

Non ha legame con la dinastia degli Erodi.

Cleopatra VIII
Cleopatra VIII Selene II fu l’unica figlia femmina della regina d’Egitto Cleopatra VII e del triumviro romano Marco Antonio, gemella di Alessandro Helios. Sposò Giuba II. Wikipedia
Luogo di nascita: Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 6 a.C., Cherchell, Algeria
Coniuge: Giuba II
Figli: Tolomeo di Mauretania, Drusilla di Mauretania
Genitori: Cleopatra VII, Marco Antonio
Fratelli: Tolomeo XV, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Wikipedia
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Per conoscenza riportiamo;
Questa è l’unica Cleopatra che fa parte della dinastia degli Erodi.
 
Cleopatra di Gerusalemme
Cleopatra di Gerusalemme (florì) 25 a.C. – dopo il 4 a.C.) fu la quinta moglie di Erode il Grande.
Nulla si conosce delle origini di Cleopatra. Sposò Erode nel 25 a.C. e gli diede due figli: Filippo (II), nato nel 20 a.C., ed Erode II, nato nel 18 a.C. circa.
Sopravvisse alla morte di Erode avvenuta nel 4 a.C.
 
   Wikipedia

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3) MARIAMNE II, NON PUO’ ESSERE MARIA DI NAZARETH E IL FIGLIO DI MARIAMNE II ERODE FILIPPO NON PUO’ ESSERE GESU’

Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. , non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C) ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.
 

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

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4) I RE MAGI

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: “Dov’è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo”. All’udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s’informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: “A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta:

E tu, Betlemme, terra di Giuda,
non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:
da te uscirà infatti un capo
che pascerà il mio popolo, Israele
“.

“Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: “Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo”.
“Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti poi in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese” (Mt., 2, 1-12).

Oltre ai Vangeli ‘canonici’ (riconosciuti dalla Chiesa come ispirati), ne parlano anche i vangeli apocrifi.
Il Protovangelo di Giacomo, probabilmente anteriore al IV secolo, (cap. 21-23); il Libro dell’infanzia del Salvatore, circa IX secolo, (cap. 89-91); il Vangelo dello Pseudo Matteo, verso il VI secolo, (cap. 16-17); il Vangelo Arabo dell’infanzia del Salvatore, circa la metà del VI secolo, (cap. 7-9); il Vangelo Armeno dell’Infanzia, fine VI secolo, (cap. V, 10) che ci riferisce anche i nomi, accettati poi normalmente nella tradizione. Riporto solo la citazione di quest’ultimo: ” Un angelo del Signore si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire i re magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria era appena diventata madre. E’ da sapere che in quel momento il regno persiano dominava sopra tutti i re dell’Oriente per il suo potere e le sue vittorie. I re magi erano tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul paese degli arabi”.
E’ anche interessante che il “Libro della Caverna dei Tesori”, scritto nel V secolo d.C., ma riferentesi ad un testo siriaco più antico, descrive i Magi come Caldei, re e figli di re, in numero di tre.

5)LA STELLA

E’ un fenomeno celeste che riguarda una profezia messianica.

I re astronomi avevano visto questa stella ed avevano capito che era nato un grande Re, il Re dei giudei.

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Molto si è scritto su questa stella. Diverse sono state le ipotesi che possono riassumersi a tre: una cometa, una ‘stella nova’, una sovrapposizione di satelliti.
E’ difficile accettare l’identificazione della stella con la cometa di Halley in quanto comparsa 12 anni prima della nostra era. Precedentemente era stata avvistata nel 240, 164, 88 a.C.; riapparsa anche nel nostro secolo, nel 1910 e nel 1985/86. Del resto nei cieli della Palestina non è apparsa nessuna cometa tra il 17 a.C. ed il 66 d.C.
Non si può neppure pensare ad una ‘stella nova’, bagliore prolungato emesso da corpi celesti invisibili al momento della loro esplosione. Infatti nell’area di Gerusalemme non ne comparve nessuna tra il 134 a.C. ed il 73 d.C.
La Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia (21) sembra propendere per la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da Keplero: “Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di un’insolita posizione di Giove, l’antica costellazione regale. L’astronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e l’ha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione Giove-Saturno dell’anno 6/7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dell’Ariete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una ‘grande’ congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età dell’oro), mise in allarme l’intero mondo antico”.
Il Prof. Baima Bollone propende per questa possibilità. Si appoggia su conclusioni dell’astronomia che sostiene che la sovrapposizione di Giove con Saturno si verifica ogni 179 anni; nel periodo in esame avvenne proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci, secondo i calcoli di Keplero. “Betlemme si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da Oriente. Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a.C. che nei cieli della sponda meridionale del Mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dell’episodio dei Magi” (22).
Questa ipotesi sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire una diversa impostazione.
Il Ricciotti commenta: “In questi tentativi, fuor della buona intenzione, non c’è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulle particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara” (23).
Anche lo studioso Andrés Fernández propende per questa linea: “Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali… Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley – N.d.A.), l’unica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali; la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica… I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell’ordine naturale” (24).
Anche “La Sacra Bibbia”, a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma (25) nella Nota al brano di Matteo 2, 2, sostiene la stessa opinione: “La stella, veduta dai Magi, secondo l’opinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore”.

http://www.mariadinazareth.it/Re%20Magi/L’arrivo%20a%20Betlemme.htm

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LA PROFEZIA DELLA STELLA DEL MESSIA

È parere unanime degli esegeti che l’evangelista Matteo, con l’indicazione dell’astro, abbia implicitamente voluto indicare l’adempimento di un oracolo profetico di carattere messianico dell’Antico Testamento.[5] L’oracolo in questione è quello pronunciato da Balaam, un profeta moabita che, invitato più volte dal suo re a maledire il popolo d’Israele al momento dell’ingresso nella terra promessa, più volte, sospinto dallo spirito di Dio, lo benedice invece di maledirlo. L’episodio si situerebbe attorno al 1200 a.C., al termine della peregrinazione nel deserto del popolo ebraico. Questo il testo dell’intero oracolo nel quale è inclusa la profezia della stella:

« 15Egli pronunciò il suo poema e disse: Oracolo di Balaam, figlio di Beor,
oracolo dell’
uomo dall’occhio penetrante,
16oracolo di chi
ode le parole di Dio
e conosce la scienza dell’Altissimo,
di chi vede la
visione dell’Onnipotente,
cade e gli è tolto il
velo dagli occhi.
17Io lo vedo, ma non ora,
io lo contemplo, ma non da vicino:
una
stella spunta [ἀνατελεῖ ἄστρον] da Giacobbe
e uno scettro sorge da Israele,
spacca le tempie di
Moab
e il cranio di tutti i figli di Set;
18Edom diverrà sua conquista
e diverrà sua conquista
Seir, suo nemico,
mentre
Israele compirà prodezze.
19Uno di
Giacobbe dominerà
e farà
perire gli scampati dalla città“. »

Il senso immediato della profezia va verosimilmente visto nella vittoria ottenuta dal re Davide contro i moabiti e gli edomiti,[6] poco prima del 1000 a.C. (cfr. 2Sam 8,2).

Il senso pieno, identificato dalla successiva tradizione ebraica è però attinente alla figura del messia, che Matteo riconosce nella persona di Gesù.[7]

http://it.cathopedia.org/wiki/Stella_di_Betlemme

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6) LA STRAGE DEGLI INNOCENTI

Episodio evangelico

L’episodio è narrato nel Vangelo secondo Matteo (2,1-16), senza paralleli negli altri vangeli canonici.

Il racconto comincia dopo la nascita di Gesù, al tempo di Erode il Grande (73-4 a.C.). Alcuni magi giunsero a Gerusalemme chiedendo dove si trovasse il re dei Giudei, appena nato. Erode si turbò alla notizia e chiese ai sommi sacerdoti e agli scribi del popolo il luogo dove sarebbe dovuto nascere il messia e, avuta risposta che le profezie indicavano Betlemme, disse ai magi, convocati in segreto, di recarsi nella cittadina giudea e di tornare a riferirgli, affinché potesse adorarlo anche lui. Avvertiti in sogno da un angelo, i magi decisero di non tornare a Gerusalemme. Avvertito a sua volta da un angelo, Giuseppe portò la sua famiglia in Egitto; Erode, sentendosi preso in giro, ordinò l’uccisione di tutti i neonati maschi dai due anni in giù del territorio di Betlemme (Mt 2,1-16).

L’episodio termina ricordando come la strage degli innocenti avesse adempiuto una profezia dell’Antico Testamento, narrata nel Libro di Geremia (Mt 2,17-18).

Storicità

Nessuna fonte, evangelica o non evangelica, riporta questo evento al di fuori del Vangelo secondo Matteo.

Nel Vangelo secondo Luca, ad un mese circa dalla nascita, Gesù è portato al tempio e poi la famiglia ritorna a Nazaret (Lc 2,21-39). La storicità dell’episodio è messa in dubbio dalla mancanza di cenni alla strage in Flavio Giuseppe, lo storiografo ebraico grande avversario di Erode e principale fonte non evangelica sul periodo.

D’altro canto, “il racconto appare del tutto conforme al modo di agire di Erode”[4]. Secondo il Ricciotti, il re Erode “è uno degli uomini più sanguinari che la storia conosca”[5], e non si fece scrupolo nel ricorrere alla violenza temendo per il proprio trono. Nel 37 a.C. mise a morte quarantacinque asmonei e molti membri del sinedrio; nel 35 a.C. uccise il sommo sacerdote e suo cognato Aristobulo; nel 34 suo zio Giuseppe; nel 29Mariamme (una delle sue mogli) e sua suocera Alessandra; nel 25 il cognato (marito della sorella) Kostobar, e quindi due figli (Alessandro e Aristobulo) con trecento ufficiali, e nel 4 a.C. anche il primogenito Antipatro.

Sempre il Ricciotti afferma che il numero di bambini nati a Betlemme in quel periodo, essendo circa mille gli abitanti adulti, poteva aggirarsi intorno ai sessanta individui. Volendo però Erode uccidere solo i bambini maschi il numero degli uccisi è dunque, approssimativamente, di circa trenta neonati e, contando che la mortalità infantile in Vicino Oriente era molto alta, il numero si restringe a soli venti. La notizia, se forse giunse a Roma, non rappresentò però motivo di cordoglio da parte dell’imperatore, che non esitava a soffocare nel sangue possibili rivolte.

Secondo Macrobio, Augusto, ricevuta la notizia della strage, disse scherzosamente: “È meglio essere il maiale di Erode piuttosto che uno dei suoi figli”, poiché Erode, essendo giudaizzato, non poteva mangiare carne di maiale, ma non esitava però ad uccidere i propri figli. La frase però non si sarebbe riferita a questo evento, ma al successivo omicidio di Erode Antipatro[6].

http://it.cathopedia.org/wiki/Strage_degli_Innocenti

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7) MARIA DI NAZARETH EBBE SOLO UN FIGLIO GESU’ E’ NON E’ MARIA DI CLEOFA CHE INVECE E’ SUA COGNATA

 I FRATELLI DI GESU’ SONO I FIGLI DI CLEOFA
Simone è figlio di Cleofa, fratello di Giuseppe,secondo Esegippo
 Giacomo è fratello di Gesù in Galati 1,10, Egesippo dice che è figlio di Cleofa fratello di Giuseppe.
Giuda è fratello di Giacono in Giuda 1,1
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Maria di Cleofa di Giovanni 19,25 è sicuro la sposa di Cleofa, fratello di Giuseppe, quindi è madre di Simone e Giacomo.
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Maria di Cleofa, è la Maria detta madre di Giacomo e Giuseppe, che è presente alla crocifissione, in Matteo 27,56; in Marco 15,40;
in Luca 24, 10, infatti mentre in Giovanni presso la croce c’è Maria di Cleofa, citata come sorella ( cognata) della Madre di Gesù,
Matteo, Marco e Luca, hanno Maria di Giacomo e Giuseppe.
Quindi Maria di Cleofa, è madre di Simone, Giacomo e Giuseppe, e siccome Giuda è fratello di Giacomo, Giuda è pure suo figlio.
Quindi i fratellidi Gesù, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda,
citati in Matteo 13,55, in Marco 6,3, sono figli di Cleofa fratello di Giuseppe, e sua moglie viene chiamata Maria di Cleofa
 e cognata della madre di Gesù in Giovanni,
 e Maria di Giacomo e Giuseppe in Matteo e Marco.
 
 
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8) MARIA DI MAGDALA NON E’ LA MADRE DI GESU’
 
Di Maria di Magdala sappiamo poche cose (ma importanti), e altre si possono intuire. Non è menzionata molte volte nei Vangeli, anche perché il contesto socio-culturale e religioso ebraico di allora (e in cui nacquero i Vangeli stessi) poneva ai      margini la donna ed il suo ruolo in generale. Il Vangelo di Luca (8,2-3) scrive semplicemente che Maria di Magdala era stata guarita da Gesù e che da lei erano usciti “sette demoni”. Che significa? Il “demonio” nel linguaggio evangelico non è solo radice di un male morale ma anche fisico che può “occupare” e sottomettere l’intera persona. Nella simbologia biblica poi il numero sette significa pienezza. Quindi Maria aveva avuto una qualche malattia morale o fisica molto grave dalla quale Gesù la liberò. Ecco la ragione da dove scaturì l’aiuto e l’assistenza durante la predicazione (fatta con i propri beni, insieme ad altre donne) fino ai piedi della croce. Si trattava insomma di un debito di gratitudine: lei seguiva Gesù per riconoscenza o “per grazia ricevuta”. Maria viene mostrata quindi come una vera discepola di Gesù, viene indicata come un modello di persona guarita, riconciliata con se stessa, con gli altri e con Dio.
 
Secondo un’antichissima (e seria) tradizione Maria di Magdala morì e fu sepolta nella città di Efeso o dintorni, dove visse anche Maria di Nazaret, la Madre di Gesù.
 
MARIA DI MAGDALA CON TANTI EQUIVOCI
 

Veramente possiamo dire che quella di Maria Di Magdala è una storia di equivoci, antichi e recenti, volontari e involontari.
Il primo: l’identificazione della Maddalena con una prostituta, con quella donna peccatrice pubblica, descritta da Luca (7,36-50), 

     in casa del notabile fariseo, Simone. Questi rimase enormemente scandalizzato dal comportamento non scandalizzato anzi comprensivo e addirittura perdonante del giovane rabbi di Nazaret. Il perché dell’errore forse nel fatto che subito dopo si parli di Maria di Magdala e dei suoi “sette demoni”.

Un secondo equivoco, dovuto al gioco di sovraimpressioni: Maria di Magdala identificata con la Maria di Betania (sorella di Marta e Lazzaro). Anche lei compì lo stesso gesto (Gv 12,1-8) della peccatrice anonima: “cospargere i piedi di Gesù con olio profumato di vero nardo e di asciugarli con i propri capelli”. Era questo un segno di squisita ospitalità e di esaltazione per l’ospite Gesù da parte di Maria.
Ma non basta. Qualcuno l’ha fatta diventare non solo una vera leader delle prime comunità cristiane (ed      è anche possibile, date le credenziali di testimone della morte e Risurrezione di Cristo) ma anche l’autrice del quarto vangelo: Maria di Magdala al posto di Giovanni, insomma l’apostolo prediletto… è lei stessa (così, secondo una interpretazione fantasiosa, sarebbe anche nel celebre dipinto di Leonardo Da Vinci!).

Altri equivoci e distorsioni sono arrivate dai vangeli apocrifi, come il vangelo di Maria Maddalena e il vangelo di Filippo. Quest’ultimo (rinvenuto a Nag Hammadi nel 1945) ma già noto in alcuni frammenti fin dall’antichità, è di almeno 200 anni posteriore a quelli canonici. Contiene palesi influenze eretiche (gnostiche) e affermazioni senza nessuna traccia anzi in aperta contraddizione con quelli canonici approvati dalla tradizione. È in sostanza un vangelo che disprezza la corporeità, il matrimonio e quindi anche la donna. Nel Vangelo non è così, per niente. Anzi il contrario. Si pensi solamente al primo miracolo operato da Gesù, a Cana (Gv 2,1-11), quasi per sigillare cioè benedire da parte di Dio (perché i miracoli li fa solo Dio) l’amore di due giovani sposi all’inizio del loro matrimonio.

Maria di Magdala è citata due volte nei brevi detti che compongono il vangelo di Filippo. Una volta per affermare che Maria la madre di Gesù, Maria la sorella di lei (sic!) e Maria di Magdala sono solo manifestazioni apparenti dell’unica Maria spirituale. Così dice infatti il versetto 32: “Tre donne camminavano sempre con il Signore: Maria sua madre, Maria la sorella di lei e la Maddalena, la quale è detta sua compagna: Maria, in realtà, è sorella, madre e coniuge di lui” (G. Ravasi). Maria Maddalena che è tutto, insomma. È stato specialmente questo il versetto apocrifo, che ha dato forza alla leggenda della Maddalena “compagna” (come si intende oggi) di Gesù, ripreso abbondantemente da romanzi fanta-teologici e da codici vari (e dai film susseguenti, imposti dalla legge del business) apparsi recentemente e letti anche da cristiani non si sa con quanto spirito critico.

 
In un’altra leggenda, di stampo medievale (Jacopo da Varagine) afferma che “San Pietro affidò Maria Maddalena a San Massimino, uno dei 72 discepoli del Signore. E così Massimino, Maria Maddalena, Lazzaro, Marta (…) furono allontanati in mezzo al mare dagli infedeli” per arrivare nel sud della Francia, in Provenza… Intrecciato con questo viaggio la storia del Santo Graal, della dinastia dei Merovingi, e del “segreto” portato dalla Maddalena, e del Codice ultimo di Da Vinci. Un fiume di pura fantasia. In Francia c’è comunque stato un forte culto alla santa di Magdala (anche con santuari diventati famosi). Tuttavia “è certo, comunque, che risalgono a falsi documenti medievali le pretese di luoghi francesi come Veselay e Saint-Maximin di custodire il corpo della santa” (Vittorio Messori).
 Nei Vangeli apocrifi  e gnostici ci sono altri errori su Maria Di Magdala,vediamo che in quelli sorti nella cristianità d’Egitto attorno al III secolo, in alcuni di questi scritti, come nello Pseudo-Cirillo, Maria di Magdala viene identificata con Maria , la madre di Gesù!
Vediamo che i Vangeli apocrifi e gnostici non sono stati accolti dalla Chiesa, per essere pieni di errori, falsità ed eresie, e non hanno nemmeno validità storica, essendo per maggior parte prodotti di fantasia.
 
 
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9) LA DINASTIA DEGLI ERODI NON ERA AMATA DAGLI EBREI E NONAVEVA VALORE PER I ROMANI
 
Erode il Grande non era un ebreo, e quindi non fu mai accettato dagli ebrei, che cercavano di ribellarsi a lui, e poi ai suoi eredi
La famiglia di Erode.

 

La Giudea venne assoggettata a Roma e posta sotto il governatore della provincia della Siria. Gli ebrei furono però liberi di praticare la loro religione e di avere propri governanti e precisamente — dal 37 al 4 a.C. — un ebreo idumeo di nume Erode. Nonostante i suoi ambiziosi progetti edilizi — tra cui la costruzione di un nuovo tempio in Gerusalemme — Erode il Grande fu odiato dagli ebrei ed è ricordato soprattutto per la sua tirannia.

(Gesù nacque sono il suo regno e per suo ordine fu perpetrato il massacro degli innocenti a Betlemme).

Alla sua morte il regno fu diviso tra i suoi tre figli Archelao ereditò la Giudea e la Samaria, ma fu un sovrano talmente repressivo che nel 6 d.C. i romani lo deposero e nominarono al suo posto un governatore o ‘procuratore’. (Dal 26 al 36 d.C. Ponzio Pilato). Erode Antipa governò la Galilea e la Perea, mentre Filippo ebbe l’Iturea, la Traconitide e il territorio a nord-ovest.

http://www.parrocchie.it/calenzano/santamariadellegrazie/La%20speranza%20ebraica.htm

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Erode, denominato ‘Il Grande’, era il padre di quello della passione, Erode Antipa (4 a.C-9 d.C.), che aveva avuto dalla samaritana Maltace.
Le notizie ci vengono riferite specialmente dallo storico Giuseppe Flavio nelle due opere: La Guerra Giudaica e Le Antichità Giudaiche.
Suo padre si chiamava Antipatro, giudeo dell’Idumea (regione a sud della Galilea) e la madre Kypros, di origine araba.
Antipatro raggiunse una posizione molto influente in Giudea dopo la conquista romana (63 a.C.) e nel 47 a.C. fu nominato procuratore da Giulio Cesare.
Antipatro ebbe due figli: Fasael ed Erode, nato verso il 73 a.C.
Il nome Erode significa ‘discendente da eroi’.
Erode fu certamente un eroe di operosità e tenacia, di sontuosità e magnificenza, ma fu soprattutto un genio di crudeltà e brutalità. Da sfondo faceva una smisurata ambizione ed una frenesia di dominio.
Antipatro, in seguito alla sua nomina a procuratore nominò il figlio Erode a prefetto militare della Galilea.
A questo Erode nel 40 a.C. il senato conferì il titolo di ‘Re dei Giudei’. Tuttavia solo dopo tre anni di lotte ininterrotte e di terribili stragi (26) poté ascendere al trono di Giudea e regnare per 33 anni (dal 37 a.C. al 4 a.C.).
In positivo il suo nome è legato alla ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, iniziata nel 20/19 a.C. La sua dedicazione avvenne dieci anni dopo. Seppure le rifiniture durarono ancora molto tempo (sostanzialmente fino al governo del procuratore Albino, 62-64 d.C.), doveva essere ugualmente bellissimo se gli apostoli un giorno al tramonto del sole dissero affascinati al Signore: “Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!” (Mc., 13,1).
Questo tempio era il terzo: il primo quello costruito da Salomone e distrutto nella campagna di Nabucodonosor nel 586 a.C.; il secondo fu edificato dopo il ritorno dall’esilio babilonese ed inaugurato nel 515 a.C.; questo tempio al tempo di Erode era così decadente che si ritenne meglio abbatterlo e costruirne uno completamente nuovo. Questo terzo tempio fu distrutto nella famosa guerra giudaica nel 67-70 d.C.
Ma, insieme al Tempio, Erode fece costruire anche altri edifici pagani in onore della dea Roma e del divino Augusto a Samaria, a Cesarea al Panion ed altrove.
Questa prodigalità non deve far supporre che si trattava di sentimenti religiosi sinceri. La corte di Erode a Gerusalemme era pagana. Per la corruzione ed oscenità triviale superava di gran lunga le altre corti orientali.
Inoltre si impegnò molto ad abbellire le città con grandi costruzioni e nuovi monumenti civili.
A Gerusalemme costruì un teatro ed un anfiteatro; abbellì la fortezza Baris dei Maccabei, dandole il nome di Antonia in onore del suo protettore Marco Antonio; edificò lo splendido palazzo reale a nord-ovest della città; restaurò la città di Samaria, che chiamò Sebaste in onore di Augusto (Augustus è la latinizzazione del nome greco Sebastos); edificò il palazzo-fortezza Haerodium a sud di Betlemme, ed altro; fondò la nuova capitale Cesarea Marittima, sulla sponda del Mediterraneo.
Siffatta attività gli valse il titolo di Grande.
Ma, nonostante questo, Erode sapeva benissimo che i suoi sudditi lo odiavano e che godevano di qualunque disgrazia familiare che si rovesciava sulla corte, perché Erode non amava il popolo. Al mancato affetto dei sudditi, il monarca suppliva con la coscienza della propria forza; ad ogni manifestazione di rancore popolare rispondeva con ulteriori rivalse e vendette.
Purtroppo Erode è uno degli uomini il cui bene realizzato è offuscato da tantissimo male. Espongo alcune sue ‘malefatte’ non per gusto di cronaca nera, ma per evidenziare come l’ordine da lui impartito dell’uccisione dei bambini di Betlemme non è un fatto isolato e tantomeno inventato ma del tutto collimante con il suo agire precedente.
Un certo Malico uccise suo padre Antipatro facendolo avvelenare (43 a.C.). Erode per vendicare la morte del padre fece uccidere l’assassino presso Tiro (27).
Inoltre fece imprigionare il fratello Fasael, il quale per disperazione si suicidò fracassandosi la testa contro un muro (28)
Dopo aver ordinato l’uccisione di sua moglie Mariamne I (29 a.C.) (29) nel 7 a.C. dispose la stessa sorte per i due figli avuti da lei: Alessandro ed Aristobulo (30).
Cinque giorni prima di morire fece giustiziare un altro suo figlio Antipatro, avuto da Doris, una delle sue mogli (31).
Infine, sentendo ormai prossima la morte, progettò un ultimo atto di crudeltà. Sapeva che i suoi sudditi avrebbero gioito per la sua scomparsa. Questo lui non lo poteva accettare: tutti dovevano piangere la sua morte. Per questo ordinò alla sorella Salome di convocare a Gerico (dove si trovava ammalato al momento della morte) tutti i grandi del regno, conferendole il mandato di farli uccidere tutti appena lui fosse spirato.
Così ci riferisce Giuseppe Flavio: Erode, sentendosi prossimo alla morte, “giunse al punto di deliberare un’azione ch’era fuor di ogni legge. Radunati infatti da ogni borgata di tutta la Giudea gli uomini più insigni, comandò che fossero chiusi dentro al luogo chiamato Ippodromo; chiamata poi la sorella Salome con suo marito Alexa disse: So che i Giudei faranno festa per la mia morte; eppure io posso essere pianto per altre ragioni ed ottenere uno splendido funerale, qualora voi vogliate seguire le mie commissioni. Questi uomini che stanno rinchiusi, voialtri, quando io sarò spirato, ammazzateli tutti, dopo averli fatti circondare dai soldati, cosicché tutta la Giudea e tutte le famiglie anche non volendo verseranno lacrime per me” (32).
Per fortuna in questo caso la sorella si dimostrò meno crudele del fratello: morto il re rimise tutti i dignitari in libertà.
Erode morì a Gerico nell’aprile del 750 di Roma (= 4 a.C.), all’età di circa 70 anni, dopo sei mesi di atroce malattia.
Il suo cadavere, già in vita roso dai vermi, fu trasportato con grandi onori all’Erodion, palazzo-fortezza che aveva fatto costruire, divenne suo mausoleo.
Sempre secondo Giuseppe Flavio, il funerale si svolse nel modo più splendido possibile: “Erode fu posto su di una lettiga d’oro tempestata di perle preziose e molteplici gemme di diversi colori e una coperta di porpora; anche il morto era vestito con un abito di porpora, portava un diadema sul quale era sistemata una corona d’oro, sul lato destro giaceva il suo scettro” (33).
Erode fu sempre tenacemente attaccato alla sua corona acquistata a gran prezzo e non esitò a sopprimere chiunque potesse considerare un suo ipotetico rivale, fossero anche amici, parenti o gli stessi familiari.

http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=82&id_n=2143
 
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I SUCCESSORI DI ERODE IL GRANDE
 
 

.Erode Archelao (23 a.C.18 d.C.) fu re di Giudea dal 4 a.C. al 6 d.C..

Figlio di Erode il Grande, re della Giudea, e di Maltace la samaritana, fu nominato successore al trono dal padre poco prima della sua morte avvenuta nel 4 a.C.

 

Erode Antipa (Herodes Antipatros; 20 a.C. – dopo il 39) era figlio di Erode il Grande, re di Giudea, e della sua quarta moglie, la samaritana Maltace.

Secondo i Vangeli, fece arrestare e uccidere Giovanni il Battista e incontrò Gesù durante la sua passione.

Erode Agrippa I detto il Grande (in latino: Marcus Iulius Agrippa; 10 a.C.44) è stato un re di Giudea. Era nipote di Erode il Grande e figlio di Aristobulo e Berenice (a sua volta figlia di Salome, sorella di Erode), quando nel 39 fu investito del titolo di re.

Al momento della sua morte, l’unico erede legittimo di Erode Agrippa era il figlio adolescente Agrippa II, perciò l’imperatore Claudio decise di riportare la provinciaIudaea sotto il diretto controllo di Roma attraverso un Procurator Augusti. A Cuspio Fado (44-46) successe nel governo Tiberio Giulio Alessandro fino al 48.

Wikipedia

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10) DALLE FONTI STORIVHE E CRISTIANE NON ESISTE NESSUN LEGAME FRA LA DINASTIA DEGLI ERODI E LA SACRA FAMIGLIA DI GESU’

DALLE FONTI CRISTIANE
SANTA MARIA DI NAZARETH
Santa Maria di Nazaret, in aramaico מרים, Maryām; in greco dei LXX Μαριαμ, Mariam, Μαρια, Maria; in Arabo: مريم, Maryam, è il nome della madre di Gesù. (Palestina, I secolo a.C.; † I secolo), concepita senza peccato, l’arcangelo Gabriele le annunciò che avrebbe concepito verginalmente, per opera dello Spirito Santo, il Figlio di Dio, e disse il suo sì generoso.
Curò, con san Giuseppe suo sposo, la prima educazione di Gesù facendosi poi la prima discepola del figlio e seguendolo fin sotto la croce.
Attese con i discepoli di Gesù e i fratelli di lui la venuta dello Spirito Santo nella Pentecoste..
Dopo l’ascensione al cielo di Gesù non si hanno più notizie di lei dai vangeli.
Una tradizione accreditata la vede ad Efeso con San Giovanni dove muore e viene assunta in cielo in anima e corpo.
Tra i vangeli sinottici quello che presenta in maniera più diffusa la figura di Maria è quello secondo Luca. Vi si racconta che viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio rimanendo vergine (Lc 1,26-38). La sua adesione totale al piano di Dio ne fa il modello per tutti i credenti:
« Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola. » (Lc 1,38)
Lo stesso Vangelo racconta la sua pronta partenza per Ayn Karin, per aiutare la cugina Elisabetta, più anziana di lei ed incinta di sei mesi. Da Elisabetta Maria è chiamata “la madre del mio Signore”. Maria risponde proclamando il Magnificat (Lc 1,46-55).
Trovandosi a Betlemme, in Giudea, con suo marito Giuseppe per il censimento di Augusto, partorì in un luogo disagiato suo figlio, al quale Giuseppe, seguendo le indicazioni dell’arcangelo Gabriele impose il nome Gesù. Il vangelo racconta il canto degli angeli e la visita dei pastori (Lc 2,1-20).
Quando Gesù compì dodici anni, Maria e Giuseppe lo accompagnarono nel Tempio di Gerusalemme. Tornando a Nazaret, i genitori non trovarono più Gesù e, preoccupati, tornarono indietro a cercarlo. Lo ritrovarono il terzo giorno nel Tempio, dove Gesù stava insegnando fra i dottori della Legge.
I Vangeli ce la presentano in vari momenti vicino a Gesù nel periodo del suo ministero pubblico.
Francesco Botticini, L’Assunzione della Vergine Maria
In Giovanni
Nel Vangelo secondo Giovanni è chiamata sempre «la Madre di Gesù». I biblisti cattolici ritengono che in tale vangelo Maria sia il simbolo dell’Israele fedele, che aspetta da Gesù il dono del vino della nuova alleanza (Nozze di Cana). Inoltre, essa è colei che ha fatto compiere al Figlio il primo miracolo della sua vita pubblica, ed è perciò presentata come la mediatrice di tutte le grazie presso Gesù Cristo.
Negli Atti degli Apostoli
Negli Atti degli Apostoli è presentata in preghiera con gli apostoli e i discepoli in attesa della venuta dello Spirito Santo (At 1,14). Essa fu perciò il centro attorno a cui gli stessi apostoli e discepoli si riunirono per la discesa dello Spirito, e per questo è riconosciuta madre della Chiesa (Litanie Lauretane).
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Nei Vangeli apocrifi
Le informazioni contenute in alcuni vangeli apocrifi trovano conferma nella Tradizione della Chiesa. I genitori di Maria si chiamavano Gioacchino e Anna e concepirono Maria in tarda età, dopo una vita sterile (quindi ignobile per gli ebrei, che ritenevano la mancanza di figli segno di peccato).
Altre fonti, molto meno attendibili, si concentrano sulla sua vita prima della nascita di Gesù. Maria sarebbe rimasta nel tempio dall’età di tre anni fino al periodo della pubertà e per poi essere promessa sposa a San Giuseppe, che fu miracolosamente designato fra altri aspiranti dalla fioritura di una verga.
Secondo il vangelo apocrifo di Bartolomeo una prima annunciazione fu data a Maria nel tempio stesso di Gerusalemme.
Cathopedia
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GESU’ DI NAZARETH
Gesù di Nazaret (Betlemme, 7 a.C.-2 a.C.[2] – Gerusalemme, 26-36) è il fondatore e la figura centrale del Cristianesimo, religione che lo riconosce come il Cristo (Messia), atteso dalla tradizione ebraica, e Dio fatto uomo. Durante gli ultimi anni della sua vita, Gesù ha svolto la sua attività di predicatore, guaritore ed esorcista nella provincia romana della Giudea, la regione storica della Palestina.
Gesù è l’adattamento italiano del nome aramaico יֵשׁוּעַ (Yeshua), che significa “YHWH è salvezza” o “YHWH salva”. Secondo la tradizione cristiana, le principali fonti testuali relative a Gesù sono i quattro vangeli canonici (Matteo, Marco, Luca e Giovanni). Per quanto concerne le ricerche storiche sulla sua vita le principali fonti si trovano nel Nuovo Testamento, in particolare nelle lettere di Paolo e nei vangeli sinottici, fonti che hanno trovato alcuni interessanti riscontri in ritrovamenti e studi archeologici. Gli ultimi secoli hanno visto infatti lo sviluppo di ricerche volte a valutare l’attendibilità storica dei vangeli, inclusi gli elementi soprannaturali e miracolosi, sia a ricostruire il profilo del Gesù storico.
I vangeli narrano la nascita di Gesù da Maria vergine, la predicazione focalizzata sull’annuncio del Regno dei Cieli e sull’amore al prossimo e realizzata con discorsi e parabole accompagnati da miracoli; narrano infine la sua passione, morte in croce, risurrezione e ascensione al cielo. I vangeli e gli altri scritti del Nuovo Testamento identificano Gesù con il Messia e il Figlio di Dio. Le neotestamentarie lettere di Paolo esaltano il valore salvifico della sua morte e risurrezione. Per le principali confessioni religiose cristiane è la seconda persona della Trinità, assieme al Padre e allo Spirito Santo e “vero Dio e vero uomo”.
Dai vangeli appare come la predicazione e l’operato di Gesù abbiano riscosso nella società ebraica coeva un successo limitato e circoscritto territorialmente ma che ha, secondo le fonti canoniche, raggiunto vari strati della società. Il breve periodo della sua predicazione si concluse con la morte in croce, richiesta, secondo i vangeli, dalle autorità ebraiche del Sinedrio, ma irrogata dall’autorità di Roma (che riservava agli schiavi una tale sorte), su decisione finale del prefetto romano Ponzio Pilato. Dopo la morte, i seguaci di Gesù ne sostennero la risurrezione e diffusero il messaggio della sua predicazione, facendone una delle figure che hanno esercitato maggiore influenza sulla cultura occidentale.
Wikipedia
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SAN GIUSEPPE DI NAZARETH
Giusèppe, santo – Sposo di Maria madre di Gesù, di cui G. era “reputato” (Luca 3, 23) padre; le poche notizie che abbiamo su di lui sono nei Vangeli (soprattutto Matteo e Luca), mentre pressoché privi di valore sono i tardi racconti dei Vangeli apocrifi che ebbero però molta influenza sulla tradizione e sull’arte. Presentato nella genealogia di Gesù come discendente di David, forse nato a Betlemme (o a Nazaret), esercitava un mestiere (di carpentiere o falegname: il gr. ha τέκτων che la Vulgata traduce faber); secondo gli Apocrifi e parte della tradizione antica (orientale, Ambrogio e, con qualche incertezza, Agostino) già vedovo prima di sposare Maria, G. avrebbe avuto dal primo matrimonio dei figli: ipotesi questa adottata per spiegare la presenza dei “fratelli di Gesù” nei Vangeli; ma già s. Girolamo avversava questa ipotesi (secondo la comune teologia cattolica quei “fratelli” sarebbero dei cugini), ritenendo G. vergine prima e dopo il matrimonio con la madre di Cristo. Nel racconto dell’Annunciazione, quando l’angelo Gabriele si presenta a Maria, essa è detta vergine sposa promessa a G. (Matt. 1, 18; Luca 1, 27), ma costui non l’aveva ancora introdotta nella sua casa (Matt. 1, 18): quindi erano uniti da vincolo di fidanzamento (che presso gli Ebrei era giuridicamente considerato già matrimonio). I Vangeli non dicono dell’età di G. (secondo alcuni apocrifi era di età avanzata) quando egli chiese la mano di Maria, mentre mettono in risalto la verginità di lei e il fatto che G. non ebbe alcuna parte nel concepimento di Gesù. Tuttavia, prima di conoscere il carattere prodigioso della maternità di Maria, G., preso da dubbio, nella sua giustizia pensò di scindere il contratto matrimoniale senza denunciare la gestante; poi, avvertito in sogno dall’Angelo del mistero del concepimento di Maria, G. visse con lei senza consumare il matrimonio (nella dottrina cattolica Maria restò vergine anche post partum). Il censimento indetto da Augusto obbligò G. a recarsi da Nazaret, sua dimora abituale, a Be tlemme, paese d’origine, giacché questa era stata la patria di David (Luca 2, 1-5); e ivi nacque Gesù. La persecuzione di Erode lo costrinse con la sua sposa e il bambino a rifugiarsi in Egitto, donde ritornò con essi, dopo la morte del re, a Nazaret: ivi restò forse fino alla fine della vita, probabilmente avvenuta prima dell’inizio del ministero di Gesù.
Enciclopedia Treccani
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CONCLUSIONE:
Nei primi secoli dell’era cristiana, nessuno ebreo o pagano sarebbe stato così matto da trasformare Erode Filippo, figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade,
padre di Salomè, in un messia ebraico salvatore, questo Erode Filippo non era nemmeno un personaggio famoso e conosciuto, visse a Roma,
e fu perfino ripudiato da sua moglie Erodiade.
Questa assurda idea è venuta in mente ad Alessandro De Angelis, che su Gesù cambia spesso idee, per vendere i suoi libri, ha inventato, che Gesù non è mai esistito, poi che era Giovanni il Galileo, personaggio inventato da un romanziere, poi che era Giovanni Battista,  poi che era Barabba, poi che era gay, e aveva un amante, poi che ebbe un figlio,
in ultimo che era il figlio di Erode il Grande, proprio quello che ordinò la strage degli innocenti.
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Bibliografia e Fonti;

Nuovo Testamento, Vangeli Apocrifi e Gnostici diverse edizioni.

https://it.wikipedia.org/wiki/Fonti_storiche_non_cristiane_su_Ges%C3%B9

http://www.uccronline.it/2015/04/19/le-testimonianze-extrabibliche-su-gesu-di-nazareth/#grecoromane

Testimonianze extracristiane

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=2

http://www.gesustorico.it/

I Documenti più antichi del cristianesimo

http://digilander.libero.it/Hard_Rain/

Giuseppe Flavio; Antichità Giudaica, Guerra Giudaica

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Ottimi articoli sulla testimonianza cristiana  di Giuseppe Flavio
 
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CENTRO-ANTI-BLASFEMIA
Questa pagina è gestita da storici e biblisti cristiani, i Vangeli specialmente dopo la scoperta di papiri risalenti alla fine del I secolo d.C, sono documenti molto storici, quello che c’è scritto nel Nuovo Testamento, e poi riscritto dai Padri della chiesa, risulta essere totalmene vero e attendibile, poi la storia conferma ogni cosa, già il 60 d.C esistevano le prime chiese nel Medio Oriente in Turchia e Grecia, anche a Roma, e già il 64 d.C ci furono i primi martiri cristian. Quindi non si tratta di leggende ma di storia, poi se i primi cristiani si facevano uccidere per non negare la divinità di Gesù, è perché questa era realtà e non racconti fantastici, nessuno si farebbe uccidere per una favola!
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 Confutazione a cura del Centro Anti-Blasfemia

ALESSANDRO DE ANGELIS HA CAMBIATO VERSIONE SUL PADRE DI GESU’

Quindi in questo ultimo libro  CRISTO  IL ROMANO
 
Gesù è figlio di Giuseppe figlio di Alessandro Helios, figlio di Cleopatra VII  e Marco Antonio, ed Erode il Grande è stato padre putativo  di Gesù solo per due anni.
Estratto dal suo libro che sta per uscire CRISTO IL ROMANO
 

***Essendo Giuseppe figlio di Alessandro Heli, e quest’ultimo fratello di Antonia Maggiore, ne risulta che questa fu zia di Giuseppe, figlio di Alessandro Heli e di Anna Boeto, che poi sposò Gioacchino dopo la morte di Alessandro.

***Quindi Nerone era figlio di Agrippina minore e Gneo Domizio Enobardo, cugino di Giuseppe. Nerone era quindi il figlio del cugino di Giuseppe, e sua madre era figlia dell’acclamato condottiero Germanico, nipote di Marco Antonio, di Agrippa e di Augusto, nonché sorella dell’imperatore Caligola che quindi era suo zio materno.

*** A questo punto Gesù e Nerone risultano essere cugini, Ricapitoliamo, Alessandro Heli e Ottavia Maggiore erano fratelli, figli di Marco Antonio; Giuseppe (figlio di Alessandro Heli) e Gneo Domizio Enobardo (figlio di Antonia maggiore) erano cugini; Gesù (figlio di Giuseppe) e Nerone (figlio di Gneo Domizio Enobardo) erano cugini di II°. Marco Antonio nacque a Roma il 14 gennaio dell’83 a.C. . Suo nonno era Marco Antonio Oratore, ucciso dai sostenitori di Gaio Mario nell’ 86 a.C., si distinse come militare ed oratore, e dopo aver trionfato sui pirati di Cilicia fu eletto al consolato, facendo così entrare la sua famiglia di origini plebee a far parte della nobiltà romana.

http://veritanwo.altervista.org/lultima-di-de-angelis-gesu-era-il-cugino-di-nerone-paolo-di-tarso-suo-figlio/

 
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ECCO COSA DICHIARAVA  DE ANGELIS NEGLI ALTRI SUOI ULTIMI LIBRI
 
Maria terza moglie di Erode il Grande che ebbe con lui Filippo e Gesù e Giacomo detto il Giusto con suo cugino Giuseppe.
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Gesù, il figlio segreto del re Erode il Grande-Libro Giugno 2015

http://www.alteraveritas.it/?p=8890

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__sangue-reale-libro.php

Le sue scoperte rivoluzionarie lo hanno portato a un risultato sconcertante: Gesù sarebbe il figlio di re Erode il Grande.

È stato spesso enfatizzato dalla religione cristiana che il regno di Gesù non fosse di questo mondo. La ricerca storica, tuttavia, sembra recentemente indirizzata verso una opinione differente: Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono della Giudea, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

Intrighi, cospirazioni e congiure di palazzo ostacolarono il cammino del futuro re, costretto a fuggire con sua madre Maria in Egitto, episodio che fu all’origine della leggendaria “strage degli innocenti”.

Governatori, re e tetrarchi coinvolti in un sanguinario gioco di potere per il controllo della terra palestinese; un re che tentò, fino alla morte, di conquistare il trono che gli spettava di diritto.

 

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L’Ultimo Faraone – Erode Gesù – Libro    Dicembre 2015

           La discendenza reale del sangue di Cristo

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__l-ultimo-faraone-erode-gesu-libro.php

Il quadro che emerge è un Cristianesimo che trae molti dei suoi aspetti caratteristici dall’antico Egitto, primo fra tutti la similarità tra il culto mariano e quello della dea Iside,

 legato alla celebrazione delle cosiddette “madonne nere”.

L’anello di congiunzione tra i due culti risulterebbero essere, secondo gli studi dell’autore, la ‘Vergine Maria, figlia della regina Cleopatra VII d’Egitto, e Giuseppe,

 nipote di Marco Antonio e della stessa Cleopatra.

L’autore prosegue spiegando i processi che furono alla base della nascita del Cristianesimo, avvenuta soprattutto grazie a Simone Pietro e Saulo Paolo,

 implicati nella congiura dei Pisoni e nell’incendio che colpì l’Urbe nel 64 d.C contro la reggenza di Nerone.

 

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RIASSUMIAMO COSA DICE DE ANGELIS  DI GESU’ IN QUESTI ULTIMI SUOI LIBRI

Gesù sarebbe il figlio di re Erode il Grande.

Il re senza corona: Gesù, il figlio segreto di Erode il Grande.

Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono della Giudea, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

Il primo profeta dell’Islam è stato Gesù, non Maometto, Gesù figlio del re arabo Erode il Grande.

 Gesù marito di Erodiade e di sua zia Marta con Lazzaro, Simeone e Salome figli, ucciso dagli arabo-idumei nel 65 trasformato nel cristo re redentore.

Saul e Simeone, nipote e figlio di Gesù, pluriomidici che incendiarono Roma sotto Nerone con la collaborazione di Seneca, Rufo ed altri altolocati romani e colpevoli della morte di migliaia di uomini, donne e bambini, trasformati in san Paolo e san Pietro.

Pietro e san Paolo erano figlio e nipote di Gesu, uccisi da Nerone per aver cospirato contro di lui incendiando Roma per destabilizzarlo politicamente, insieme a senatori e politici romani.

Fin qui abbiamo i seguenti figli di Gesù; Lazzaro, Simeone, Salome,( Pietro, il nipote Paolo, sono Simone e Saul).

Paolo di Tarso era il nipote di Gesù ed Erodiade sorella di suo padre.

Paolo era un brigante Erodiano di sangue reale che dopo aver ucciso e rubato agli ebrei decise di costruire su suo zio Gesù, il Cristo re redentore, in perfetta concordanza con la nobiltà romana con cui era imparentato grazie a sua madre Berenice di Cilicia.

Maria terza moglie di Erode il Grande che ebbe con lui Filippo e Gesù e Giacomo detto il Giusto con suo cugino Giuseppe.

Maria nel cerco di avvelenare il re  Erode il Grande, che scoprì tutto  e la costrinse a fuggire in Egitto.

Gesù ebbe due mogli: Erodiade con cui ebbe tre figli Salomè, Lazzaro e Simeone di Gerusalemme e con Marta sorella di sua madre Maria che sposò in tarda età.

 Gesù si salvò nel processo con Pilato e  morì nel 65 d.C. a Gerusalemme ucciso dai suoi connazionali arabo-idumei.

Gesù era ateo e non credeva nella resurrezione dell’anima e il suo lunghissimo discorso ai suoi connazionali prima di essere ucciso.

Lazzaro, Giuda l’Iscariota e Giuda Taddeo, ovvero i figli di Gesù, Simone e Giacomo.

Quindi Gesù ha altri figli, Giuda Iscariota, Giuda Taddeo, Giacomo.

Simone, Lazzaro e Salomè: i 3 figli di Gesù ed Erodiade

Gesù e Giovanni Battista, un complotto comune contro Antipa?

Gesù: prima muore poi compie l’ultima cena.

Giovanni Battista di Gamala e gli apostoli, inseriti tra i  fratelli di Gesù e replicati per portarne il numero a dodici, erano dei rivoluzionari figli di Giuda il Galileo. 

Gesù sarebbe stato il legittimo erede al trono di Israele, destinato a governare la Palestina secondo il volere di suo padre, Erode il Grande.

 Erode cercava il figlio Gesù perché era destinato a diventare il re d’Israele, e non per ucciderlo.

Gesù, saputo del viaggio di Antipa, avvisato da Giovanna, moglie di Cuza, amministratore delle ricchezze di Antipa, si accorda con Giovanni Battista, figlio di Giuda di Gamala, per attaccare Antipa.

Giovanni inizia a criticare Antipa per aver violato le leggi ebraiche, che non gli consentivano di sposare la moglie di suo fratello ancora vivente, e insieme a Gesù tentano una rivolta

 insieme al tetrarca.

Nel frattempo il suocero di Antipa, sapendo che stava ripudiando sua figlia, lo attacca con il suo esercito e, mentre impervia lo scontro, Giovanni e Gesù attaccano Antipa, che chiederà soccorso a Pilato.

Pilato li catturerà; mozzerà la testa a Giovanni, ma salverà Gesù, facendosi corrompere dal denaro offertigli dalla ricchissima Marta e da Giuseppe, suo cugino e padre putativo.

Nel processo Pilato accusa Gesù di essersi voluto dichiarare “re dei Giudei”, lo appende al palo, o stauros, e dopo poche ore, quando Giuseppe gli chiede il corpo di Gesù, acconsente affinché lo portino via.

Questo darà il via alle sue numerose apparizioni, che serviranno per la costruzione del mito della resurrezione di Gesù, che ritroviamo nel 64 d.C. come sommo sacerdote e marito di Marta, sua zia, nonché sorella di Maria.

Gesù è coinvolto  nella diatriba con Anano, che voleva uccidere il fratello di Gesù, Giacomo il Giusto, figlio di Maria e di Giuseppe. Gesù riuscirà a salvarlo, per essere poi ucciso nel 65 d.C.

Gesù insieme ad Anano per aver cercato di placare l’inizio della rivolta a Gerusalemme, che iniziò grazie alle angherie di Gessio Floro.

Mariamne II Boeto terza moglie del re Erode il Grande madre di Gesù.

Martha Boethos, sorella di Maria che diventerà sposa di Gesù quando rimase vedova.

A Gesù fu dato l’epiteto di “Gamala” in quanto si alleò con i rivoluzionari figli di Giuda di Gamala, quando attaccò il fratellastro Antipa che cercò di spodestarlo dalla successione della tetrarchia del fratello Filippo morto a cui doveva succedere, accordandosi con la moglie di Gesù, Erodiade, per unirsi in matrimonio con lei.

Tutti i figli di Erode il Grande hanno un nome tranne questo “Erode” in quanto era Gesù, successore al trono d’Israele in caso di morte di Antipatro che venne ucciso nel 4 a.C., processato dal governatore Varo insieme ad Erode il Grande.

Dopo essere fuggita in Egitto con Giuseppe e dopo aver avuto il tetrarca Filippo ed Erode Gesù con Erode il Grande, Maria ebbe un altro figlio con Giuseppe: Giacomo detto il Giusto.

La vera morte di Gesù raccontata da G. Flavio nel 68 d.C.:

Così parlò Gesù, ma la massa degli Idumei non gli dette ascolto, anzi era infuriata di non poter entrare immediatamente, mentre i capi fremevano all’idea di deporre le armi: a farlo per ingiunzione di altri pareva loro come di esser caduti prigionieri.[...]Durante la notte scoppiò un violento temporale con venti impetuosi, piogge torrenziali, un terrificante susseguirsi di fulmini e tuoni e spaventosi boati di terremoto. [...]A lui si affiancava degnamente Gesù, inferiore rispetto ad Anano, ma superiore agli altri. Debbo ritenere che dio, avendo condannato alla distruzione la città contaminata e volendo purificare col fuoco i luoghi santi, eliminò coloro che vi erano attaccati con tanto amore. E quelli che poco prima, avvolti nei sacri paramenti, avevano presieduto a cerimonie di culto di portata universale ed erano stati oggetto di venerazione da gente venuta nella città da ogni paese, era dato ora di vederli gettati ignudi in pasto ai cani e alle fiere. Su uomini siffatti io credo che la stessa virtù abbia lacrimato, lamentando di esser stata così calpestata dalla malvagità: tale fu la fine di Anano e di Gesù.

 

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In questa parte Gesù è stato scambiato con Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome.

Erode Filippo nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.

Gesù sarebbe anche il sommo sacerdote Gesù Gamaliel in carica verso il 63-64 d.C., nato il 34 d.C. e morto il 68 d.C.  Gesù Gamaliel era zio di Erode Filippo, perché aveva sposato Marta la sorella di sua madre. Come vedete Gesù Gamaliel è nato un anno dopo la morte di Erode Filippo.

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DE ANGELIS STA CAMBIANDO SEMPRE VERSIONE SU GESU’ PER VENDERE I SUOI LIBRI

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GLI ALTRI LIBRI DI ALESSANDRO DE ANGELIS CONTRO GESU’

Dove Gesù sarebbe Giovanni Battista e anche Giovanni Gamala.

 

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LAZZARO IL FIGLIO SEGRETO DI GESU’ LIBRO MAGGIO 2015

In questo libro Alessandro De Angelis e suo figlio Alessio dichiarano;

Incredibile, uno scoop dietro l’altro che devasteranno 2000 anni di inganni degli evangelisti. Gesù prima viene crocifisso e poi il giorno seguente va a fare l’…ultima cena. Questa e tantissime altre scoperte che riportiamo nei 10 punti sottostanti sui due libri”Il figlio segreto di Gesù” e “Lazzaro il figlio segreto di Gesù in prossima uscita a inizio maggio.
1) Giovanni Battista era Gesù.
2) Giovanni, san Giacomo e Simon Pietro erano figli del rivoluzionario Giuda di Gamala.
3) Lazzaro era il figlio di Gesù e nipote Giuda di Gamala.
4) Giuda il traditore era figlio di Simon Pietro e Giuda Taddeo di Giacomo.
5) Il tradimento di Giuda che cercò di spodestare Lazzaro dal trono di re d’Israele quando conquistarono Gerusalemme nel 66 d.C. e che per questo fu ucciso da Lazzaro.
6) Ricostruzione della morte di Giovanni/Gesù, Giacomo, Simon Pietro, Lazzaro, Giuda l’Iscariota il traditore e Giuda Taddeo.
7) Ricostruzione della cattura e processo di Gesù con Pilato ed Antipa.
8) Prove di come replicarono Giovanni, Giacomo e Simone per coprire i rivoluzionari, e di come replicarono Maria con Maria di Cleopa e Salome per dare nuove madri e padri ai personaggi replicati.
9) Prova di come Nazareth era Gamala, patria dei rivoluzionari e di Giuda il Galileo.
10) Prova di come i rivoluzionari coniarono moneta locale ed abolirono la schiavitù, per essere poi trasformati dal potere di Roma in pacifici predicatori e coercizzare i popoli, ieri come oggi.

https://www.facebook.com/IlFiglioSegretoDiGesu

RIASSUMIAMO

Gesù era Giovanni Battista, insieme a Pietro e Giacomo erano i figli di Giuda Gamala.

Lazzaro era figlio di Gesù, Giuda Iscariota di Pietro, Giuda Taddeo di Giacomo.

Quindi una rielaborazione della tesi di Luigi Cascioli che dichiarava che Gesù era Giovanni di Gamala, personaggio in realtà inesistente.

 

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Questo è lo stesso libro descritto sopra con diverso titolo;

Il Figlio Segreto di Gesù – Libro Dicembre 2014

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__il-figlio-segreto-di-gesu-libro.php

In questo libro Alessandro De Angelis e il figlio Alessio dichiarano;

Il figlio segreto sarebbe Lazzaro di Betania.

“Gesù allora, avendo visto la madre [ovvero la madre del discepolo che Gesù amava, NdA] e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre:

 Moglie, ecco tuo figlio! Poi disse al discepolo: Ecco tua madre! E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé”.

Quindi sotto la croce ci stava la moglie e il figlio.

 

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Incredibile, solo nel vangelo di Giovanni c’era Maria madre di Gesù sotto la croce, nella deposizione al sepolcro e nella resurrezione, insieme a Maria di Cleop…a e Maria di Magdala compagna di Gesù, negli altri vangeli è assente. Come è possibile? In realtà c’è anche negli altri vangeli, presente come Maria di Cleopa. Infatti abbiamo trovato le prove che Maria madre di Gesù è stata replicata in Maria di Cleopa, presente negli altri vangeli e Salome. ma a cosa serviva replicare la madre di Gesù? A nascondere i rivoluzionari Giacomo fratello di Giovanni Battista e Simone, figli del rivoluzionario Giuda di Gamala fondatore della setta degli zeloti, uccisi sotto Tiberio Alessandro nel 46/48, mentre Giovanni Battista alias Gesù fu ucciso tra il 35 ed il 36 d.C. da Pilato. Il più grande inganno che questo pianeta abbia mai conosciuto sta per essere svelato al mondo intero, serve solamente che ve ne accertiate e ci aiutate a diffondere le prove. Tutte le prove nei due libri “Il figlio segreto di Gesù” e “Lazzaro il figlio segreto di Gesù” in prossima uscita dove portiamo le prove che:
1) Giovanni Battista era Gesù.
2) Giovanni, san Giacomo e Simon Pietro erano figli del rivoluzionario Giuda di Gamala.
3) Lazzaro era il figlio di Gesù e nipote Giuda di Gamala.
4) Giuda il traditore era figlio di Simon Pietro e Giuda Taddeo di Giacomo.
5) Il tradimento di Giuda che cercò di spodestare Lazzaro dal trono di re d’Israele quando conquistarono Gerusalemme nel 66 d.C. e che per questo fu ucciso da Lazzaro.
6) Ricostruzione della morte di Giovanni/Gesù, Giacomo, Simon Pietro, Lazzaro, Giuda l’Iscariota il traditore e Giuda Taddeo.
7) Ricostruzione della cattura e processo di Gesù con Pilato ed Antipa.
8) Prove di come replicarono Giovanni, Giacomo e Simone per coprire i rivoluzionari, e di come replicarono Maria con Maria di Cleopa e Salome per dare nuove madri e padri ai personaggi replicati.
9) Prova di come Nazareth era Gamala, patria dei rivoluzionari e di Giuda il Galileo.
10) Prova di come i rivoluzionari coniarono moneta locale ed abolirono la schiavitù, per essere poi trasformati dal potere di Roma in pacifici predicatori e coercizzare i popoli, ieri come oggi.

https://www.facebook.com/IlFiglioSegretoDiGesu

 

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Gesù, il Che Guevara dell’Anno Zero – Libro Luglio 2014

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__gesu-il-che-guevara-dell-anno-zero-libro.php

In questo libro Alessandro De Angelis dichiara;

Gesù e Giovanni detto Battista sono due personaggi inventati e costruiti sul rivoluzionario Giovanni, figlio di Giuda di Gamala.

Gli apostoli? Costruiti sui fratelli di Giovanni ed anche loro figli di Giuda.

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La Fine del Cristianesimo – Gesù e gli Apostoli non sono Esistiti: Le Prove – Libro Marzo 2012

http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-fine-del-cristianesimo-gesu-e-gli-apostoli-non-sono-mai-esistiti-le-prove-libro.php#

In questo libro Alessandro De Angelis e il figlio Alessio dichiarano;

  • Perché le uniche due testimonianze della sua esistenza, presenti nelle opere di Tacito e Giuseppe Flavio, sottoposte a una attenta analisi linguistica e filologica risultano essere dei clamorosi falsi?
  • Perché i quattro vangeli canonici, vale a dire gli unici documenti che testimoniano l’esistenza di Gesù, risultano essere dei falsi introdotti nel III secolo, ma redatti intorno a un fulcro del II secolo d.C.?
  • Perché alcune iscrizioni epigrafiche testimoniano l’esistenza dei cristiani prima della canonica venuta di Gesù?
  • Può la ricerca storica dimostrare la falsità dei racconti evangelici e attestare l’inesistenza di personaggi neotestamentari come gli Apostoli e san Paolo, quest’ultimo considerato come «l’inventore del Cristianesimo»?

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Giovanni il Galileo Ovvero Gesù-Libro Ottobre 2012

La fine del potere politico-economico della chiesa la truffa del debito pubblico e del global warming

In questo libro Alessandro De Angelis con il figlio Alessio dichiarano;

Descrizione di Giovanni il Galileo Ovvero Gesù, ripropongono  la tesi inventata da Luigi Cascioli.

 

 

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http://www.nocensura.com/2014/10/lo-scrittore-de-angelis-gesu-era-gay-e.html

15 Ottobre 2015

In questo articolo si parla che Alessandro De Angelis dichiara che Gesù era gay.

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Gesù sarebbe gay e il suo amante sarebbe l’Apostolo Giovanni.

Giovanni Apostolo sarebbe Giovanni di Gamala, ma anche Barabba e Giovanni Battista sono Giovanni di Gamala, in altri libri Gesù è Giovanni Gamala,

tesi copiata da Luigi Cascioli.

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CONFUTAZIONE

VEDIAMO COSA DICONO LE FONTI STORICHE E CRISTIANE

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INCOMINCIAMO CON GIUSEPPE PADRE PUTATIVO DI GESU’

I NONNI E BISNONNI DI GESU’ ERANO SANTI EBREI E NON AVEVANO LEGAMI CON I PAGANI ROMANI
 
Matteo 1: 15-16
 
 
1:15 Eliud generò Eleàzaro; Eleàzaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe;
1:16 Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.
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Luca 3: 23-25
 
3:23 Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent’anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli,
3:24 di Mattàt, di Levi, di Melchi, di Iannài, di Giuseppe,
3:25 di Mattatìa, di Amos, di Naum, di Esli, di Naggai,
 
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Vediamo che in Matteo, Giuseppe è figlio di Giacobbe, il quale è figlio di Mattan, il quale è figlio di Eleazaro.
 Vediamo che in Luca , Giuseppe è figlio di Eli, il quale è figlio di Mattat, il quale è figlio di Levi.
 
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Gli studiosi dicono che la genealogia di Matteo segue Giuseppe, mentre Luca segue Maria, allora questo Eli che sarebbe padre di Giuseppe in Luca è il padre di Maria,
dagli Apocrifi sappiamo che il padre di Maria si chiamava Gioacchino
 
 
MA   LA SPIEGAZIONE PIU’ VERA SULLA DIFFERENZA TRA LE DUE GEEALOGIE DI MATTEO E LUCA La maggior parte degli interpreti sia antichi che moderni ritiene che i due Evangelisti riferiscano entrambi la genealogia di S. Giuseppe, e per spiegare le divergenze ricorrono alla legge del levirato (Dt 25,5-10; Mt 22,24ss.), la quale voleva che se un uomo fosse morto senza figli, il suo più prossimo parente ne dovesse sposare la vedova, e il primo figlio che fosse nato venisse considerato come figlio del defunto, a cui succedeva nei diritti e nell’eredità.
  Se perciò Giuseppe secondo S. Matteo è figlio di Giacobbe e secondo S. Luca invece è figlio di Eli, ciò proviene dal fatto che Giacobbe ed Eli erano due fratelli solo da parte di madre.
Morto Giacobbe senza lasciar figli, Eli sposò la vedova cognata e generò Giuseppe, il quale, benché figlio naturale di Eli, dalla legge però veniva considerato come figlio di Giacobbe.
S. Matteo quindi riferirebbe la genealogia legale di Gesù, mentre S. Luca riporterebbe la reale.

  Giulio Africano che fu il primo a dare questa spiegazione, dice di averla ricevuta dagli stessi parenti di Gesù, che ancora vivevano.
Questa opinione è più probabile.

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ELI E’ UN NOME EBRAICO
Eli, in lingua ebraica: עלי, ʻEli, ʻĒlî, che significa “Ascensione” o “Dio è il più alto/Dio in alto”; in greco antico, Ηλί, Ēli; in latino Heli (…),
 fu, secondo il Libro di 1 Samuele 1: 3, un Sommo sacerdote ebraico in Silo.

 

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I genitori di Gesù, Maria  e Giuseppe erano di Nazareth, della casa di David, Maria al momento del concepimento era una giovane fanciulla,

Gesù nacque per opera dello Spirito Santo,( i genitori di Maria sono San Gioacchino e Sant’Anna secondo la Tradizione).

Giovanni Battista è l’ultimo profeta del Vecchio Testamento, il Santo Messaggero mandato da Dio per preparare la via al Messia, San Giovanni Battista è cugino di Gesù, e i suoi genitori sono il sacerdote Zaccaria ed Ellisabetta cugina di Maria madre di Gesù.

Nel Nuovo Testamento, Gesù è il Figlio di Dio, Dio incarnato, santissimo e purissimo, il Messia atteso dal popolo eletto, il Salvatore del mondo venuto sulla terra a salvare l’uomo dal peccato. Gesù non ha moglie e figli,  Gesù essendo Dio non vuole e non può sposarsi, Gesù però ha una bellissima sposa la Chiesa, poi Gesù chiede a chi puo’ di rimanere vergine.

Gli Apostoli e i fratelli di Gesù sono tutti santi e pieni di virtu’, non erano mai stati guerrieri.

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A cura di Studio Biblico
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VEDIAMO COSA DICE LA STORIA

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ERODE FILIPPO I
Erode Filippo I, figlio di Erode il Grande e Mariamne II (figlia del sommo sacerdote Simone), è un personaggio minore e poco noto della dinastia erodiana. Alla sua morte il padre non gli affidò nessuna reggenza. È noto soprattutto per essere stato il primo marito di Erodiade, che poi lo ripudiò (cosa illegale secondo il diritto ebraico) per sposare Erode Antipa. La cosa dovette creare un certo scandalo tra i Giudei dell’epoca e fu fermamente condannata da Giovanni Battista e per questo venne ucciso.
Pur con notevoli distinzioni tra gli esegeti moderni, la tradizione cristiana lo ha distinto da Erode Filippo II, ” tetrarca dell’Iturea e della Traconìtide” (Lc 3,1).
 
Alla sua nascita, Erode aveva ben due fratellastri che lo precedevano nella linea di successione, i fratelli Alessandro e Aristobulo, figli della seconda moglie di Erode il Grande, l’asmonea Mariamne I, che però, nel 7 a.C., quest’ultimo fece mettere a morte per aver complottato contro di lui.
La figlia di Aristobulo, Erodiade, era all’epoca minore, oltre che orfana, e il nonno la diede in moglie al proprio figlio Erode, che era suo zio. In questo modo Erode si legò alla dinastia asmonea, acquisendo diritti alla successione.[3] Tale matrimonio, però, mise in contrasto Erode il Grande col figlio primogenito, Antipatro (figlio della prima moglie di Erode), e dunque il sovrano decise di ricollocare Erode secondo nella linea di successione, proprio dopo Antipatro.
Nel 4 a.C. Antipatro fu accusato di complotto contro il padre e condannato a morte; però, poiché Mariamne (II) era venuta a conoscenza di tale complotto ma non ne aveva avvisato il marito, Erode il Grande la allontanò da corte e rimosse dalla linea di successione loro figlio Erode, che si trasferì a Roma con la moglie Erodiade.[4] Quindi, quando Erode il Grande morì, quello stesso anno, suo figlio Erode non fu tra i suoi eredi, e il suo regno fu spartito tra i restanti figli.
3) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.5.4.
4) Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XVIII.116-119
Cathopedia

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GESU’ GAMALIEL

Joshua ben Gamaliel, in greco: Γαμάλα .. υιός Ίησοΰς (Gesù figlio di Gamaliele) (…), fu un sommo sacerdote ebraico. Ricoprì tale carica dal 63 al 64 d.C. poco prima della distruzione di Gerusalemme e del termine del sacerdozio ebraico.
È ricordato da Giuseppe Flavio [1] insieme ad Anano ben Anano nelle pagine che raccontano degli ultimi avvenimenti prima dell’assedio delle legioni di Tito e della distruzione di Gerusalemme.
Di Joshua lo storico ricorda l’indignazione per l’apatia del popolo di Gerusalemme, indifferente ai soprusi e alla sacrilega occupazione del Tempio da parte degli Zeloti. Alla sua indignazione aveva fatto eco un accorato discorso di un altro sacerdote Anano ben Anano, che sollevò il popolo contro gli Zeloti, obbligandoli, dopo duri scontri, a rinserrarsi nel Tempio. Di qui gli Zeloti, vista l’impossibilità di uscirne, si decisero ad inviare messaggeri agli Idumei per sollecitare il loro aiuto. Questi radunata una massa di quasi ventimila uomini si diressero verso Gerusalemme, accampandosi davanti alle porte. Dall’alto delle mura Joshua cercò di dissuadere gli Idumei a non allearsi con gli Zeloti, “feccia e rifiuto di tutto il paese”. Ma invano. Nella notte, sotto una pioggia torrenziale, gli Idumei entrarono in città, liberarono gli Zeloti e catturarono Anano e Joshua uccidendoli e dopo averne sbeffeggiati i cadaveri, li gettarono via insepolti.
Note
1) La Guerra Giudaica, IV, 160 e segg.
Wikipedia
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Vediamo che Giovanni Gamala non è un personaggio storico ma inventato.

Giovanni di Gamala è un personaggio del romanzo del XIX secolo For the Temple di George Alfred Henty. Il libro lo presenta come una figura eroica che combatte i Romani, specialmente quando essi decidono di distruggere il Tempio di Gerusalemme nel 70. Nel seguito del romanzo Giovanni si converte e diventa un discepolo di Gesù. Henty nella prefazione del suo libro specifica espressamente che Giovanni di Gamala è soltanto una sua creazione letteraria.
Luigi Cascioli, ex-seminarista italiano e poi militante ateo, nel libro La favola di Cristo afferma che la Chiesa avrebbe confuso deliberatamente Gesù con Giovanni di Gamala (che quindi sarebbe realmente esistito) e che questo sarebbe stato un pretendente al trono di Gerusalemme in quanto figlio di Giuda il Galileo e nipote del rabbino Ezechia, discendente diretto della dinastia degli Asmonei, fondata da Simone, figlio di Mattatia, e spodestata dalla dinastia erodiana. Secondo Cascioli i figli di Giuda furono: Giovanni primogenito, Simone, Giacomo il maggiore, Giuda, Giacomo il minore, Menahem ed Eleazaro.
Wikipedia

Per maggiori informazioni su Giovanni Gamala vedi ;

http://www.christianismus.it/modules.php?name=News&file=article&sid=178

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VEDIAMO CHE IL TRIUNVIRO MARCO ANTONIO NON HA NESSUNA PARENTELA CON GESU’ DI NAZARETH

Marco Antonio
Politico
Marco Antonio è stato un politico e militare romano durante il periodo della Repubblica. Abile condottiero e coraggioso combattente, discendente da una famiglia patrizia, fu luogotenente di Gaio Giulio … Wikipedia
Data di nascita: 14 gennaio 83 a.C., Roma
Coniuge: Fulvia (s. 46 a.C.–40 a.C.), altri
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IL PADRE DI MARCO ANTONIO
Marco Antonio Cretico
Politico
Marco Antonio Cretico fu un esponente politico e militare della Repubblica romana, padre del triumviro Marco Antonio. Wikipedia
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LA MADRE DI MARCO ANTONIO
 
Giulia
Madre di Marco Antonio
Giulia è stata una donna romana, madre del triumviro Marco Antonio. Wikipedia

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LE MOGLI  E I FIGLI DI MARCO ANTONIO

 

1.Matrimonio con Fadia
2.Matrimonio con Antonia Ibrida (sua cugina) Antonia di Tralles
3.Matrimonio con Fulvia Marco Antonio Antillo, giustiziato da Ottaviano nel 30 a.C.
Iullo Antonio
4.Durante il matrimonio con Fulvia, nel 49 a.C. ebbe una relazione con Licoride, famosissima donna di spettacolo e meretrice romana, che in talune occasioni addirittura presenziava al suo fianco al posto della moglie. Lo scandalo fu che non tenne separata l’amante liberta dalla sfera pubblica e fu tale che nel 46 a.C. lo costrinse, probabilmente sotto pressione di Cesare, a lasciarla e a tornare dalla moglie ufficiale.
5.Matrimonio con Ottavia Minore Antonia maggiore
Antonia minore
6.Figli con Cleopatra Alessandro Helios
Cleopatra Selene
Tolomeo Filadelfo.
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ALESSANDRO HELIOS NON HA NESSUN LEGAME DI PARENTELA CON GIUSEPPE PADRE DI GESU’ DI  NAZARETH
 
Alessandro Helios
Alessandro Helios è stato l’ultimo sovrano egizio del periodo tolemaico. Di lui si conosce la data di nascita, in Alessandria d’Egitto, 25 dicembre del 40 a.C. ma non quella di morte, che avvenne a Roma, tra il 29 e il 25 a.C. Wikipedia

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MARIAMNE II, NON PUO’ ESSERE MARIA DI NAZARETH E IL FIGLIO DI MARIAMNE II ERODE FILIPPO NON PUO’ ESSERE GESU’

Dalle fonti storiche vediamo che tutti questi personaggi della  dinastia degli Erodi non hanno legame con Gesù di Nazareth e la sua famiglia.
 
Mariamme II, sposa di Erode il Grande, non ha nessun legame con Gesù di Nazareth, era nata il 45 a.C. , non puo’ in nessun modo essere Maria di Nazareth,
nata verso (16  o al massimo verso il 23 a.C, dipende dall’anno di nascita di Gesù che va dal 9 a.C al 2 a.C) ed era ancora adolescente quando divenne la madre di Gesù.
 

 Erode Filippo figlio di Erode il Grande, marito di Erodiade e padre di Salome, nacque il 27 a.C., visse a Roma,e morì  il 33 d.C.non ha nessun legame con Gesù di Nazareth.

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 NON RISULTA DA NESSUN DATO STORICO CHE MARIAMNE II FIGLIA DI BOETO AVEVA UNA MADRE DI NOME CLEOPATRA, E NON POTEVA ESSERE FIGLIA DI CLEOPATRA REGINA D’EGITTO.

Per conoscenza riportiamo;
Non ha nessun legame con la dinastia degli Erodi.
 
Cleopatra VII
Regina egizia
Cleopatra VII Thea Philopatore è stata una regina egizia del periodo tolemaico. Fu l’ultima regina del Regno tolemaico d’Egitto, l’ultimo membro della Dinastia tolemaica e l’ultima sovrana dell’età …
Data di nascita: 69 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Data di morte: 12 agosto 30 a.C., Alessandria d’Egitto, Egitto
Coniuge: Marco Antonio (s. 32 a.C.–30 a.C.), Tolomeo XIII, Tolomeo XIV
Fratelli: Tolomeo XIII, Arsinoe IV, Berenice IV, Tolomeo XIV
Figli: Tolomeo XV, Cleopatra VIII, Alessandro Helios, Tolomeo Filadelfo
Genitori: Tolomeo XII, Cleopatra V
Wikipedia

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SIMONE DI BOETO FU GRANDE SACERDOTE DEL TEMPIO DI GERUSALEMME E NON DI ISIDE NON HA NESSUN LEGAME CON CLEOPATRA VII

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Lista dei sommi sacerdoti di Israele
Al tempo della dinastia di Erode e dei romani
Ananelo 37-36 a.C.
Aristobulo III 36 a.C.
Ananelo (restaurato) 36-30 a.C.
Joshua ben Fabo 30-23 a.C.
 
****Simone ben Beto******
 
Mattatia ben Theofilo
Joazar ben Beto 4 a.C.
Eleazar ben Beto 4-3 a.C.
Joshua ben Sie 3 a.C.-6 d.C.
Anano ben Seth 6-15
Ishmael ben Fabo 15-16
Eleazar ben Anano 16-17
Simone ben Camito 17-18
Caifa 18-36, al tempo di Gesù
Jonathan ben Anano 36-37
Theofilo ben Anano 37-41
Simone Cantatera ben Beto 41-43
Mattia ben Anano 43
Alioneo 43-44
Jonathan ben Anano 44 (restaurato)
Giuseppe ben Camido 44-46
Anania ben Nebedeo 46-52
Jonathan 52-56
Ismaele ben Fabo 56-62 (restaurato?)
Giuseppe Cabi ben Simone 62-63
Anano ben Anano 63
Joshua ben Damneo 63
Joshua ben Gamaliel 63-64
Mattatia ben Teofilo 65-66
Fannia ben Samuele
Wikipedia
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Simone Boeto
Mariamne era la figlia di Simone Boeto, un sacerdote ebreo di Gerusalemme ma nativo di Alessandria d’Egitto. Aveva fama di essere una bellissima donna, «la più bella donna dell’epoca», riferisce lo scrittore Flavio Giuseppe. La fama di Mariamne raggiunse Erode il Grande, che conobbe la ragazza innamorandosene, e decise che sarebbe stato opportuno sposarla. Il problema era che Simone era un semplice sacerdote e non sarebbe stato opportuno imparentarsi con lui; Erode, allora, tolse l’onore del sommo sacerdozio a Gesù figlio di Phiabet e lo conferì a Simone (25 a.C.), rimuovendo tale ostacolo al matrimonio con Mariamne.
Dal matrimonio tra Mariamne ed Erode nacque Erode Filippo I (anche noto come Erode Boeto), marito di Erodiade e padre di Salomè. Filippo era il quarto figlio maschio di Erode, dopo Antipatro (figlio della prima moglie Doride) e Alessandro e Aristobulo (figli di Mariamne); nel 7 a.C. Erode fece giustiziare per tradimento Alessandro e Aristobulo, e Filippo divenne secondo nella linea di successione.
Nel 4 a.C. Erode scoprì il tradimento di Antipatro, che fu messo a morte. Filippo divenne primo nella linea di successione, ma per breve tempo: Erode, infatti, scoprì che Mariamne era venuta a conoscenza del complotto ma non ne aveva avvertito il marito. Erode allora divorziò dalla moglie, depose Simone Boeto ed eliminò Filippo dalla linea di successione.
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Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XVII.4.2.
Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, XV.3, 6, 7; XVIII.5
Wikipedia
 
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A CURA DEL CENTRO ANTI-BLASFEMIA

 

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